Brexit, sette punti fermi mentre tutto cambia

brexit-istock_0Brexit, s’odono stupidaggini a litania. Brexit esige solo decisioni conseguenti. Gli inglesi decidono, noi subiamo: qui è la differenza.

A poche ore dal Brexit nel referendum inglese va calando il vociare di prof, esperti e politologi, i quali, come al solito non hanno azzeccato una previsione, non di meno ci spiegano perché gli inglesi avrebbero sbagliato. Cerchiamo di “leggere” i fatti.
[cryout-pullquote align=”left” textalign=”justify” width=”25%”]La risposta delle urne britanniche equivale, a tre secoli di distanza, a una di dichiarazione di indipendenza, a parti invertite, della Gran Bretagna dagli USA. [/cryout-pullquote]

Primo. La speculazione in borsa. Com’era prevedibile l’oscillazione va smorzandosi. La speculazione avrebbe attecchito a prescindere dalle percentuali di sì e no. Brexit, come altre di tal genere, è occasione ghiotta a prescindere dagli esiti. Chi ha capitali, informazioni e sangue freddo compera. Vendono invece quanti hanno poco e sono influenzabili dai prof e dagli esperti ciarlatani. Nonostante tutto la borsa s’adatta cinicamente alla politica, come già accade, d’altronde.
Secondo. La radice del No vincente per Brexit. Il recente viaggio di Obama in Europa per caldeggiare il trattato commerciale TTIP ha chiarito alla vecchia guardia britannica che essi non sono più i proconsoli di Washington in Europa. Sono stati scalzati dalla Germania, dalla signora Angela Merkel. Chiunque conosca, sia pure con approssimazione, quale sia lo stato d’animo della “upper class” britannica verso la Germania, sa che sua maestà Elisabetta non si porrà mai un gradino più giù di frau Merkel. L’ingresso a gamba tesa della regina nell’imminenza del voto (“Datemi tre motivi per restare in Europa…”) ha sorpreso solo quanti non conoscono la storia d’Europa e della Gran Bretagna.
Terzo. Il significato politico del No. La risposta delle urne britanniche equivale, a tre secoli di distanza, a una di dichiarazione di indipendenza, a parti invertite, della Gran Bretagna dagli USA. Nel corso della Guerra Fredda la Gran Bretagna accettò, sotto il suo controllo, una preminenza militare della Germania nel continente europeo, al fine di fronteggiare un verosimile attacco dell’Unione sovietica verso la NATO. L’attacco principale, si sapeva, concerneva proprio la Germania. Fu quindi comprensibile che i generali tedeschi trovassero grande udienza a Washington col consenso di Londra, cui rimase tuttavia il controllo strategico, tanto inconfessato quanto operante. Caduta l’Urss e adottatosi l’Euro, la Germania s’è posta alla testa della UE, col sostegno USA. La Gran Bretagna, posta davanti alla scelta, ha rifiutato.
Quarto. Le conseguenze a medio e lungo periodo. Quanti s’avventurano in previsioni di medio e lungo periodo sono temerari o ciarlatani, se non ambedue. Possono farsi congetture, nessuno può tuttavia prevedere quale sarà fra tre mesi il rapporto di forza fra la Gran Bretagna e l’Unione Europea. Sono troppe le variabili imprevedibili: la forza politica della Merkel dopo Brexit; la capacità del prossimo governo di Londra; le elezioni presidenziali statunitensi… Sono, questi, solo alcuni dei fattori al momento indefiniti che pure peseranno. I prof e gli esperti si mettano l’anima in pace: nulla di quanto accade nelle borse sarà “causa” bensì mera “conseguenza”. Ancora meno conteranno le sbruffonate italiane.
Quinto. I riflessi immediati. Per paradossale che sia, la Gran Bretagna è l’unico paese (ex) Ue che ora può commerciare con la Russia, dopo aver a lungo caldeggiato le sanzioni. È meno paradossale che Londra possa chiudere le frontiere all’immigrazione indiscriminata e riversare sulla Ue le conseguenze. Sarà un esempio che peserà.
Sesto. La sicurezza comune. Solo quanti ignorano la tenace ostilità della Gran Bretagna alla costituzione di una difesa europea, possono presumere che qualcosa sia mutato a Londra. Controllo degli stretti, controllo delle rotte di rifornimento strategico, presenza nel Mediterraneo, con gravitazione su Gibilterra e Suez rimangono punti fermi. C’è tuttavia una novità. Gli USA hanno fallito il tentativo di addomesticare Bagdad, Damasco, Il Cairo, Tripoli. L’esito più percepibile di tale disastro strategico è l’avvicinamento fra Mosca e Tel Aviv, come non era mai accaduto dal 1948. Difficile credere che la Gran Bretagna non ne tenga realisticamente conto. Che cosa farà, nessuno può dirlo ora. Farà qualcosa fuori dagli schemi passati? E’ verosimile.
Settimo. Che cosa cambia per l’Italia dopo Brexit? Nulla in meglio; noi siamo una colonia della Germania e non possiamo decidere il contrario per via politica. La Gran Bretagna si è sfilata dalla UE per via referendaria. L’Italia o accetta di rimanere nella UE, a prescindere dagli umori dei cittadini, oppure deve attendere una rivoluzione nelle piazze, com’è accaduto in Egitto. Non pare un bel risultato per la “Costituzione più bella del mondo” .
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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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9 risposte a Brexit, sette punti fermi mentre tutto cambia

