Giuseppe Lo Porto

20100805_pinoGiuseppe Lo Porto, ottantenne cittadino italiano, vittima d’una extraordinary rendition negli USA,

senza uno straccio di prova per le gravissime accuse, tra l’altro andate in prescrizione. Condotto in Alabama, stato americano celebre per il rispetto dei diritti umani, l’ottuagenario Lo Porto, cardiopatico e operato alla prostata, è stato processato e condannato a 9 anni per un reato non compreso nel decreto di estradizione, un decreto già dichiarato illegale dalla magistratura italiana. L’avvocato di Lo Porto scrisse alla Bonino, additando l’inerzia della dispendiosa diplomazia italiana. Colei che ha fatto della «tutela dei diritti umani la ragione di un’intera esistenza» rispose: “Non è di mia competenza”. 

La nipote di Pino Lo Porto, Nadia Bellini, è  venuta in Italia per depositare una denuncia contro un alto dirigente del ministero della Giustizia e per additare l’ignavia delle burocrazie italiane. Ha diffuso un comunicato stampa e lo ha inviato al fior fiore delle testate italiane, un comunicato circostanziato e documentato (leggilo qui).

Gli stessi giornali e gli stessi direttori che bevono a grandi sorsate le panzane sulla Siria, gli stessi direttori hanno ignorato documenti e fatti circostanziati a favore di Pino Lo Porto, vittima, come dice la nipote, di “extraordinary rendition negli Usa” con la complicità di funzionari italiani.

Ma Pino non è un terrorista, non è un  mafioso, non è un politico; è solo un povero cristo, un pensionato da 500 euro al mese, ottuagenario, malato e, cosa imperdonabile, è innocente; non merita dunque neppure l’attenzione dei cattolicucci  firmanti e marcianti.

LEGGETE, CLICCATE QUI E FIRMATE QUESTO APPELLO

Il cittadino italiano Giuseppe (Pino) LoPorto, 80 anni, cardiopatico e operato per cancro alla prostata (qui leggi i documenti sanitari), in due settimane è stato estradato negli Stati Uniti, dopo il suo arresto, avvenuto il 7 maggio 2012, per mano dei carabinieri di Pieve di Cadore, in esecuzione del decreto di estradizione R. EP 584 2005 SR del 26 maggio 2006.

Il giorno precedente, domenica 6 maggio LoPorto aveva votato, in quanto cittadino italiano, per le elezioni comunali di San Vito di Cadore.

Il decreto di estradizione, emanato dal ministero di Giustizia italiano, su sollecitazione degli Stati Uniti, non fu mai notificato a Pino nei sei anni precedenti il suo arresto. Esso inoltre fu emesso contro “il cittadino statunitense Giuseppe LoPorto”, benché fosse  datato dieci giorni dopo la decorrenza della cittadinanza italiana, riacquistata da Lo Porto dal 16 maggio 2006, grazie alla solerzia della dottoressa Leone del ministero dell’Interno e nonostante le artificiose difficoltà frapposte dal consolato USA a Roma, quando LoPorto ha esercitato il suo inalienabile diritto di rinuncia alla cittadinanza statunitense.

Radioradicale ha dedicato a questo caso una puntata de “Il Rovescio del Diritto” puoi scaricarla qui  –   Il  quotidiano on line LaNotizia ha scritto:”C’è un altro Chico Forti in carcere negli Usa” puoi leggerlo qui

Pino LoPorto sposò a suo tempo una divorziata statunitense, adottandone il figlio e la figlia. Nel 1995, divenuto facoltoso imprenditore, la moglie chiese il divorzio e lo denunciò per abusi sessuali sulla figlia, iniziati secondo la signora, cinque anni prima quando Kathrin aveva 8anni. Nei cinque anni precedenti non vi fu alcuna denuncia né alcun comportamento della bambina che adombrasse presunte violenze. 

LEGGI QUI L’INTERROGAZIONE DELL’ON. RITA BERNARDINI DEL PARTITO RADICALE

Lo Porto finì in carcere, nonostante la fumosità delle accuse e le perizie a sua difesa. Ottenne la libertà su cauzione, ma il carcere e lo stravolgimento della sua vita mandarono in rovina anche il suo lavoro. Fallì pertanto la società che garantiva per la sua cauzione e quindi si riaprivano le porte del carcere.

Si rifugiò in Italia dove firmò “L’ALTRA FACCIA DELL’AMERICA”, [scarica qui la versione italiana o quella inglese] libro critico verso il sistema giudiziario statunitense. Fu il suo errore. David Whetstone, procuratore di Baldwin, avviò la caccia con parole aspre sul libro.

LoPorto riferisce che fu messo sull’avviso che stavano per estradarlo quando ricevette una strana telefonata da un anonimo funzionario del ministero di Giustizia che cercò di estorcergli del denaro.

Si rifugiò in Olanda. Raggiunto dalla richiesta di estradizione, fu imprigionato e giudicato dal tribunale di MIDDELBURG. La sentenza (leggi qui) dichiarò l’estradizione “inammissibile” per mancanza di prove e in quanto le uniche presentate (le dichiarazioni della presunta vittima) erano viziate dall’assenza di garanzie nell’audizione della minorenne presunta vittima di abusi sessuali, che denunciò il fatto “quando era in atto una procedura di divorzio fra sua madre e l’estradando”.

Rilasciato immediatamente per ordine del tribunale di MIDDELBURG, il 20 dicembre 2010, LoPorto rientrò in Italia presumendo che tutto fosse appianato. Fu arrestato, come s’è detto, dai carabinieri di Pieve di Cadore, due anni dopo, per la medesima richiesta di estradizione respinta in Olanda.

