La Guerra Una Sconfitta? Mai per Alcuni.

La guerra, qui e ora. Il combattente patisce dalla notte dei tempi l’irrilevanza delle cause della guerra, prossime o lontane, giuste o sbagliate che siano. Nel tritacarne non stanno a chiedersi chi ha torto oppure ragione, essi o i nemici: devi uccidere per sopravvivere. Punto.
Conclusa la guerra, i vincitori sottomettono i vinti, li processano e ne stabiliscono le pene, con un’eccezione: il Vietnam. Gli Stati Uniti, la più forte potenza del pianeta, persero contro una nazione dal PIL inferiore a quello del Molise. Non ci fu tuttavia alcun processo. Anzi i petrolieri e Wall Street esultarono per la sconfitta e cambiarono il corso successivo della storia: non importa vincere o perdere una guerra; chi possiede le materie prime vince comunque. Se hai materie prime e anche l’oro, i tuoi listini schizzano come i missili da Gaza. La guerra una sconfitta? Mai per alcuni.

Da quel momento sono scoppiati oltre 50 conflitti, tutti perduti, tranne l’invasione di Grenada (23.10.1983), perduti da chi li combatte sul terreno, invece vinti e stravinti dai valorosi nei consigli d’amministrazione. Sicché il disco rotto del Fariseo, “la guerra è sempre una sconfitta”, è rotto e bugiardo perché i suoi amici del World Economic Forum vincono e continuano a vincere, a Gaza come a Gerusalemme, a Damasco come a Kiev, a Kabul come a Sarajevo, e nello IOR guarda un po’.
I lettori di SC ricordano le tre leggi millenarie sovente qui richiamate: 1) gli Stati nascono e muoiono con la guerra; 2) gli imperi crollano; 3) le cose cambiano, come Dio vuole.
A causa della prima legge, Hamas ha cancellato per altri 75 anni l’illusione d’uno Stato palestinese, a meno che…
Ci sono tre imperi, anzi quattro: Stati Uniti, Russia e Cina, ma anche il Vaticano è un impero universale. Quale dei quattro sta crollando, mentre a Gaza si combatte? Attenti alle risposte affrettate.
Le cose stanno cambiando, come Dio vuole. Quest’ultima legge ha un processo più chiaro, vediamo perché. Però prima dobbiamo fare una digressione, a causa delle sciocchezze di Vittorio Feltri e (non è una novità) del c.d. ministro della Difesa, Guido Crosetto.
Su Il Giornale del 5 Novembre, Feltri si chiede: «Da dove viene, che origini ha quest’odio contro gli ebrei? E perché perdura anche dopo l’Olocausto?» Feltri cita Bergoglio, intervistato da Gian Marco Chiocci sulle ragioni dell’antisemitismo: «Non ho spiegazioni. È un dato di fatto che vedo, non mi piace, ma non so spiegarlo» ha concluso l’argentino. In realtà ambedue, Feltri e Bergoglio, sono privi d’una dote e afflitti da una volgarità, che impedisce loro di vedere chiaro. Se avessero lo stimma del cristianesimo, saprebbero che le prime e più crudeli persecuzioni, in Terra Santa come a Roma, i cristiani le subirono dagli ebrei. Saprebbero che le massonerie ebree sono state nei secoli le più accanite contro la Chiesa. Basti ricordare il letame lanciato su S.S. Pio XII – che salvò centinaia di migliaia di ebrei – per capire come questi e altri innumerevoli fatti hanno contribuito a inasprire i rapporti. Ci sono responsabilità per il razzismo sul versante cristiano? Certamente, enormi e continuate nella storia della cristianità. Come sia stato possibile, proprio Feltri e Bergoglio sono due esempi di scuola. Il primo ostenta e il secondo gesuiticamente dissimula uno spirito di superiorità, perché ambedue, inadeguati, vogliono non di meno sentirsi migliori del prossimo. È, proprio questo, il DNA del razzismo.
