Il Venerabile fra KGB,CIA e IOR del Vaticano. Il problema non è scegliere fra «Gelli americano» e «Gelli sovietico». Il problema è capire come un solo uomo abbia potuto attraversare apparati statunitensi, pista sovietica e finanza vaticana, accumulare condanne definitive e trascorrere in carcere molto meno tempo di quanto quelle condanne farebbero immaginare. E’ una domanda per i magistrati italiani. (English version)
Il punto di partenza
Vauro Senesi (vignettista, caricaturista e satirico italiano) individua il cortocircuito quando parla del «teatro delle vanità che ha sostituito il giornalismo». Perché una cosa è subire un attentato, un’altra è cominciare a collocare la propria vicenda dentro una genealogia che comprende Aldo Moro, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. È lo stesso giornalismo che plaude per l’ergastolo a un plurirapinato che uccide il rapinatore, rimane indifferente alle violenze carnali etniche e non chiede conto ai magistrati di come sia stato possibile a Gelli scontare un anno – ribadiamolo: un anno – di dorata galera. È stata la CIA? È lo stesso potere del «teatro delle vanità che ha sostituito il giornalismo.»
Il triplo circuito: KGB, Stati Uniti/CIA, Vaticano-IOR
Il libro «Il Venerabile Compagno don Licio Gelli» propone una chiave più utile dell’alternativa binaria «CIA oppure KGB»: Gelli come broker transnazionale, cioè come intermediario capace di muoversi fra ambienti che ufficialmente si combattevano.
| Circuito | Che cosa risulta | Grado documentario |
| USA / CIA | La Commissione P2 registrò il legame con Guarino e l’invito all’insediamento di Reagan. Il libro richiama inoltre, attraverso Villemarest, il CIC americano nel dopoguerra. Un rapporto organico con la CIA, in senso stretto, non c’è mai stato. | Circuito americano: documentato. |
| KGB / Est | L’informativa COMINFORM e la Commissione P2 documentano che negli apparati italiani esisteva già dagli anni Cinquanta l’ipotesi di Gelli «agente dell’Est», poi «congelato» e penetrato in ambienti sensibili. Villemarest aggiunge il dossier KGB n. 876349/07 e la rete Soldatov, ma tale materiale richiede ancora autenticazione indipendente. | Pista storicamente documentata dai SID (Servizio Informazioni della Difesa) nel 1950. Non è un’ipotesi ma un documento informativo con riferimenti precisi che prova la cooperazione operativa col KGB. E’ mancata nei successivi 50 anni l’i9nvestigazione della polizia giudiziaria e della magistratura. |
| Vaticano / IOR | È un solido circuito finanziario. Gli atti parlamentari documentano la continuità Sindona-Calvi-Gelli nei rapporti con lo IOR: Il ruolo di Gelli e della P2 non fu secondario; nel caso Calvi divenne «più centrale». | Rete P2-Sindona-Calvi-IOR: fortemente documentata. Il rapporto personale diretto Gelli-IOR va descritto attraverso operazioni, intermediari e carte, evitando scorciatoie. |
1. Il circuito americano: più largo della CIA
La Commissione parlamentare P2 considerò «accertato un solido legame» fra Gelli e Philip Guarino in relazione alla vicenda Sindona, ricordando che Guarino operava nel comitato organizzatore della campagna di Ronald Reagan e invitò Gelli all’insediamento del nuovo Presidente. Si aggiunge il retroterra CIC nel dopoguerra, la rappresentanza di interessi Remington e i rapporti con la destra repubblicana americana. Tutto ciò rende il versante statunitense più che ornamentale. D’altronde un agente del KGB che si infiltra negli apparati statunitensi fa quanto ci si attende da lui.
Che cosa ci sarebbe di strano se un agente del KGB si infiltra in una dittatura sudamericana o in più d’una? Tra gli affiliati elencati dopo la perquisizione di Castiglion Fibocchi nel 1981. spiccano José López Rega, capo dell’Alianza Anticomunista Argentina, e dell’ammiraglio Emilio Eduardo Massera, membro della giunta militare al potere in Argentina dal 1976 al 1983, della futura Junta che avrebbe portato l’Argentina alla guerra delle Malvinas .
Il rapporto del Sni brasiliano sulla P2, citato da un’inchiesta giornalistica, va nella stessa direzione strutturale: descrive la loggia come un “sistema” diviso in sotto-sistemi per il raggiungimento del potere politico-economico a livello internazionale, con un’articolazione sudamericana che passava anche per l’Uruguay — divenuto un vero centro per gli affari della loggia sotto la copertura del regime militare — e per Umberto Ortolani, descritto come eminenza finanziaria della P2 in quell’area, con un controllo bancario (Banca Bafisud) risalente al 1972.
