Cronologia dei procedimenti giudiziari e investigativi (1950–2015)
Vauro individua esattamente dov’è il cortocircuito quando parla del «teatro delle vanità che ha sostituito il giornalismo». Perché una cosa è subire un attentato, un’altra è cominciare a collocare la propria vicenda dentro una genealogia che comprende Aldo Moro, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino.
È lo stesso giornalismo che plaude per l’ergastolo a un plurirapinato che uccide il rapinatore, è indifferente alle violenze carnali etniche e non chiede conto ai magistrati di come sia stato possibile a Gelli scontare meno di un anno – meno di un anno – di dorata galera. È stata la CIA? È lo stesso potere del «teatro delle vanità che ha sostituito il giornalismo.»
| Anno | Episodio giudiziario/investigativo | Autorità/soggetto procedente | Esito |
| 1950–1951 | Fascicolo SIFAR “Cominform” su presunti legami di Gelli con i servizi comunisti/sovietici | SIFAR | Nessun procedimento penale; resta un dossier di intelligence, poi oggetto di sottrazione/omicidio Pecorelli |
| 22 maggio 1981 | Primo ordine di cattura, dopo la perquisizione di Castiglion Fibocchi (marzo 1981, giudici Colombo e Turone) nell’ambito dell’inchiesta sul finto rapimento Sindona: scoperta della lista P2 | Giudici istruttori di Milano | Gelli irreperibile, latitante |
| 1981–1982 | Indagini della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2 (presidente Tina Anselmi) | Parlamento | Relazione conclusiva 1984; scioglimento per legge della loggia (1982) |
| 13 settembre 1982 | Arresto a Ginevra (Svizzera), mentre tenta di ritirare fondi da un conto bancario | Autorità svizzere | Incarcerato a Champ Dollon |
| 17 marzo 1983 | Sentenza istruttoria: proscioglimento per amnistia nel procedimento romano n. 1575/81 (reato originario) | Procura di Roma | Proscioglimento parziale |
| 10 agosto 1983 | Evasione dal carcere svizzero di Champ Dollon, pochi giorni prima dell’estradizione | — | Latitanza (Sudamerica), circa 4 anni |
| 1984–1985 | Procura generale di Roma: ricorso per il reato di attentato alla Costituzione; requisitoria finale (22/2/1985); rinvio degli atti al Tribunale di Roma (26/3/1985) | Procura generale/Corte d’appello di Roma | Apertura fase istruttoria (sost. proc. Elisabetta Cesqui) |
| 21 settembre 1987 | Si costituisce a Ginevra | Autorità svizzere | Rientra a Champ Dollon |
| 17 febbraio 1988 | Estradizione in Italia | Autorità italiane/svizzere | Detenzione in Italia (Parma) |
| 1988 | Esce dal carcere di Parma dopo appello al Presidente Cossiga e al ministro Vassalli | — | Scarcerazione/misura alternativa |
| 11 luglio 1988 | Condanna in primo grado per i depistaggi sulla strage di Bologna (2 agosto 1980) | Corte d’Assise di Bologna | Condannato insieme a Musumeci, Belmonte, Pazienza |
| 31 gennaio 1991 | Richiesta di rinvio a giudizio (procedimento romano su cospirazione/attentato alla Costituzione) | Sost. proc. Elisabetta Cesqui | — |
| 18 novembre 1991 | Rinvio a giudizio firmato dal giudice istruttore Francesco Monastero | Tribunale di Roma | Apertura dibattimento |
| Estate 1989 – 18 luglio 1990 | Processo d’appello strage di Bologna: assoluzione dall’accusa di strage per tutti; condanna per calunnia pluriaggravata (depistaggio) confermata per Gelli, Pazienza, Musumeci, Belmonte (10 anni) | Corte d’Assise d’Appello di Bologna | Condanna per depistaggio confermata |
| 16 aprile 1994 (dep. 26/7/1994) | Sentenza I grado, processo romano “cospirazione politica/attentato alla Costituzione”: assoluzione generale; condanna solo per procacciamento di notizie riservate e calunnia verso i giudici Turone e Colombo | II Corte d’Assise di Roma | Condanna parziale minore |
| 23 novembre 1995 | Cassazione conferma in via definitiva la condanna a 10 anni per calunnia aggravata (depistaggio strage di Bologna) | Corte di Cassazione | Condanna definitiva |
| 27 marzo 1996 | Corte d’appello di Roma conferma l’assoluzione del processo per attentato alla Costituzione | Corte d’appello di Roma | Assoluzione confermata |
| 1996 | Inizio della detenzione domiciliare a Villa Wanda (Arezzo), che durerà, salvo interruzioni, fino alla morte | Autorità giudiziarie | Arresti domiciliari |
| 16 gennaio 1997 | Nuovo ordine di arresto per procacciamento di notizie riservate, poi revocato dal Ministero di Grazia e Giustizia (reato non coperto dall’estradizione svizzera) | Ministero della Giustizia | Ordine revocato |
| 22 aprile 1998 | Cassazione conferma condanna a 12 anni per bancarotta fraudolenta nel crac del Banco Ambrosiano | Corte di Cassazione | Condanna definitiva |
| 4 maggio 1998 | Nuova latitanza dopo la conferma della condanna Ambrosiano (dura oltre 4 mesi) | — | Poi arresti domiciliari |
| Anni ’90–2000 | Coinvolgimento nelle indagini sull’omicidio Pecorelli (1979): ricostruzioni giudiziarie lo collegano, tramite Viezzer/Mannucci Benincasa e il dossier Cominform, al possibile movente | Procura di Roma | Nessuna condanna specifica di Gelli per l’omicidio |
| 2000 | Coinvolgimento (tra gli indagati/imputati collegati) nel procedimento sul depistaggio delle indagini di Bologna che vede protagonista anche Mannucci Benincasa | Corte d’appello di Bologna | — |
| 2011–2019 (post mortem, 2020–2021) | Le sentenze sui mandanti/finanziatori della strage di Bologna (proc. Bellini/Cavallini, poi Cassazione 2020) indicano definitivamente Gelli, insieme a Umberto Ortolani, come mandante e finanziatore | Corte d’Assise/Cassazione di Bologna | Accertamento postumo, non più impugnabile da Gelli (deceduto 2015) |
| 15 dicembre 2015 | Morte ad Arezzo (Villa Wanda), in regime di arresti domiciliari | — | Estinzione di ogni procedimento pendente |
Nota: alcune voci (in particolare il collegamento Cominform → dossier Viezzer → omicidio Pecorelli, e i dettagli del procedimento n. 2/87 R.G.C.A.) meritano verifica su fonte primaria — atti della Commissione Stragi e testo integrale della sentenza di Cassazione del 23/11/1995.