Il tanguero – di E.Paoloni

tangueroCi si aspettava un Papa, è arrivato un tanguero. Speriamo di non dover sostituire la u con un’acca.

L’ho difeso strenuamente, il mio dinoccolato Don Camillo dalle scarpacce nere (anche se assomiglia più a Stanlio che a Fernandel). Se mi sento vicino alla Chiesa è perché credo nel Magistero. Non sono cattolico, sono Papista. E mi incaponisco a sostenere che gli insegnamenti e le esortazioni della Chiesa sono validi e opportuni per chiunque, per qualsiasi individuo, per qualsiasi comunità, in qualsiasi epoca. La coscienza non ha tempo, non conosce evoluzione. Solo la Chiesa, nella sua bimillenaria elaborazione, nella prospettiva dei secoli, sa cosa è bene per l’uomo. I Comandamenti non hanno scadenze elettorali. E se non capiamo qualcosa, a impedircelo è la nostra vista corta di uomini ancorati alla furia del contemporaneo, al respiro corto della giornata. Anche il più scandaloso e sanguinario dei Papi, nel computo finale del dare e dell’avere, ha svolto il compito che lo Spirito gli ha assegnato. E voi volete mettere le parole in bocca al Pontefice? Ma che ponti avete costruito, voi Come osate!?
[cryout-pullquote align=”right” textalign=”left” width=”25%”]per gentile concessione di Elio Paoloni[/cryout-pullquote]