È curioso lo stile col quale in Italia è servita la disinformazione in “stile Munzenberger”. Nel 1990 la RAI diffuse accuse di finanziamento CIA a Gelli per attività terroristiche. L’Agenzia negò. Le accuse venivano da Richard Brenneke, la cui pretesa appartenenza alla CIA fu smontata dagli Stati Uniti.
2. Il circuito sovietico: una pista anteriore allo scandalo P2
La pista Est non nasce dopo il 1981. Il nucleo italiano è l’informativa COMINFORM, del 1950 e trasmessa nel 1972 al generale Gianadelio Maletti da Federigo Mannucci Benincasa. La Commissione P2 registrò che i servizi non escludevano l’ipotesi di un Gelli «agente dell’Est», ma non indagò in profondità, anzi neppure in superficie. La stessa Commissione, senza indagare, tenne a precisare il valore informativo, non probatorio, di quelle carte. Se non indaghi…
Villemarest spinge molto oltre la ricostruzione: dossier KGB n. 876349/07, Soldatov, ufficiali KGB e GRU, reti armene e un possibile impiego di Gelli come risorsa da controllare e abbandonare a operazione conclusa. Il libro tratta correttamente questa parte.
3. Il circuito Vaticano-IOR: il nodo finanziario più concreto
Qui la documentazione parlamentare è più robusta. Negli atti della Commissione P2 la continuità Sindona-Calvi viene collegata espressamente ai rapporti con lo IOR e con ambienti vaticani. In entrambe le vicende il ruolo di Gelli e della P2 è definito non secondario; nel caso Calvi, più centrale, quale punto di riferimento nelle iniziative, negli affari e nella difesa dell’istituto finanziario.
Sindona e Calvi ebbero rapporti reali con lo IOR; Gelli ebbe un ruolo accertato nella P2; la cooperazione operativa Gelli-KGB dipende invece, non solo dalla fonte Villemarest ma da un rapporto del SID del 1950, sul quale né il generale Maletti – che lo riceve nel 1972 – né l’Anselmi né i magistrati che indagano su Gelli fanno mai le indagini e gli approfondimenti necessari.
Il Vaticano non è una vittima ma è un complice attivo del circuito finanziario P2-Sindona-Calvi-IOR.
Cronologia giudiziaria e investigativa (1950–2015)
La tabella seguente riproduce integralmente il testo dell’allegato. Le sole aggiunte sono le righe rosse di verifica.
| Anno | Episodio giudiziario/investigativo | Autorità/soggetto procedente | Esito |
| 1950–1951 | Fascicolo SIFAR “Cominform” su presunti legami di Gelli con i servizi comunisti/sovietici | SIFAR | Nessun procedimento penale; resta un dossier di intelligence, poi rinvenuto fra le carte di Mino Pecorelli |
| 22 maggio 1981 | Primo ordine di cattura, dopo la perquisizione di Castiglion Fibocchi (marzo 1981, giudici Colombo e Turone) nell’ambito dell’inchiesta sul finto rapimento Sindona: scoperta della lista P2 | Giudici istruttori di Milano | Gelli irreperibile, latitante |
| 1981–1982 | Indagini della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla P2 (presidente Tina Anselmi) | Parlamento | Relazione conclusiva 1984; scioglimento per legge della loggia (1982) |
| 13 settembre 1982 | Arresto a Ginevra (Svizzera), mentre tenta di ritirare fondi da un conto bancario | Autorità svizzere | Incarcerato a Champ Dollon |
| 17 marzo 1983 | Sentenza istruttoria: proscioglimento per amnistia nel procedimento romano n. 1575/81 (reato originario) | Procura di Roma | Proscioglimento parziale |
| 10 agosto 1983 | Evasione dal carcere svizzero di Champ Dollon, pochi giorni prima dell’estradizione | — | Latitanza (Sudamerica), circa 4 anni |
| 1984–1985 | Procura generale di Roma: ricorso per il reato di attentato alla Costituzione; requisitoria finale (22/2/1985); rinvio degli atti al Tribunale di Roma (26/3/1985) | Procura generale/Corte d’appello di Roma | Apertura fase istruttoria (sost. proc. Elisabetta Cesqui) |
| 21 settembre 1987 | Si costituisce a Ginevra | Autorità svizzere | Rientra a Champ Dollon |
| 17 febbraio 1988 | Estradizione in Italia | Autorità italiane/svizzere | Detenzione in Italia (Parma) |
| 1988 | Esce dal carcere di Parma dopo appello al Presidente Cossiga e al ministro Vassalli | — | Scarcerazione/misura alternativa |
| 11 luglio 1988 | Condanna in primo grado per i depistaggi sulla strage di Bologna (2 agosto 1980) | Corte d’Assise di Bologna | Condannato insieme a Musumeci, Belmonte, Pazienza |
