Un Inadeguato Ministro della Difesa

Signor Presidente del Consiglio dei Ministri,

il primo comma dell’articolo 1472, rubricato «Libertà di manifestazione del pensiero», del Codice dell’ordinamento militare (decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66) statuisce:

«I militari possono liberamente pubblicare loro scritti, tenere pubbliche conferenze e comunque manifestare pubblicamente il proprio pensiero, salvo che si tratti di argomenti a carattere riservato di interesse militare (o di) servizio per i quali deve essere ottenuta l’autorizzazione».

Il suo ministro della Difesa ha pertanto sbagliato doppiamente nei confronti del generale Roberto Vannacci, della legge e quindi di tutte le Forze Armate.

Il suo ministro della Difesa ha sbagliato nel merito. La pubblicazione di un libro, sia pure sugli argomenti de “Il Mondo Al Contrario”, è nell’ambito delle libertà costituzionali e di legge, inalienabili e assicurate a tutti i militari, al più giovane dei soldati come al più anziano dei generali, assicurate dalla Costituzione, applicata col citato Decreto Legislativo .

Il suo ministro della Difesa ha sbagliato nel metodo. Quando i gazzettieri, i sindacalisti, l’ANPI (?!?) hanno gravemente diffamato il generale, il ministro aveva facoltà di istruire un’inchiesta, al termine della quale, se vi fossero stati, a giudizio del superiore diretto del generale Vannacci o dello stesso ministro, elementi concreti per gravare sul generale con accuse di violazioni alla disciplina militare o ai codici, una peculiare commissione disciplinare avrebbe valutato i fatti e irrogato i provvedimenti di legge.

Il suo ministro della Difesa, invece di twittare stupidaggini offensive, avrebbe quindi dovuto dire misurate e significative parole: «Ho incaricato il comandante del generale Vannacci di istruire un’inchiesta formale, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 15 marzo 2010, n. 66. Quanto mi riferirà il comandante del generale Vannacci sarà reso noto, insieme alla linea d’azione che il ministro intende seguire, a mente di quanto dispongono la Costituzione e la legge della Repubblica».

Il ministro, non solo ha rilasciato dichiarazioni oltraggiose per il generale, offensive per la legge e quindi per tutte le Forze Armate (chiamate proprio a difendere la legge e la Costituzione), ma senza alcuna inchiesta formale ha disposto la rimozione dall’incarico del generale Vannacci.

È superfluo che io le spieghi a questo punto che il suo ministro della Difesa è inadeguato: ha abusato della propria autorità e ha offeso – costui sì – la legge e la Costituzione della Repubblica, nonché tutti i militari e i cittadini – numerosissimi – che si riconoscono in quanto scrive il generale Vannacci, ovvero riconoscono al generale la fondamentale libertà costituzionale di scrivere quanto ha pubblicato.

Per quanto precede un tale inadeguato ministro deve immediatamente dileguarsi. Costui ha offeso la legge e la Costituzione; costui è privo dell’equilibrio indispensabile per amministrare le Forze Armate.

Se costui non sarà allontanato, non sarà un grande sforzo convincere quanti – militari e civili, con le loro famiglie e tutte le loro relazioni – fossero ancora incerti se disertare le urne alle prossime elezioni europee e alle successive politiche.

Sono stupito che lei, signor presidente del Consiglio dei ministri, non abbia ancora provveduto d’iniziativa a sfiduciarlo.

La saluto, signor capo del Governo, con tutto il profondo rispetto che vorrà meritare

Generale D. g.(ris.) Piero Laporta www.pierolaporta.it

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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5 risposte a Un Inadeguato Ministro della Difesa

  1. Claudio Negri scrive:

    Alcune delle cose enunciate nel libro del generale Vannaci le avevo scritte nel mio diario/archivio già da tempo. Non ho alcuna pretesa o desiderio di competere con il succitato ma desidero semplicemente ringraziarla per l’inoppugnabile esposizione della verità nel merito della questione Vannacci/Ministro.
    Fa piacere constatare che esistono ancora persone come Lei.
    Con stima.

  2. Moreno Grandi scrive:

    Piero caro, sei un grande. Ti abbraccio.

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