Il TAR del Lazio il 9 settembre ha dichiarato la nullità del decreto italiano di estradizione, quando LoPorto era già estradato da quattro mesi. La sentenza del TAR relega nella nullità anche la sentenza della Corte d’appello di Venezia, che concesse frettolosamente l’estradizione a carico del “cittadino statunitense” Giuseppe LoPorto.

Noi tutti, i firmatari di questo appello, vogliamo che il cittadino italiano Pino LoPorto sia ricondotto in Italia affinché la Giustizia italiana riesamini nuovamente la richiesta di estradizione delle autorità statunitensi, nel rispetto della legge, dei cittadini italiani, degli ordinamenti italiani ed europei e del trattato di estradizione vigente con gli USA.

noi siamo con Pino

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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5 risposte a Giuseppe Lo Porto

  1. Luciano Faraon scrive:

    Giuseppe Lo Porto è vittima del sistema americano di punire i propri nemici e cioeè quelli che scrivono verità scomode sugli USA.
    In realtà Giuseppe Lo Porto è stato perseguito per avere scritto un libro scomodo per gli USA dal titolo “L’altra faccia dell’America” .
    Ciò è confermata dalla stampa USA del 6 agosto 2005 The Associated Press che tra l’azlro scrive:
    “He said authorities located Loporto after he published a boik titled ” The Other Face of America. A True Story – under his own name,
    “It shows the arrogance of some of these offenders , Whetstone said.
    La verità è questa e le false accuse nei confronti della figlia della moglie sono tutte inventate per punire Lo Porto e sottrarlli tutto il suo patrimonio
    E’ stato venduto agli USA per $ 5.000.00 .
    E’ stato condannato a due ergastoli e solo l’esistenza di una simile pena ne doveva impedire la estradizione.
    Nessun cenno sulla pena nella sentenza della Corte d’appello di Venezia
    Ora il Consiglio di Stato ha annullato il decreto di estradzione.
    L’attuale ministro di Giustizia ha statuito che non vi può essere nessuna sanatoria a questa illegittima estradizione.
    Pino Lo Porto è innocente .
    Aiutatemi a riportarlo in Italia.
    avv Luciano Faraon

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  3. Giusy scrive:

    GIUSEPPE PINO LO PORTO è stato condannato qualche settimana fa a 3 ergastoli più 20 anni di carcere in un carcere americano. Nessuno lo a aiutato tranne i suoi parenti. Gli avevano assegnato un avvocato gratuito visto che non se lo poteva permettere. Che schifo. L’italia lo ha portato alla sua morte in carcere visto che lo aveva estradato dall’italia in america. invece di tenerlo noi. Invece quando si trovava in Olanda, l’olanda non l’aveva estradato perchè non avevano prove.
    Dopo che lo hanno estradato il TAR del lazio aveva annullato estradizione ma intanto Giuseppe Pino lo porto e stato estradato e non si può riportare più indietro perchè gli stati uniti sono dio. E come dire ti inviamo Bin Laden negli usa per errore e poi lo vogliamo indietro di nuovo. Il cazzo che lo mandano indietro
    UN DICHIARATO INNOCENTE ANCHE CON PROVE MANDATO AL PATIBOLO DA PARTE DELL’ITALIA.
    L’italia succuba dell’america pronti a ogni loro ordine
    Ecco la brutta notizia. Morirà in un carcere americano
    http://www.gulfcoastnewstoday.com/area_news/article_f7ab371e-8213-11e3-91ec-001a4bcf887a.html
    E con questo odierò sempre più gli stati uniti, neanche se mi offriranno un viaggio gratis ci andrò.
    E il bello che non ne parla nessuno di questa notizia. Neanche i giornali.
    E’ una vergogna nazionale.

    Il caso lo sta seguento la AIVEG http://www.aiveg.org ma non può fare oltre

    Spero che qualcuno si prenda a cuore questo caso come tutti gli altri
    La ringrazio cordiali Saluti.

  4. Giusy scrive:

    Giuseppe Pino lo porto è stato condannato qualche settimana fa a 3 ergastoli più 20 anni di carcere. Nessuno lo a aiutato tranne i suoi parenti. Gli avevano assegnato un avvocato gratuito visto che non se lo poteva permettere. Che schifo. L’italia lo ha portato alla sua morte in carcere visto che lo aveva estradato dall’italia in america. invece di tenerlo noi. Invece quando si trovava in Olanda, l’olanda non l’aveva estradato perchè non avevano prove.
    Ecco la brutta notizia. Morirà in un carcere americano
    http://www.gulfcoastnewstoday.com/area_news/article_f7ab371e-8213-11e3-91ec-001a4bcf887a.html
    E con questo odierò sempre più l’america, neanche se mi offrono un viaggio gratis ci vado.

  5. PINZELLATO scrive:

    Ultime News su Giuseppe Pino Lo Porto.
    La Giuria trova colpevole Lo Porto di Abusi sessuali.
    Rischia più di 20 anni di Carcere e anche Ergastolo.
    In pratica morirà in un carcere negli Stati Uniti.
    Giuseppe Pino Lo Porto si e sempre dichiarato innocente e tutte le prove contro di lui sono false. E’ stato incastrato, gli sta succedendo la stesa cosa che gli è successo a Chico Forti e Carlo Parlanti.
    Liberatelo subito, lui è innocente al 100%.
    Perché l’Italia lo ha estradato negli U.S.A.???????

    Qua c’è la notizia scritta in inglese.
    http://www.fox10tv.com/news/local/baldwin-county/loporto-sex-absue-trial-may-go-to-jury

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