Connerie de Guerre? Siamo certi? – di L.Prando

Guardata con occhio economico questa guerra in Ucraina si direbbe una “connerie” (alla maniera di Yves Montand, nella sua canzone “Barbara”). La Russia ammazza la gallina dalle uova d’oro? La Russia è (era?) nel complesso integrato tedesco-olandese (100 milioni di abitanti) che nel 2019 pesò 75 miliardi di dollari di export russo, il più grande al mondo, pari al 17%. La Cina (1miliardo 400milioni di abitanti) fu solo seconda col 13% (circa 55 miliardi), gli altri sotto il 5%!Quali intrecci di interessi dietro questo enorme giro di denaro? 45 dei 75 miliardi di export russo passarono attraverso l’Olanda (meno di 20 milioni di abitanti). I Paesi Bassi sono il Banco dei Pegni della UE, la banca per gangster d’ogni risma. Il “piccolo paese dei grandi affari”, dove puoi comprare e vendere di tutto, utilizzando bauli di contante, poiché non v’è alcuna limitazione al contante. Insieme alla Germania hanno la doppia moneta, anzi tripla, fiorino e marco, ancora in corso ufficiale, più euro. se volessero uscire dall’Euro, potrebbero farlo stasera. Se le merci che l’Olanda fattura transitassero tutte per il suo territorio, gli olandesi non avrebbero – letteralmente – dove sedersi o fare pipì.
Abbiam detto, un sistema integrato: i tedeschi mettono i soldi, i russi minerali energetici (gas, petrolio, carbone più minerali rari), gli olandesi le fatture vere e quelle farlocche, i “liberi affari”. Basti sapere che prezzo del gas è fissato ad Amsterdam; l’hub del gas europeo è in Olanda; le riserve europee di gas sono immagazzinate nel sottosuolo tedesco-olandese. 
A questo sistema sono collegati anche gli stati ex-comunisti dell’est europeo, mentre Francia, Spagna, Inghilterra, Norvegia, Svezia sono energeticamente indipendenti dalla Russia.
Il gasdotto Nord Stream taglia fuori l’Ucraina, avamposto USA alle porte della Russia.
In questo valzer di interessi inconfessati e altissimi declamati principi di democrazia, il sistema tedesco-olandese, grazie alla sinergia tra euro (sottovalutato rispetto a marco e fiorino) ed energia importata dalla Russia, succhia ricchezza agli altri paesi UE inchiodati da un euro sopravvalutato rispetto alle proprie monete nazionali o da cambi fissi se, fortunatamente, abbiano mantenuto la propria moneta.
Nel 2019 il combinato disposto di Euro e adulteurio con la Russia fruttò ai franco-tedeschi un attivo della bilancia import-export con il resto dell’Unione Europea di 200 miliardi di dollari (più dei tre quarti dell’attivo totale). In altre parole, gli altri europei hanno regalato a ogni tedesco e a ogni olandese più di 2.000 dollari. Come le pecore al pascolo, si sono accontentati di brucare l’erba tedesca mentre il pastore tedesco li tosava. 
Dei 200 miliardi di dollari di attivo, cioè di ricchezza degli altri europei, il sistema tedesco-olandese ne ha passati, come s’è detto, 75 a Mosca, ponendosi quindi quale principale contributore mondiale al mantenimento della forza militare russa e per un minimo di standard di vita all’occidentale alla popolazione; una buona spinta alla pace sociale e al sostegno del potere putiniano.
Un ménage à trois ricco di vantaggi. Il conto lo pagano i rimanenti malcapitati europei, sempre più poveri ed indebitati. Allora perché, uno dei tre adulteri, la Russia, spacca improvvisamente tutto con una connerie de guerre in Uucraina, senza alcun apparente scopo, se non spostare verso ovest di qualche centinaio di chilometri i propri confini.
Fantapolitica: l’establishment (petrolifero?) russo, impazzito o venduto agli interessi (petroliferi) anglo-americani, scatena una guerra contro gli interessi del proprio paese per demolire la supremazia economica tedesco-olandese? Fantapolitica ma conseguenza reale di questa connerie de guerre.
Oppure? Al di là della cortina creativa degli spot pubblicitari-propagandistici, degli orrori e dei morti veri, ci potrebbe essere qualcosa che “obbliga” la Russia a questa guerra: una guerra che chiude alla collaborazione Europa-Russia, come pure alla supremazia economica tedesco-olandese, frantumando il sistema di stati satellite che l’alimenta. 
Una soluzione di pace a breve o una guerra endemica a erodere il “putinismo”, quali che siano i desiderata degli Stati Uniti, un punto è fermo: l’Europa rimane vassallo di dollaro/USA/NATO per cibo, protezione militare da lontano (fornendo i fantaccini tipo ucraino sul campo), materie prime ed energia. Suona la campanella, la ricreazione è finita, tutti in classe.
Al contrario la Russia è sospinta nell’impero cinese: una ricostruzione del “bipolarismo”, a spartirsi Asia, Africa ed Americhe Centro-Meridionali? Si ricomincia come ai bei tempi della Guerra Fredda? Tensione sotto controllo, inflazione a comando e i soliti a spartirsi il bottino. Questa guerra è una connerie, comunque vada a finire o continuare.
Gli USA sono quasi autarchici e al riparo dalle moltitudini afro-asiatiche affamate, al riparo dalle masse europee accalcate in un piccolo territorio, private di parte del loro faticosamente conquistato benessere.
Il cosiddetto mondo “democratico” occidentale è di 375 milioni di nord-americani sparsi su 25 milioni di chilometri quadrati e 450 milioni di europei, accalcati in uno spazio sei volte più piccolo. Il mondo “totalitario”, un miliardo e 400 milioni di cinesi, è accalcato in 9,5 milioni di chilometri quadri, più 150 milioni di russi che stanno comodi in 17 milioni di chilometri quadri.
Stanno riequilibrando spazi e bottino? Forse sì, poiché nel Nord-America non mancano le commodities, le materie prime di base, come comunque abbondano in Russia. Forse sì, poiché delle due monete occidentali, dollaro ed euro, ce n’è così tante in circolazione, stampate a coprire i debiti pubblici e comprare di tutto nel resto del mondo, da valere poco più della carta con la quale sono stampate, sorrette da una bolla finanziaria spropositata.
Forse sì, poiché al tavolo del poker globale siedono (e “passano”, in attesa dell’aumento della posta), altri due giocatori: 450milioni di arabi ricchi di commodities (coesi dalla fede religiosa) e 1miliardo e 400mila indiani con le bombe nucleari.
Gli europei vivevano abbastanza tranquilli, nonostante le euro-tosature ed il Covid 19: chi sono i cons che tengono accesa la miccia alla connerie della guerra ucraina? Inflazione con recessione, carestie, crisi energetica, immigrazione inarrestabile di affamati nella già super affollata Europa….

Domanda finale: gli Usa stanno inseguendo un sogno (wishfull tinking), oppure – a dispetto dei morti e delle atrocità – è un piano condiviso e sotto controllo? Controllato da chi se non dai petrobanchieri? A chi altri sarebbero altrimenti genuflessi lo cavalier Draghi Mario da Città della Pieve e la sua Armata Brancaleone?  

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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