Ponevo innanzi tutto, come farebbe ogni cattolico avveduto, l’evidenza dei frutti: in poche settimane ha spezzato l’assedio al Vaticano; i giornali
hanno smesso di cavalcare ogni scandalo fino allo sfinimento; le stesse persone che ieri ingiuriavano i preti e deploravano l’esistenza stessa della Chiesa, ora sono incantate; tutte, in famiglia, al bar, in ufficio. Eccoli lì che attendono, comprendono e approvano le sue parole!
Non è lui che sbaglia nel parlare – mi affannavo: sono i media che volutamente distorcono, decontestualizzano, provocano. Lo hanno sempre fatto, anche con la mente più lucida del pianeta,  il Papa Emerito. Sono riusciti a distorcere persino un discorso erudito, sottile, nobile, come quello di Ratisbona!
L’assenza di parole per decine di migliaia di cristiani massacrati scientemente da farabutti utili alla strategia del caos dei padroni del mondo? Mah, il Papa è anche un Capo di Stato, fa Politica. Non sempre l’opposizione frontale è saggia e ottiene il meglio. Ricordate Pio XII che sembrava pavido di fronte al nazismo? Diverse personalità ebraiche hanno chiesto per lui la nomina ufficiale di Giusto tra le nazioni perché  ha evitato massacri peggiori e salvato migliaia di ebrei. Prudenti – è l’esortazione del Signore. Prudenti e astuti. E i Gesuiti sono intelligenti e astuti. Padroni della dialettica, formatori delle migliori menti. Egli è gesuita e pure assistito dallo Spirito. Lasciate fare.
Sì, vabbè, astuti. Se si lanciano ogni momento battute da twitter, cosa pensate che faranno i media? Il successore di Pietro ha il dovere di pesare ogni parola. Chiarezza. Sempre. Per fraintendere dovranno fare i salti mortali, censurare, inventare. Non limitarsi al copia e incolla.
Così, per ogni ateo che si è acquietato di fronte a una Chiesa ormai depotenziata, centinaia di migliaia di bravi cattolici sono allo sbando. Non capiscono più cosa sia giusto e perché, come se decenni di correttezza fossero stati un equivoco. Da quando in qua crescete e moltiplicatevi vuol dire fatene tre? Da quando in qua i malthusiani comandano in Vaticano? E se sei il Vicario, devi anche giudicare. Perdonare e accogliere vengono dopo il giudizio sul peccato, sulle azioni; sulle azioni deliberate,  perpetuate, è necessario manifestare riprovazione. Il bene e il male sono evidenti. Le distinzioni nette. Ogni Tua azione ha – deve avere – un senso. Pure Hitler era capace di abbracciare i bambini e dare buffetti ai festanti, ma quando ricevi qualcuno, lo ricevi per un motivo. Se un giorno insulti le famiglie vecchio stampo e il giorno dopo ricevi un trans, che stai manifestando? Un corsivo de La Croce stigmatizza il mio stupore: il Papa non ha fatto altro che rendere evidente la missione millenaria della Chiesa, che accoglie tutti, e chi si scandalizza è un nemico della Chiesa oppure le vuole male.
Certo che la Chiesa accoglie tutti, ma nella penombra dei confessionali. Invece si sceglie questo momento per lasciar trapelare l’udienza al trans; proprio dopo aver insultato le famiglie prolifiche, proprio mentre i bravi cattolici – e ogni uomo di buon senso – lottano contro l’aggressione alla famiglia. Comprendo perfettamente, anche se non ho studiato da gesuita, cosa si vorrebbe manifestare: che la lotta è contro pratiche e norme inumane e liberticide, non contro la persona e le sue angosce; non si avversano orientamenti e debolezze. Ineccepibile. Ma esistono le regole della Comunicazione, quelle che i gesuiti insegnavano. Ci sono modi e tempi. E per mancanza di misura e di tempismo, il Pastore lancia segnali incomprensibili al suo gregge.
Sciocchezze, insorgono da Tempi.it: per comprendere cosa pensa davvero dell’omosessualità “basta studiarsi la propositio numero 64 dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium, dove si parla di una memoria “Deuteronomica”. Manuel di Casoli spiega anche che «Chi sono io per giudicare?» non è una frase nuova: l’aveva detta un Tizio duemila anni fa a una prostituta.
Se qualcuno nutrisse ancora dubbi sul fatto – prosegue di Casoli – potrà leggere la nota (59): United States Conference of Catholic Bishops, Ministry to persons with a Homosexual Inclination: Guidelines for Pastoral Care (2006). Il testo in lingua originale è chiaro perfino per coloro che masticano poco l’inglese: «Consequently, the Catholic Church has consistently taught that homosexual acts “are contrary to the natural law… Under no circumstances can they be approved”».
Questo è scemo. La parrocchiana media che si studia la propositio numero 64? E si illumina trovandoci la memoria deuteronomica? Ci mancherebbe poi che non masticasse l’inglese!
In quanto alla ovvietà del Chi sono io per giudicare, il Tizio aveva anche aggiunto: «Va’ e non peccare più».  Quest’ultima frase oggi non si è proprio sentita. Ogni credente è tenuto a sapere che quella frase esiste? Forse. Di certo non lo sanno tutti i tiepidi e gli agnostici e gli atei militanti ai quali il Pontefice ama tanto rivolgersi. Gente che non ha nessuna intenzione di leggersi la propositio 64 e la nota 59. A tutti bastano e avanzano le incaute parole dei discorsi a braccio. 

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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3 risposte a Il tanguero – di E.Paoloni

  1. Elio Paoloni scrive:

    Sì, la Verità. Ci si vergogna anche a usare quel termine, sia pure con la minuscola.

  2. Sigmund scrive:

    Eh si, è proprio così, periodicamente la Chiesa cerca di rompere l’assedio per prendere un pò di respiro….
    Ad ogni buon conto, qualunque sia la posizione del momento, le verità che vengono dalle leggi naturali non cambiano, anche se, da qualche tempo, anche in chiesa non si recita più l’antica formula: “Dov’è Verità e Amore, lì c’é Dio” la nuova formula è diventata: “Dov’è Carità e Amore lì c’è Dio”.
    Tanto i i fedeli sono talmente stupidi che non si accorgono che Carità e Amore sono la stessa cosa…. mentre non si sa più che fine ha fatto la Verità.
    Anche se nelle chiese la Verità è scomparsa, la Chiesa è fondata sulla roccia della legge naturale e nessuno la può intaccare, nemmeno un Papa.

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