| 31 gennaio 1991 | Richiesta di rinvio a giudizio (procedimento romano su cospirazione/attentato alla Costituzione) | Sost. proc. Elisabetta Cesqui | — |
| 18 novembre 1991 | Rinvio a giudizio firmato dal giudice istruttore Francesco Monastero | Tribunale di Roma | Apertura dibattimento |
| Estate 1989 – 18 luglio 1990 | La sentenza d’appello del 18 luglio 1990 assolse Gelli e Pazienza dal reato di calunnia; confermò invece le responsabilità di Musumeci e Belmonte, con diversa determinazione della pena. L’assoluzione di Gelli e Pazienza fu annullata dalla Cassazione nel 1992; nel giudizio di rinvio Gelli fu nuovamente condannato e la condanna divenne definitiva il 23 novembre 1995. | Corte d’Assise d’Appello di Bologna | Condanna per depistaggio confermata |
| 16 aprile 1994 (dep. 26/7/1994) | Sentenza I grado, processo romano “cospirazione politica/attentato alla Costituzione”: assoluzione generale; condanna solo per procacciamento di notizie riservate e calunnia verso i giudici Turone e Colombo | II Corte d’Assise di Roma | Condanna parziale minore |
| 23 novembre 1995 | Cassazione conferma in via definitiva la condanna a 10 anni per calunnia aggravata (depistaggio strage di Bologna) | Corte di Cassazione | Condanna definitiva |
| 27 marzo 1996 | Corte d’appello di Roma conferma l’assoluzione del processo per attentato alla Costituzione | Corte d’appello di Roma | Assoluzione confermata |
| 1996 | Nel 1996 Gelli fu sottoposto a divieto di espatrio e obbligo di presentazione alla polizia, non agli arresti domiciliari. Dopo la latitanza del 1998 e la cattura in Francia, ottenne successivamente la detenzione domiciliare a Villa Wanda. che durerà, salvo interruzioni, fino alla morte | Autorità giudiziarie | Arresti domiciliari |
| 16 gennaio 1997 | Nuovo ordine di arresto per procacciamento di notizie riservate, poi revocato dal Ministero di Grazia e Giustizia (reato non coperto dall’estradizione svizzera) | Ministero della Giustizia | Ordine revocato |
| 22 aprile 1998 | Cassazione conferma condanna a 12 anni per bancarotta fraudolenta nel crac del Banco Ambrosiano | Corte di Cassazione | Condanna definitiva |
| 4 maggio 1998 | Nuova latitanza dopo la conferma della condanna Ambrosiano (dura oltre 4 mesi) | — | Poi arresti domiciliari |
| Anni ’90–2000 | Coinvolgimento nelle indagini sull’omicidio Pecorelli (1979): ricostruzioni giudiziarie lo collegano, tramite Viezzer/Mannucci Benincasa e il dossier Cominform, al possibile movente | Procura di Roma | Nessuna condanna specifica di Gelli per l’omicidio |
| 2000 | Coinvolgimento (tra gli indagati/imputati collegati) nel procedimento sul depistaggio delle indagini di Bologna che vede protagonista anche Mannucci Benincasa | Corte d’appello di Bologna | — |
| 2011–2019 (post mortem, 2020–2021) | Le sentenze sui mandanti/finanziatori della strage di Bologna (proc. Bellini/Cavallini, poi Cassazione 2020) indicano definitivamente la P2 e Gelli nel livello di ideazione/organizzazione e finanziamento; Gelli non fu giudicato in quel processo perché morto nel 2015 | Corte d’Assise/Cassazione di Bologna | Accertamento postumo, non più impugnabile da Gelli (deceduto 2015) |
| 15 dicembre 2015 | Morte ad Arezzo (Villa Wanda), in regime di arresti domiciliari | — | Estinzione di ogni procedimento pendente |
Conclusione: una funzione e un privilegiato ruolo
Il dato più sorprendente della biografia di Gelli non è che compaia, a seconda delle fonti, accanto agli Stati Uniti, al KGB o alle finanze vaticane. È che riesca a comparire in tutti e tre gli spazi senz’essere riducibile con sicurezza a uno solo, ma utile a tutti e tre. Bisogna stabilire — e nessuno sinora s’è avventurato — chi ne ha tratto maggiore vantaggio. La categoria del «broker transnazionale» è sì, più precisa di quella dell’agente monocolore: Gelli valeva per gli accessi, per le informazioni, per le protezioni e per la capacità di mettere in comunicazione ambienti incompatibili.
Alla fine della giostra, la CIA ha fatto una figura da citrulli come mai è accaduto nella storia d’un servizio segreto: il Gelli nella cerchia prossima a Ronald Reagan, invitato al suo insediamento alla Casa Bianca.
Il Vaticano inquinatissimo per mano di Gelli dalla Segreteria di Stato allo IOR e nella CEI.
