Greta e Vanessa rapite da ISIS: riscatto?

ISIS GRETA VANESSAVietare per legge il pagamento del riscatto all’estero. Intanto che fare con ISIS, Greta e Vanessa?

Se il sequestro avviene in Italia, la magistratura blocca i beni del sequestrato: cioè gli uomini dello Stato si frappongono fra l’interesse dei rapitori a incassare denari e quello della famiglia del rapito a liberare l’ostaggio, privilegiando il superiore interesse dello Stato ad affermare la legalità e la propria dignità.
[cryout-pullquote align=”left” textalign=”justify” width=”25%”]Il  Palazzo decide, opera, perpetra. Mentre vi preoccupate per il piccolo peculato d’uso d’un aereo di Stato (piccolo per i loro appetiti) volano riscatti milionari e voi cittadini, gonzi e cretini ve la prendete con Greta e Vanessa[/cryout-pullquote]Se invece il sequestro avviene all’estero, ISIS o non ISIS, si va affermando dai tempi del primo governo Berlusconi, una perversa consuetudine: l’affermazione della legalità e della dignità dello Stato passano in secondo piano e gli stessi uomini dello Stato, che sul suolo patrio stroncherebbero ogni mercato umanitario, pagano il riscatto milionario coi soldi dell’erario, cioè coi nostri. Gli uomini dello Stato quindi, accantonando il superiore interesse dello Stato, tra l’altro violano anche il principio costituzionale di uguaglianza, poiché mentre i cittadini rapiti in Italia non possono neppure pagarsi il riscatto coi propri soldi (così rischiando la vita e in tantissimi casi perdendola), i cittadini rapiti all’estero – spesso imputabili di colpevole leggerezza – vengono liberati con soldi pubblici. Il contrasto e l’illogicità fra la seconda e la prima situazione brillano senza possibilità di giustificazione.
Se gli uomini dello Stato hanno due comportamenti così platealmente in contrasto, la spiegazione è una sola: nel primo caso la difesa del superiore interesse dello Stato è conveniente garantirla poiché ci rimette il rapito e ci rimette il rapitore; nel secondo caso la difesa del superiore interesse dello Stato non è garantita e occorre domandarsi perché. Non è pensabile che gli uomini dello Stato vogliano fare l’interesse del rapitore terrorista. Sussiste dunque un interesse ulteriore, assente nel primo caso – positivo, concreto e inconfessato – il quale non riguarda né il rapito né il rapitore. Tale interesse è dunque entro le pieghe più oscure dello Stato e della politica che ne regola le azioni.
[cryout-pullquote align=”right” textalign=”justify” width=”33%”]se questo articolo ti è piaciuto, manda ai tuoi amici questo link:

https://pierolaporta.it/?p=9348[/cryout-pullquote]Chi sono gli interessati alla compravendita? Quanti maneggiano il denaro al di fuori di ogni controllo contabile, di merito e di metodo.
Le cifre che si sussurrano per i pagamenti dei riscatti precedenti e le larghe chiazze d’ombra nelle spiegazioni ufficiali di tutti i rapimenti giustificano i peggiori sospetti. D’altronde, un paese i cui partiti speculano anche sulle case di riposo e sui centri di accoglienza, appare quanto meno ingenuo presumerlo al riparo dalle ghiotte occasioni come i riscatti, pagati in contanti e fuori da ogni controllo. Osservate le facce della politica mentre concionano dalla tivvù o mentre sciano beatamente a nostre spese, chiedetevi se sia inverosimile che si facciano sfuggire la possibilità di arrotondare il salario con una cresta sui riscatti. Non bisogna stupirsi: come stiamo spesso osservando negli ultimi tempi, il Palazzo considera stupidi i cittadini. Il Palazzo è incline al mistero proprio come fosse una divinità. Il Palazzo decide, opera, perpetra mentre vi preoccupate magari per il piccolo peculato d’uso d’un aereo di Stato (piccolo per i loro appetiti) volano riscatti milionari e voi cittadini, gonzi e cretini, ve la prendete con ISIS, Greta e Vanessa. Nulla è megglio che metterci gli uni contro gli altri, dopo tutto.
Non basta. Le fangose cronache della corruzione insegnano che quanti rubano per i partiti raramente, molto raramente trascurano di rubare per se stessi e per i padroni dei partiti. Un dettaglio non trascurabile: ogni volta che si paga un riscatto, l’ammontare di esso è tenuto segretissimo. Perché? una spiegazione apparentemente plausibile è che, così facendo, si tiene nascosta la cifra su  cui si è negoziato evitando che cresca di volta in volta. E se fosse lievitata comunque?
Conclusione? In attesa di una legge che, ISIS o non ISIS, vieti il pagamento di riscatti all’estero, se proprio questa volta si deve pagare il riscatto per le due giulive, lo si faccia alla luce del sole. Visto che qualcuno s’affrettò a mettere su Youtube un filmato col chiaro scopo di spingere per il pagamento – e non sono stati i terroristi –  un’elementare e onesta prudenza suggerisce d’affidare la trattativa a un nucleo di Carabinieri e a Raffaele Cantone, Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, conducendo il negoziato in piena trasparenza. Sembrerà probabilmente di pagare più delle volte precedenti – e non mancheranno i soliti “esperti” a sottolinearlo – ma se si andasse a controllare davvero il denaro contante fluito in precedenza fra Roma e i terroristi, forse ci si e ho detto tuttorenderebbe conto di poter fare risparmi a sei zeri. Si dirà: che cosa c’entra l’Autorità Nazionale Anticorruzione se la corruzione non è provata ancora? Suvvia, meglio portarsi avanti col lavoro.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
Qualunque sito o blog può pubblicare liberamente metà dell’articolo se e solo se rimanda per la lettura completa alla pagina originale
https://pierolaporta.it/?p=9348
Differenti utilizzi dei contenuti di questo sito sono consentiti solo col consenso dell’autore. Le foto di questo sito vengono in larga misura da Internet, valutate di pubblico dominio. Se i soggetti fotografici o gli autori non fossero d’accordo, lo segnalino a info@pierolaporta.it e si provvederà alla immediata rimozione delle immagini.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
Questa voce è stata pubblicata in polis e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

7 risposte a Greta e Vanessa rapite da ISIS: riscatto?

  1. Federico Dezzani. scrive:

    I milioni arrivati all’ISIS sarebbero 12 e non 30…… I casi sono due: 18 sono spariti fra Roma e Aleppo oppure, egregio Piero, i tagli lineari ai ministeri hanno colpito pure i riscatti dello Stato!

  2. Federico Dezzani scrive:

    I milioni arrivati all’ISIS sarebbero 12 e non 30…… I casi sono due: 18 sono spariti fra Roma e Aleppo oppure, egregio Piero, i tagli lineari ai ministeri hanno colpito pure i riscatti dello Stato!

  3. Enrico Ceotto scrive:

    Toh, Greta e Vanessa libere, e mistero sulla somma pagata per il riscatto. Tutto ciò nel periodo di vacanza del Presidente della Repubblica. Congratulazioni Piero, sei stato un ottimo profeta!!
    La cosa sarebbe perfino divertente, se non fosse per il fatto che un paese disastrato economicamente come il nostro si svena per portare a casa due imprudenti ragazzotte, assicurando nel contempo lucrosa cresta a chi non rinuncia a mangiare.
    Intanto il popolo bue continua a pagare le tasse, e magari si compiace per il successo del governo Renzi nelle trattative con i terroristi. Noi italiani si che ci sappiamo fare.
    Continuiamo così, facciamoci del male….

  4. Federico Dezzani scrive:

    Non pagare il riscatto.
    Non aiutare gente che si ficca nel pericolo di propria sponte.
    Non sovvenziare onlus e ong che supportano l’immigrazione clandestina ed il terrorismo islamico.
    Non ospitare le organizzazioni con cui NATO ed Israele tentano di rovesciare i regimi laici.

  5. carmelo scrive:

    non sono d’accordo di finanziare i terroristi con denaro pubblico per salvare persone che vanno all’estero consapevoli dei rischi che possono incorrere mi dispiace veramente ma il governo deve trovare un’altra strada che possa funzionare lo stesso

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *