Chi tocca la moneta muore? – di L. Prando

John Kennedy voleva sottrarre il potere di emettere moneta alla Federal Reserve (di proprietà di banche private) per conferirlo allo Stato federale.

A Giugno del 1963 fece approvare dal Congresso una legge in tal senso, a Novembre dello stesso anno venne assassinato. Suo fratello Robert fu assassinato subito dopo. Egli condividendo e dando sostanza teorica e legale alle opinioni di John, voleva riformare i criteri di calcolo del PIL separando finanza e costi dai valori produttivi (struttura o produzione di beni e sovrastrutture).

[cryout-pullquote align=”right” textalign=”justify” width=”33%”]Datemi il controllo dell’offerta di moneta di una nazione e non mi interesserà chi scrive le sue leggi (attribuita a Mayer Amschel Rothschild)[/cryout-pullquote]
Moro condivideva l’opinione di Kennedy: è diritto dello Stato emettere moneta. Nel 1966 tentò un esperimento, facendo stampare dalla zecca di Stato un pezzo cartaceo da 500 lire con la dicitura “biglietto di stato a corso legale”, sul quale non c’era la firma del governatore della Banca d’Italia.
Col sistema di cambi fissi col dollaro, il cui valore era garantito dall’oro, il circolante cartaceo era regolato dal Fondo Monetario Internazionale, mentre il metallico poteva venir coniato senza vincoli.
Aldo Moro sostenne la liceità di stampare banconote da 500 lire visto che esistevano le 500 lire metalliche.
L’esperimento durò una decina di anni mettendo a disposizione dello stato qualche decina di miliardi di lire non computati nel debito pubblico!
Gli anni ’70 furono turbolenti dal punto di vista monetario a causa dello sganciamento del dollaro dall’oro e delle altre monete dal dollaro che cercarono un nuovo equilibrio tra di loro.
Aldo Moro era sicuramente contrario alla fine del ruolo della Banca d’Italia di prestatore di ultima istanza, a copertura del debito pubblico come si andava delineando con lo SME (Sistema Monetario Europeo) da almeno da un anno.
Aldo Moro fu assassinato.
Paolo Baffi, governatore della Banca d’Italia dal 1975 al 1979, sostenitore della politica monetaria di Aldo Moro, fu infangato con accuse infamanti di complicità con Michele Sindona e costretto alle dimissioni.
Le accuse si dimostrarono prive, assolutamente prive di ogni fondamento. Carlo Azeglio Ciampi gli subentrò.
Beniamino Andreatta e il suo assistente Mario Monti, nel 1981, con una letterina, senza neppure consultare il Parlamento, sottrassero la sovranità monetaria al paese, consegnandola al ricatto della finanza internazionale.
Gli interessi passivi sul debito pubblico e quelli bancari schizzarono a due cifre, il debito pubblico iniziò ad aumentare più del PIL: missione compiuta, la competitività dell’Italia era ferita gravemente. Iniziò il declino.
Pier Paolo Pasolini, a metà degli anni ’70, paragonò il capitalismo finanziario al nazismo.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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