Chi ha tratto maggiori vantaggi è stata solo l’Unione sovietica: ha spiato, ha destabilizzato, ha operato con la piena complicità del venerabile compagno don Licio Gelli — pescato fra gli agenti del KGB dal SID fin dal 1950 – a questo agente hanno irrogato un anno di galera dorata, per 5 decenni di onorato servizio. Chi sono le toghe rosse responsabili? La CIA?
Il paradosso è documentabile ed è un manifesto politico giudiziario: le condanne definitive furono pesanti; il carcere effettivamente sofferto – un anno o poco più — fu infinitamente più breve delle pene nominali. Il circuito Gelli-IOR-Sindona- Anfreotti-Calvi-P2 è oggi il tratto più concretamente documentato. Che cosa si aspetta a indagare sulle indagini a carico di Gelli: come furono?
Fonti essenziali e verifiche
V1 Senato della Repubblica, seduta del 12 maggio 1998: il Governo riferisce che la detenzione già sofferta da Gelli ammontava a 1 anno, 5 mesi e 18 giorni; nello stesso resoconto risultano divieto di espatrio e obbligo di presentazione, non domiciliari, alla vigilia della latitanza del maggio 1998. https://www.senato.it/show-doc?id=5029&leg=13&part=doc_dc&tipodoc=Resaula
V2 Commissione parlamentare P2 / GNOSIS e ricostruzione nel volume «Il Venerabile Compagno Licio Gelli»: l’informativa COMINFORM, la trasmissione a Maletti e la presenza della copia fra le carte di Pecorelli; il nesso con l’omicidio resta distinto dal dato documentario.
V3 ANSA e Rai Cultura: estradizione del 1988 e concessione della libertà provvisoria l’11 aprile 1988 per motivi di salute. https://www.ansa.it/sito/notizie/cronaca/2015/12/16/e-morto-licio-gelli-la-sua-p2-al-centro-dei-misteri-ditalia_733d09f6-9812-44d6-9a1d-5c4e7c21dc40.html
V4 Corte di Cassazione, Sezioni Unite, 23 novembre 1995: ricostruzione dell’appello del 18 luglio 1990, dell’annullamento del 1992, del giudizio di rinvio e della condanna definitiva di Gelli per la calunnia aggravata nel depistaggio di Bologna. https://stragi.it/secondacassazione
V5 Voce dell’allegato da completare con atti primari: procedimento n. 2/87 R.G.C.A. e sentenza n. 34/2001 della II Corte d’assise d’appello di Bologna, come già indicato nel volume.
V6 Corte di Cassazione / Ministero della Cultura, sentenza definitiva nel processo Bellini: decisione del 1° luglio 2025, motivazioni pubblicate nel gennaio 2026. La ricostruzione conferma il ruolo della P2 nel livello di ideazione/finanziamento e colloca Gelli fra i mandanti/finanziatori, senza processo a suo carico perché deceduto. https://memoria.cultura.gov.it/it/w/documenti-online-%7C-strage-di-bologna-la-sentenza-definitiva-della-cassazione
S1 Commissione parlamentare d’inchiesta sulla Loggia P2, rapporti internazionali: legame Gelli-Philip Guarino, ambienti statunitensi e invito all’insediamento di Ronald Reagan. https://it.wikisource.org/wiki/Relazione_della_Commissione_parlamentare_di_inchiesta_sulla_Loggia_P2/Capitolo_III._I_mezzi_impiegati_e_le_attivit%C3%A0_svolte/Sezione_IV._Le_attivit%C3%A0_economiche/II_-_I_rapporti_internazionali
S2 Treccani, voce «Gelli, Licio»: nel dopoguerra collaborò con agenzie d’intelligence britanniche e americane; la formula è generale e non equivale a prova di un rapporto organico con la CIA. https://www.treccani.it/enciclopedia/licio-gelli/
S3 Atti della Commissione P2: continuità Sindona-Calvi, rapporti con lo IOR e con ambienti vaticani; ruolo di Gelli/P2 non secondario e, nel caso Calvi, più centrale. https://legislature.camera.it/_dati/leg09/lavori/stampati/pdf/p2/09%20Leg%20Doc%20XXIII%20n%202-2bis%205%20relatore%20BASTIANINI-ocr.pdf
S4 Fonte secondaria segnalata dall’autore: «Licio Gelli», Blog di Emanuela Orlandi, 7 gennaio 2019. Utile per piste narrative; contiene anche affermazioni che richiedono correzione (per esempio sulla carica massonica e sulla cronologia). https://emanuelaorlandi.altervista.org/licio-gelli/
S5 P. Laporta, «Il Venerabile Compagno Licio Gelli», in particolare le sezioni «Gelli intermediario a doppio e triplo circuito», «Vaticano, Sindona, Calvi e Marcinkus» e «Bilancio: Gelli come broker transnazionale».

