Ponte Morandi-Benetton, Qualcosa si Muove?

Qualcosa si muove ? Con cinque mesi di ritardo. Oggi, 30 gennaio 2019, Il Secolo XIX: «La Guardia di finanza perquisisce negli uffici di Spea, società controllata di Autostrade con incarico relativo alle manutenzioni e la sicurezza, nell’ambito dell’inchiesta sul crollo del Morandi»

Quante pezze possono mettersi in cinque mesi? Dopo il crollo del ponte Benetton-Morandi non bastano chiacchiere e inchieste flemmatiche, annunciate mentre il governo è in difficoltà. Esigiamo provvedimenti operativi, vigilanza incessante del governo sulla magistratura, sprone agli organi investigativi. Esigiamo risultati concreti.

Esigiamo garanzie di risarcimento: alle vittime e alla Pubblica Amministrazione, turlupinata e raggirata da chi doveva difenderne gli interessi.

Esigiamo siano vagliati gli atti di:

  • Graziano Del Rio, ex ministro delle Infrastrutture e dei suoi predecessori
  • Consiglio di Amministrazione della Società Autostrade
  • Componenti del Consiglio superiore dei Lavori Pubblici
  • Capi Dipartimento Infrastrutture del ministero delle Infrastrutture
  • Provveditori generali per le opere pubbliche
  • Provveditori generali del Provveditorato interregionale per le opere pubbliche per il Piemonte, la Valle d’Aosta e la Liguria
  • Direttore della Direzione generale territoriale del Nord-Ovest, del Ministero delle Infrastrutture

Esigiamo che i beni personali di costoro siano congelati cautelativamente in attesa della conclusione delle inchieste, della magistratura e del Parlamento.

Esigiamo che Governo, Regione Liguria, Comune di Genova si costituiscano parte civile, come non hanno ancora fatto.

Esigiamo che si costituisca una commissione parlamentare di inchiesta che vigili sull’operato della magistratura (nel passato e nel futuro) e vagli quanto sinora compiuto dagli organi elencati in precedenza. Esigiamo che il governo renda noto immediatamente quali siano state – negli ultimi dieci anni – le operazioni di «manutenzione ordinaria» e quelle di  «manutenzione straordinaria» sul ponte Benetton-Morandi di Genova; quali miglioramenti abbiano conferito alla stabilità della struttura; quali incrementi di stabilità alla porzione interessata dal crollo.  Esigiamo conoscere immediatamente a quanto ammontano gli investimenti per le manutenzioni strordinarie e per le manutenzioni ordinarie negli ultimi dieci anni, nonché l’elenco delle imprese che hanno realizzato tali manutenzioni, ordinarie e straordinarie; i lavori eseguiti da ciascuna impresa, la durata e le somme percepite. Esigiamo che il governo renda noti immediatamente i documenti interni del Ministero delle Infrastrutture mediante i quali l’allora ministro Graziano Del Rio decise di non rispondere alle due interrogazioni dell’ex senatore Maurizio Rossi, nel 2015 e nel 2016, il quale additò i gravi problemi di sicurezza del ponte Morandi.  Esigiamo che il governo renda noti immediatamente gli atti dell’ex ministro Del Rio in conseguenza delle interrogazioni del senatore Rossi. Esigiamo che il governo renda noti immediatamente gli eventuali avvertimenti che il ministro uscente, Graziano Del Rio, abbia lasciato al subentrante, Danilo Toninelli, in merito alla situazione del ponte Benetton-Morandi, nonché le iniziative poste conseguentemente in essere da Toninelli. Esigiamo che tacciano i giornalisti collaborazionisti, impegnati a dare la responsabilità a qualche incauto imbecille, lanciatosi in profezie di indistruttibilità del ponte. Esigiamo giustizia e risarcimento danni, a carico dei responsabili, senza finzioni.                        

 

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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Una risposta a Ponte Morandi-Benetton, Qualcosa si Muove?

  1. Stefano Rolando scrive:

    Di fronte alle morti causate da una banda di delinquenti che hanno giocato con la vita di persone ignare per averne un tornaconto sarei disponibile a rimettere in funzione l’attrezzo rappresentato nel disegno e mi dichiaro disponibile a farlo funzionare senza indossare nessun cappuccio,specialmente con chi,al corrente del pericolo,avesse evitato di passare o sconsigliato di passare a qualche familiare su quel ponte.Vorrei proporre un sito o un’App dove ognuno possa sottoporre fatti e persone che abbiano compiuto porcate meritevoli di tali punizioni al giudizio pubblico,es:il naufagio del Giglio..

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