The Fate of the United States- -La sorte degli Stati Uniti

The future is in God’s hands; let’s hope He doesn’t clap. There is only one way to keep that from happening: Donald Trump’s resignation, immediate and irrevocable, preferably followed by self-imposed exile on an island blessed with natural beauty, never to be seen or remembered again. Il futuro è nelle mani di Dio; speriamo non applauda. Perché questo non avvenga c’è una sola strada: le dimissioni di Donald Trump, immediate e irreversibili, meglio se seguite da un volontario esilio su un’isola paradisiaca per natura, senza farsi mai più rivedere o ricordare.

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The future is in God’s hands; let’s hope He doesn’t clap. There is only one way to keep that from happening: Donald Trump’s resignation, immediate and irrevocable, preferably followed by self-imposed exile on an island blessed with natural beauty, never to be seen or remembered again.
Never has U.S. credibility sunk so low. Not that it was riding high before he came along. We should remember that since World War II, the United States has unleashed at least fifty wars, few of them truly won, and almost always against puny opponents, such as Grenada in 1983 or Panama in 1989. Grenada: an island only slightly larger than Elba, in Italy’s Tuscan archipelago, which even Junio Valerio Borghese’s notorious company of hapless forestry guards could have conquered.[1]
In Doha, the Trump administration signed away Afghanistan to the Taliban, a handover Biden then cheerfully carried out. Today the Taliban are making mincemeat of the Afghan people and their women, elderly women and little girls included.
Trump has left Iraq to fend for itself, while the Islamic regime and Turkey make mincemeat of the population and the Kurds.
Trump has championed the TRIPP corridor (Trump Route for International Peace and Prosperity) as part of the peace process between Armenia and Azerbaijan following the Nagorno-Karabakh conflict, making mincemeat of Armenia’s sovereignty over its economy and infrastructure for the benefit of the United States for almost a century.[2]
Trump gives Putin a free hand, and Putin makes mincemeat of Ukraine.
Trump leaves the world in Xi Jinping’s hands, and Xi, together with Hamas and Iran, makes mincemeat of Israel. Yet Israel has responded in ways they did not expect. So Xi Jinping threatens Israel should it use nuclear weapons against Iran. What other weapon could possibly work against nuclear and conventional stockpiles buried beneath a hundred meters of granite?
Trump has repeatedly threatened Iran, which has made mincemeat of his words and his empty, ridiculous threats.
Trump has made mincemeat of the credibility of the United States of America, catapulting the United Kingdom and the City of London back to the forefront of the Western bloc:[3] eight hundred hungry, bloodthirsty vampires, ready to Islamize every part of the world that can be Islamized, just to stay in control.
Trump has failed to grasp the immense danger posed by the covert alliance between the Vatican and the British monarchy, which together are making mincemeat of Christianity.
Trump is nothing but a narcissistic fool. He must go immediately, leave the United States in his vice president’s hands, and fade into oblivion.
ITALIANO
Il futuro è nelle mani di Dio; speriamo non applauda. Perché questo non avvenga c’è una sola strada: le dimissioni di Donald Trump, immediate e irreversibili, meglio se seguite da un volontario esilio su un’isola paradisiaca per natura, senza farsi mai più rivedere o ricordare. Mai gli Stati Uniti sono scesi così in basso nella scala della credibilità. Non che fossero in cima prima di lui. Occorre ricordare che dopo la Seconda guerra mondiale hanno scatenato almeno una cinquantina di guerre, poche vinte davvero, e quasi sempre contro avversari irrisori, come Grenada nel 1983 o Panama nel 1989. Grenada: un’isola poco più grande dell’Elba, nell’arcipelago toscano, conquistabile anche dalla celebre compagnia d’inette guardie forestali di Junio Valerio Borghese.[4] L’amministrazione Trump firmò a Doha la consegna dell’Afghanistan ai talebani, che Biden ha poi allegramente eseguito. Oggi i talebani fanno carne di porco del popolo afghano e delle sue donne, anziane e bambine incluse. Trump ha lasciato a sé stesso l’Iraq, e il regime islamico e la Turchia fanno carne di porco della popolazione e dei curdi. Trump ha promosso il corridoio TRIPP (Trump Route for International Peace and Prosperity), nel quadro del processo di pace fra Armenia e Azerbaigian, dopo il conflitto del Nagorno-Karabakh, facendo carne di porco della sovranità economica e infrastrutturale dell’Armenia a favore degli Stati Uniti per quasi un secolo.[5] Trump lascia mano libera a Putin e questi fa carne di porco dell’Ucraina. Trump lascia il mondo nelle mani di Xi Jinping e questi fa con Hamas e l’Iran carne di porco di Israele, che però, ha reagito come non s’aspettavano. Allora Xi Jinping minaccia Israele se dovesse usare l’arma nucleare contro l’Iran. Quale altra arma è possibile contro i depositi nucleari e convenzionali sotto cento metri di granito? Trump ha minacciato ripetutamente l’Iran, che ha fatto carne di porco delle sue parole e delle sue vane e ridicole minacce. Trump ha fatto carne di porco della credibilità degli Stati Uniti d’America, riproiettando in cima allo schieramento occidentale il Regno Unito e la City di Londra:[6] ottocento vampiri affamati e assetati di sangue, pronti a islamizzare tutto il mondo islamizzabile, pur di mantenere il controllo. Trump non ha capito l’enormità del pericolo costituito dall’alleanza sotterranea fra Vaticano e la monarchia britannica, che fanno carne di porco del cristianesimo. Trump è solo uno sciocco narcisista. Deve andarsene immediatamente, lasciare gli Stati Uniti nelle mani del suo vicepresidente e farsi dimenticare.

[1] Junio Valerio Borghese (1906–1974), a former Italian naval commander and later a far-right figure, organized the attempted coup of December 7–8, 1970. The Forestry Corps contingent, commanded by Luciano Berti, withdrew after receiving orders to stand down. Sources: Rai Teche, December 7–8, 1970; Historical Archives of the Italian Presidency, entry on the coup

[2] TRIPP stands for “Trump Route for International Peace and Prosperity.” The project crosses southern Armenia to connect Azerbaijan with Nakhchivan, an Azerbaijani territory separated from the rest of the country. The framework agreement provides for a 49-year term, extendable by another 50 years by mutual consent; the initial U.S. stake in the development company is 74 percent. Armenian sovereignty and jurisdiction are formally preserved: the contention that they are being economically undermined is a political judgment. Armenian Ministry of Foreign Affairs, framework agreement, May 26, 2026

[3] The City, also known as the Square Mile, is London’s historic financial district; here the name refers to the financial interests based there. It is distinct from the British government and the Crown. “Eight hundred” is not a figure verified in this review. City of London Corporation, Our role in London

[4] Junio Valerio Borghese (1906–1974), già comandante di un’unità navale italiana e poi esponente dell’estrema destra, organizzò il tentativo di colpo di Stato del 7–8 dicembre 1970. I forestali, comandati da Luciano Berti, rientrarono dopo il contrordine. Fonti: Rai Teche, 7–8 dicembre 1970; Archivio storico del Quirinale, scheda sul golpe

[5] TRIPP significa «Rotta Trump per la pace e la prosperità internazionale». Il progetto attraversa l’Armenia meridionale per collegare l’Azerbaigian al Nakhchivan, territorio azero separato dal resto del Paese. L’accordo quadro prevede 49 anni, prorogabili di altri 50 di comune accordo; la quota statunitense della società di sviluppo è inizialmente del 74%. Conserva formalmente sovranità e giurisdizione armene: la denuncia della loro compromissione economica è una valutazione politica. Ministero degli Esteri armeno, accordo quadro, 26 maggio 2026

[6] La City, o Square Mile, è il distretto finanziario storico di Londra; qui indica per metonimia gli interessi finanziari che vi fanno capo. Non coincide con il governo britannico o con la Corona. «Ottocento» non è un numero verificato in questa revisione. City of London Corporation, Our role in London

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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