Elezioni UE, vince il non voto

SANGUE UELe elezioni europee, a dispetto della cronaca truccata, hanno un responso limpido: il partito del non voto ha stravinto.

La tabella che vedete in questa pagina (cliccare sopra per ingrandirla) fornisce gli esiti delle elezioni coi dati ufficiali del Viminale. Occorre rimanere sui numeri e tenersi lontani dalle suggestioni avvelenate. Sono circa quattro milioni le astensioni (NON VOTO) e le schede nulle e bianche (NeB). Va tuttavia riconosciuto che gli elettori italiani hanno dimostrato di essere entrati nelle elezioni più guardinghi di quanto si potesse supporre.

EUROPEE 2014Il non voto esce trionfante da queste elezioni ma non ha ovviamente alcuna possibilità di modificare l’andazzo, a meno che un nuovo soggetto politico si faccia strada, nella consapevolezza che anche quanti hanno votato non sono disponibili a firmare cambiali in bianco a Matteo Renzi, così come tanti hanno stracciato cammin facendo quelle sottoscritte troppo presto a Beppe Grillo.

Osserviamo gli aspetti salienti della situazione dopo queste elezioni.

Primo. E’ vero che il movimento di Beppe Grillo ha perso? Non è vero: non è una semplice sconfitta, ma una Caporetto catastrofica. Dagli esiti di queste elezioni non si risolleverà accusando l’elettorato, come sta facendo in queste ore, di non averlo capito e di essere in mano ai pensionati. I pensionati da oggi sanno – se non se n’erano accorti – che Grillo è un nemico, e sarà difficile che lo dimentichino.

Secondo. Tutti i modelli di sondaggio per le elezioni vanno rivisti perché le cifre che circolavano alla vigilia erano ben differenti e tali da dare la tarantola a tutti meno che a Grillo, il quale invece la tarantola la sente ora inaspettatamente.

Terzo. Accade per Matteo Renzi quello che accadde per Berlusconi: quanti lo votano fra i moderati non sempre, anzi quasi mai sono disposti ad ammetterlo. Hanno vergogna d’aver trovato allettanti gli 80 euro? Mistero. Il fatto è che una valanga così non la prevedevano né Renzi né i suoi sondaggisti.

Quarto. Il 40 per cento di voti per Renzi è il 40 per cento di metà dell’elettorato. D’accordo, così il 20 per cento di M5S si dimezza sua volta, e così per tutti gli altri, lasciando intatte le reciproche proporzioni. È vero, ma fra astensionisti – 21. 671.205 di elettori – e schede nulle o non valide – 1.542.352 elettori – abbiamo 23.213.557 elettori non rappresentati cioè oltre il doppio degli 11.203.231 voti incassati da Renzi.

Quinto. Il difetto di rappresentatività non dà l’insonnia né al Quirinale né agli altri Palazzi. Anzi, se ne fregano e hanno messo le cose in modo che gli alto atesini abbiano un seggio al parlamento europeo nonostante uno striminzito 0,5 per cento, fregando venti milioni di elettori italiani che non avranno un proprio parlamentare.

Sesto. Queste elezioni, con l’attitudine dimostrata dall’elettorato a votare senza curarsi delle previsioni, mettono sul capo di Renzi una spada di Damocle: se altri avranno una proposta politica più convincente dell’infido fiorentino, alle prossime politiche si potrebbero vedere delle sorprese.

Settimo. Adesso vogliamo vedere i fatti. Renzi ha promesso che l’Italia cambia l’Europa, ebbene Renzi non scherzi con questa promessa, potrebbe costargli più caro di quanto possa immaginare.

Ottavo. È definitivo: Berlusconi non è più un leader e non ha alcuna possibilità di risollevarsi, continuando a menare il torrone coi comunisti, coi magistrati e coi magistrati comunisti. Se non ha ancora capito in che agone è sceso, è ora che si faccia da parte. Peggio di lui c’è solo Mario Monti e i suoi disfatti seguaci più o meno fedeli.

Nono. Beppe Grillo ha dimostrato – se ce n’era bisogno – che la rivoluzione non si fa con feisbuc, tuitte e ueb, tutte cazzate, utili solo a vociare come al bar. La conquista delle piazze, come s’è visto a Tripoli a Kiev e a Odessa, è tuttora l’unica strada. (a proposito, della strage di Odessa non parla nessuno?) Finito il casaleggismo, se la politica fallisce ancora, molti potrebbero ricordarsi di Tripoli, Kiev e Odessa.

 

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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2 risposte a Elezioni UE, vince il non voto

  1. oscar scrive:

    Fortuna che adesso ci sono gli inglesi ed i francesi a calmierare gli appetiti della Germania.
    Speriamo bene!

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