Buon Natale, Cristo Vince Nonostante Giuda

Questo sia il regalo per il Santo Natale, augurando di conservare Fede, Speranza e Carità, col realismo che sempre nei secoli guidò i grandi pontefici di Santa Madre Chiesa. Buon Natale, Cristo Vince, Nonostante Giuda.

Satana non opera casualmente; egli ha un piano e lo porta avanti sfidando il grottesco, benedicendo una penetrazione anale, la relazione effimera, la negazione della vita, prima ancora misericordiosamente assolvendo i medici che frullano i bambini nel ventre materno, quanti negano il diritto alla vita di formarsi e svilupparsi secondo natura. Tutto da benedire, secondo Satana, ovvio.
Egli sa tuttavia dell’eternità della Chiesa.
«Non Praevalebunt» dette le convulsioni a Satana, ben prima del suo effimero godimento ai piedi della Santa Croce.
Satana esiste, crede in Dio e ne conosce l’infinita onnipotenza: «Nulla è impossibile a DIO».
Satana sa di non poter distruggere la Chiesa, neppure mediante migliaia di scismi e di sinodi, organizzati come un’esplosione nucleare controllata. Egli può solo agire per allontanare dalla Chiesa quante più anime è possibile, per portarle verso il nulla, tutt’al più con un Pandoro taroccato, infine nel suo regno, dove aborto, sodomia, odio, malattia, fame e povertà sono benedetti.

Come allontanare le anime dalla Chiesa?
Prima delle altre quelle, quantunque fedeli, prive del coraggio d’affermare, confermare e propalare la propria fede? Queste anime sono vocate alla prova dell’intimidazione, della paura, del terrore. Abbiamo già assistito ad alcune prove. Occorre pregare per i tremebondi, per la Chiesa e anche per il Papa.
A Satana è utile un sicario di Cristo in terra che spiani la strada verso il nuovo Colosseo, con le nuove belve, apparentemente buone e amorevoli, “perfide” in realtà, andando incontro alle quali non tutti sapranno cantare le lodi al Signore come gli antichi martiri. La strada è quindi pronta.

Le pene per i crimini di odio negli Stati Uniti variano a seconda della giurisdizione in cui si commette il reato. A fattor comune, la legge federale prevede che i reati di odio siano punibili con multe e reclusione.
L’articolo 245 del titolo 18 del codice penale degli Stati Uniti, prevede una pena detentiva fino a 10 anni e multe di migliaia di dollari per la violazione dei diritti civili d’un individuo a causa della sua religione, razza, colore, nazionalità e – superfluo ricordarlo – sesso, orientamento sessuale e identità di genere. Regime analogo vige nel Canada. Multe e galera fino a dieci anni.
Se quindi un presbitero cattolico, statunitense o canadese, rifiuterà di benedire i sodomiti, sarà imputabile per reato d’odio, con multe pesanti e galera fino a dieci anni.
Grazie all’ultimo tradimento viene a mancare la tutela religiosa. Difficile spiegare in un’aula di tribunale americano che la strombazzante esortazione non è ex cathedra, valendo meno del peto che il presbitero rifiutasse di benedire.
Il discrimine religioso, finora protetto dalla Santa Sede, è caduto. I religiosi americani sono esposti a un potere temporale che non mancherà d’approfittare del tradimento di Giuda.
Inutile chiedersi se l’attacco avverrà. L’odio contro Cristo spinge a sferrarlo al più presto. Alla follia americana, seguirà a ruota l’europea.
Il nuovo Giuda fa pena come l’antesignano. Senza l’apostolo traditore la Croce sarebbe stata impossibile o comunque molto differente, senza il tradimento definitivo di Giuda e quello doloroso di san Pietro.
È un mistero che ritorna. Nostro Signore affidò la Chiesa a san Pietro, un traditore, invece Maria, la propria e la nostra Madre, a san Giovanni l’evangelista.
Una lungimiranza inquietante, mentre ricorre un sicario di Cristo in terra a rinnovare un mistero insondabile, nella furia della tempesta incessante, tempesta pure indispensabile a purificare la Chiesa dalle infezioni accumulatesi dopo S.S. Pio XII di venerata memoria.
Facciamo quindi attenzione: il Papa è solo il segno visibile dell’unità della Chiesa, non il punto generativo dell’esperienza cristiana, poggiata su Cristo e Maria Santissima, due pilastri incrollabili, ripetiamolo in-crol-la-bi-li.
Siamo quindi nella tempesta ma Nostro Signore è al timone e Maria è con Lui: la tempesta non sarà quindi eterna. Un’Ave maria e avanti, come disse don Bosco.
È tuttavia una tempesta indispensabile, ripetiamolo: indispensabile. Le persecuzioni rafforzano la Chiesa, in apparenza ora dominata da perversi rammolliti, ma Dio la guida nonostante tutto. Coraggio e preghiamo anche per il Papa, per questo Papa.
Vorrei concludere con un aneddoto, più volte citato su queste colonne. Napoleone Bonaparte nel 1801 negoziò il concordato con la Santa Sede, rappresentata dal segretario di Stato, il cardinale Ercole Consalvi, al servizio di S.S. Pio VII.
Il Concordato del 15 VII 1801 fu necessario ad ambedue le parti, i cui rapporti erano tesi dopo le stragi di fedeli nella Rivoluzione Francese e per la morte di Pio VI, mentre fu prigioniero in Francia. Tempi niente affatto migliori di quelli correnti dopo tutto.
Consalvi, negoziatore abilissimo, un giorno fece perdere le staffe all’Imperatore, il quale, smarrito ogni controllo, dopo varie imprecazioni concluse: «Io la distruggo, questa Chiesa!»
Consalvi, ironico, non si scompose: «Maestà imperiale, non ci siamo riusciti noi…»
L’unica differenza fra quei giorni e quelli correnti è la trattativa, guidata direttamente da Lui. Se n’accorgeranno. Lo diciamo da sempre. 1) Gli Stati nascono e muoiono con la guerra. 2) Gli Imperi crollano. 3) Le cose cambiano, ma come Dio vuole. In due parole: Cristo Vince. Buon Natale.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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