The British Accent of Castel Gandolfo’s “Ghost” – – Il «fantasma» di Castel Gandolfo ha accento britannico

The “ghost” spoke with the unmistakable accent of the British elite. On Tuesday, November 3, he slipped into Castel Gandolfo, where Pope Leo XIV received him in private. Il «fantasma» parlava con l’inconfondibile accento dell’élite britannica. Martedì 3 novembre entrò in segreto a Castel Gandolfo, dove Leone XIV lo ricevette in privato.

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On Tuesday, November 3, a visitor slipped into Castel Gandolfo, where Pope Leo XIV received him in private. The pope had taken up temporary residence in the Apostolic Palace to keep the visitor’s identity secret. The grounds of the Pontifical Villas of Castel Gandolfo cover 55 hectares (about 136 acres), or 550,000 square meters (0.55 square kilometers), across the municipalities of Castel Gandolfo and Albano Laziale. The estate includes the Apostolic Palace, the Giardino del Moro, Villa Cybo, Villa Barberini, other gardens, and farmland. The palace itself has a vast interior, though its exact floor area is unknown. The “ghost,” who spoke with the unmistakable accent of the British elite, flew into Ciampino Airport on a private plane and was driven to Castel Gandolfo. He bypassed the main entrance to the Apostolic Palace and entered an adjoining building. From there, an underground passage leads to the pope’s private study, two floors above ground level in the palace. In Leo XIII’s day, the passage ran all the way to the Vatican. The Directorate of the Pontifical Villas estimates that some 12,000 people took refuge on the estate during World War II. The papal apartment was reserved for women in labor, and some forty babies were born there in those months. How many families the palace alone could house at one time remains an open question. Prefabricated housing, tents, and portable toilets could also be set up in the gardens to make room for more people. Those figures are worth keeping in mind when the time comes to expropriate the palace and house the flood of refugees Britain expects to send to Italy with the help of the king of Vatican City State. The two monarchs, Charles III and his subordinate, Leo XIV, share the illusion that the Christianity they have watered down will quell the social unrest that can already be foreseen. The prophecy of Fatima, which foretells the destruction of the Vatican, draws ever closer to fulfillment.
 Un personaggio entrò in segreto in Castel Gandolfo, martedì 3 novembre, ricevuto da Leone XIV, al momento trasferitosi nel Palazzo Apostolico per preservarne l’identità. Le proprietà delleVille Pontificie di Castel Gandolfo s’estendono per 55 ettari, 550.000 m² (0,55 km²), tra i comuni di Castel Gandolfo e Albano Laziale, comprendendo il Palazzo Apostolico, il Giardino del Moro, Villa Cybo, Villa Barberini, altri giardini e terreni agricoli. La superficie interna del Palazzo è vastissima ma non è nota. Il “fantasma”, dall’inconfondibile accento dell’élite britannica, giunto in aereo privato a Ciampino e da lì condotto a Castel Gandolfo; non entrò nel Palazzo Apostolico dall’ingresso principale ma in un palazzo contiguo, dal quale, attraverso una galleria sotterranea (che ai tempi di Leone XIII portò sino in Vaticano), s’arriva al secondo piano del Palazzo Apostolico, nello studio privato del Papa. La Direzione delle Ville Pontificie stima che circa 12.000 persone abbiano trovato rifugio nell’intero comprensorio negli anni di guerra e che l’appartamento papale fu riservato alle partorienti e vi nacquero circa quaranta bambini nel corso di quei mesi. Il numero delle famiglie ospitabili contemporaneamente nel solo edificio resta aperto. Si possono mettere anche prefabbricati, tende e gabinetti mobili nei giardini per aumentarne la capacità. Dati di cui tenere conto per procedere all’espropriazione del Palazzo e sistemarvi la valanga di profughi che la Gran Bretagna conta di far giungere in Italia con l’aiuto del re dello Stato Città del Vaticano. Nella comune e illusoria visione dei due monarchi, Carlo III e il subordinato Leone XIV, il cristianesimo annacquato dai due dovrebbe sedare i prevedibili scontri sociali. La profezia di Fatima, secondo la quale il Vaticano sarà distrutto, è sempre più prossima.

Castel Gandolfo

British Accent

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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