Il vero credente cattolico ama gli ebrei. Il vero credente ebreo ama i cattolici. Il patto fra gli ebrei e Dio attraverso Abramo è tuttora vigente. Il patto dei cattolici attraverso Cristo è altrettanto valido. In ambedue i campi gli stolti tendono a cancellare questo parallelismo. Delle responsabilità degli ebrei abbiamo detto abbastanza. I cattolici sono sovente più sottilmente maliziosi. Il quarto mistero gaudioso del Santo Rosario – una delle preghiere più elevate dei cattolici – un tempo contemplava: «La circoncisione di Gesù bambino e la purificazione di Maria Santissima». Oggi leggiamo sul sito del Vaticano: «Maria e Giuseppe presentano Gesù al Tempio». In questo modo tentando di cancellare la continuità fra religione ebraica e fede cattolica. A ben vedere, il razzismo sotteso da questa omissione è più satanico di quello nazista. L’odio sviluppato verso gli ebrei ha finito per svuotare la nostra anima cattolica e, proprio in queste settimane, non solo non abbiamo protestato contro le forniture di armi israeliane agli azeri per sterminare i cristiani armeni, ma neppure per gli assalti incessanti della polizia israeliana alle scuole cattoliche. D’altronde non saremmo stati coerenti, poiché il c.d. ministro della Difesa, del cattolico governo al potere, fornisce a sua volta le armi all’Azerbaigian, impegnato a sterminare i cristiani armeni. Un bell’applauso a uno stupido.
Le cose cambiano, come Dio vuole. Gli imbecilli ignorano spesso questa legge. Prendiamo l’invasione di immigrati. Giorgia Meloni illusa sulla buona fede dell’Europa? L’obiettivo dell’invasione è proprio l’Italia, non l’Europa, non la Germania, né la Francia, non altri, solo l’Italia, perché distruggere l’Italia e con essa il Vaticano potrebbe dare un colpo mortale, nelle intenzioni del World Economic Found, alla chiesa cattolica. Distruggere i Cristianesimo, riporta il mondo pagano a galla e stratifica la società in dominanti e dominati. Finirà così? Le cose cambiano, come Dio vuole.
È bello assistere agli incidenti imprevisti. Hamas, attaccando in modo bestiale Israele, ha dato la misura di quanto può accadere al di qua del Mediterraneo. Il risiko ci vedrebbe in prima linea ma nessuno può garantire, se Hamas vincesse, che i confini di Ventimiglia, di Gorizia e quelli sul mare non possano essere violati. Forza Israele, quindi. Non c’entra nulla il razzismo o il tifo da stadio per l’una o l’altra squadra: è in gioco la sopravvivenza, la nostra, non quella di Gaza.
È tuttavia significativo osservare generali e casalinghe, cicisbei e smutandate, fino a ieri preoccupati per “l’invasione mussulmana”, trascolorare improvvisamente in antigiudei, preoccupati dei diritti umani a Gaza come mai lo furono per quelli dei cattolici scannati nella piana di Ninive. Vedremo nella prossima puntata perché Cristo Vince nonostante gli imbecilli. (1-continua)

Informazioni su Piero Laporta

Dal 1994, osservate le ambiguità del giornalismo italiano (nel frattempo degenerate) Piero Laporta s’è immerso nella pubblicistica senza confinarsi nei temi militari, come d'altronde sarebbe stato naturale considerando il lavoro svolto a quel tempo, (Ufficio Politica Militare dello Stato Maggiore della Difesa). Ha collaborato con numerosi giornali e riviste, italiani e non (Libero, Il Tempo, Il Giornale, Limes, World Security Network, ItaliaOggi, Corriere delle Comunicazioni, Arbiter, Il Mondo e La Verità). Ha scritto “in Salita, vita di un imprenditore meridionale” ed è coautore di “Mass Media e Fango” con Vincenzo Mastronardi, ed. Leonardo 2015. (leggi qui: goo.gl/CBNYKg). Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo con Stilum Curiae, il blog di Marco Tosatti. D'altronde il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito https://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.
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