  1. Pino scrive:

    Analisi come sempre concreta e realistica. Io, rileggendo i fatti storici moderni, in maniera molto spiccia dico :Gli inglesi sono razza unica. Sono capaci di tutto alla bisogna, anche di grandi sacrifici personali per la propria libertà, anche quando può giovare ad altri popoli ( seconda guerra mondiale). Non fanno mai nulla a caso e/o guidati da semplice emotività Grandi imperialisti in mancanza d’altri, lasciando comunque un valore aggiunto culturale valido per il futuro di quei popoli su cui hanno dominato. Pro Consoli in Europa, quando graditi, di quelli che sembrano i più forti (USA), ma, fatemela passare, sanno rispondere benissimo da stronzi a questi e chi lo é più di loro (Germania e il resto di Europa che conta) i quali vogliono passare come innocenti verginelli quando dell’Europa unita non gliene importa poprio nulla se non per incrementare i propri esclusivi affari.

  2. Renzo Romano scrive:

    Ottima analisi, Piero! Condivido tutti e sette i punti. Penso che la Gran Bretagna non sia mai stata parte della cosiddetta “comune cultura europea”: dai pesi e misure alla circolazione a sinistra, dalla valuta alla Chiesa, è stata sempre diversa dalle altre nazioni europee, né ha mai voluto con esse “mescolarsi”. L’adesione all’UE era condizionata da trattamenti di favore; ora, dopo aver perso l’Impero, ha perso anche la carica di Console Onorario di Washington presso Bruxelles. Scelta democratica: adesso via e amici come prima. A proposito di democrazia: la Magna Charta Libertatum ne è un caposaldo; peccato che valga solo all’interno del Paese, perché all’esterno l’Inghilterra è stato il Paese più imperialista d’Europa, dopo Roma. PS per Pierpaolo: Marlborough era un Duca.

  3. L’articolo sembra contraddire se stesso, facendo le previsioni sul futuro che l’articolo stesso attribuisce a ciarlatani!

    Ciarlatano per ciarlatano, quindi, mi avventuro anche io nell’immaginare un nuovo governo inglese che fa L ‘occhietto a Salvini e Le Pen per favorire un’affrancamento da Berlino, forse caldeggiato dagli USA per riproporre, vivadio!, schemi propri europei dopo la follia empatica del secolo breve.

  4. Pierpaolo Piras scrive:

    In un mondo così interconnesso le divisioni non conducono a granche’. Il desiderio ,come un po’ per tutti gli isolani, di vedere se stessi da una parte e dall’altra il resto del mondo, non ha mai prodotto successi politici ed economici.
    Non è più in tempo del Commonwelt della regina Vittoria o del Conte di Malborough.
    Oggi devono sudarsela anche i figli di Albione proprio perché siamo tutti in pace ed il libero confronto , politico ed economico, non può risolversi con alcun blietzkrieg.
    Hanno fatto una cavolata e se ne stanno già accorgendo.
    Vedremo in quali tanti modi rientreranno non visti dalla finestrella del bagno di servizio.
    Checche’ se ne dica non possono ne potranno farne a meno.

  5. alessandro gentili scrive:

    Bravissimo Piero!
    Sia chiaro. Nessuno di noi ha la sfera di cristallo e nessuno di noi e’ il verbo. Pero’ c’e’ chi esprime considerazioni sensate e chi va a ruota libera. Non vi e’ dubbio che le azioni del Regno Unito tengono sempre conto di legami o implicanze nei rapporti USA-GB. Non puo’ neppure esservi dubbi sul fatto che UK sa cosa e’ l’alta politica e cosa e’ la strategia. Il piu’ grande degli imperi contemporanei puo’ insegnare molto a molti. Non tutto e’ condivisibile ma quando li critichiamo e’ difficile per noi non essere la volpe, quella dell’uva (nondum matura est).
    Insomma, bravi questi british. Noi non possiamo paragonarci con loro; dai tempi del vallo di Adriano, quelli li ci hanno sempre dato dei punti. Anche con la chiesa cattolica si sono messi in proprio! Non ce lo ricordiamo? Insomma, in tema di vaffa, quelli non scherzano.

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