La Chiesa e il Miliardo agli Stranieri #BergoglioNonFareIlFurbo

Il Messaggero di giovedì ha titolato «Ecco i fondi per i migranti un miliardo va alla Chiesa», mentre scoppiava il caso delle connessioni oscure delle ONG.      #BergoglioNonFareIlFurbo

Secondo un documento del Senato tale miliardo è destinato all’«accoglienza» dei migranti. Cerchiamo di capirci qualcosa. Il Documento di Economia e Finanza 2017 comunica che il governo italiano, attraverso «l’8×1000», donerà un milSecondo un documento del Senato tale miliardo è destinato all’«accoglienza» dei migranti. Cerchiamo di capirci qualcosa.iardo alla Conferenza Episcopale Italiana, CEI, per il sostentamento del clero e per il finanziamento delle opere caritatevoli, quindi anche l’accoglienza ai migranti Taluni possono obiettare: «Non lo Stato dona, bensì i cittadini che devolvono parte delle imposte alla CEI, secondo il Concordato sottoscritto a suo tempo da Bettino Craxi e dal Vaticano.» Comunque sia, occorre capire alcuni ulteriori passaggi.

[cryout-pullquote align=”right” textalign=”justify” width=”33%”]Pubblicato sul quotidiano  La Verità il 3 Maggio 2017[/cryout-pullquote]

Se questo miliardo non vi fosse, il Vaticano dovrebbe provvedere in proprio. È quindi appropriato tale regalo? Com’è gestito dai destinatari? Obiettano “sono soldi privati, la cui destinazione è liberamente sottoscritta da ciascun contribuente”. Certo, ma lo Stato italiano ha il dovere di sorvegliare l’uso del denaro, anche perché senza l’8×1000 potrebbe essere ridotto il carico fiscale sugli italiani, almeno su quanti hanno ancora uno stipendio, mentre si scoperchiano le pentole delle ONG e le connessioni transmediterranee.

A tale riguardo, la dice lunga la reazione viperina del quotidiano della CEI, Avvenire, e del ministro Andrea Orlando al monito del procuratore di Catania, Carmelo Zuccaro [leggi qui la sua audizione in Parlamento]. Improntati a cautela invece i titoli dell’Osservatore Romano, più consapevole che le isterie della politica e delle gerarchie religiose tradiscono rapporti inconfessabili. Ragione di più per valutare se la generosità dello Stato italiano sia opportuna.

[cryout-pullquote align=”left” textalign=”justify” width=”33%”]Un’istituzione della Santa Sede con sede a… Ginevra, o in una banca di New York, una banca che, per quanto ne sappiamo, può aver finanziato anche la Superbomba; già, coi fondi della Santa Sede a Ginevra[/cryout-pullquote]

Cominciamo osservando che il governo italiano pubblica il bilancio dello Stato in piena trasparenza e, come s’è detto, dona un miliardo al clero.

Il beneficiato incassa, sebbene a tutt’oggi il Vaticano non sia in grado di esibire un bilancio attendibile degli ultimi due anni. L’inattendibilità è certificata dagli stessi organismi di controllo del Vaticano, poiché il Consiglio dell’Economia, retto dal cardinale Reinhard Marx, ha solo “preso atto” del bilancio 2015, negandogli però l’approvazione.

È appena il caso di ricordare che “il papa rivoluzionario” è sul trono da quattro anni, durante i quali ha offerto innumerevoli omelie sulla pulizia, sulla trasparenza, contro i ricchi e, neanche a dirlo, a tutela dei poveri. Tante buone intenzioni, mentre tale bilancio “non approvato” subisce pure l’inspiegabile supervisione di personaggi connessi ai servizi statunitensi. Neppure la repubblica del Venezuela è così sottomessa e priva di trasparenza finanziaria.

È giusto chiedersi perché i contribuenti italiani devono assoggettarvisi, sottraendo risorse alle proprie famiglie.

[cryout-pullquote align=”right” textalign=”justify” width=”33%”]Carmelo Zuccaro, procuratore di Catania, a proposito delle ONG: Noi riteniamo ci si debba porre il problema di capire da dove provenga il denaro che alimenta, che finanzia questi costi elevati. Da questo punto di vista, la successiva fase della nostra indagine conoscitiva sarà quella di capire quali sono i canali di finanziamento.[/cryout-pullquote]

Prima di rispondere, notiamo che il Vaticano riferisce nel 2015 un deficit dimezzatosi rispetto ai 25,6 milioni del 2014, ma non spiega come questo sia ottenuto e, soprattutto, quali agenzie economiche abbiano contribuito, quali invece siano fuori dal computo e, pertanto, fuori dal controllo degli organismi internazionali preposti.

S. S. Benedetto XVI stabilì che i bilanci consuntivi del Vaticano fossero pubblicati non più tardi dell’estate dell’anno successivo. Col nuovo corso “rivoluzionario”, non si sa quanto Bergoglio ha incassato e quanto ha spesso da oltre due anni a questa parte.

La sala stampa del Vaticano sottolinea che le Politiche vaticane di Financial Management (VFMP) approvate da Papa Francesco il 24 ottobre 2014, fondate, a loro dire, sui Principi contabili internazionali per il settore pubblico (IPSAS) “sono saldamente in corso”. Davvero? O è un miracolo o una baggianata, faccia il lettore.

Avvenire e Osservatore Romano sul punto non dicono nulla, e si capisce. Meno comprensibile la libera stampa laicista, cui sfugge che il Vaticano nulla ha svelato sinora circa il contributo al bilancio da parte di APSA (Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica), l’agenzia preposta alla gestione degli immobili in Italia e all’estero; non solo immobili, tuttavia.

APSA ha quantità enormi e indefinite di miliardi, gestiti da sei società a Ginevra e da una a Londra, la British Grolux Investment Ltd., il cui capitale è interamente controllato da Profima S.A., Société Immobilière et de Participations, collocata in place du Molard 5, a Ginevra, mentre la sede legale è nella banca JP Morgan di New York. Tutto il sistema è nella galassia GoldmanSachs e Rothschild. Nulla è stato detto degli investimenti e dei consuntivi di queste società, né del loro allineamento nel bilancio del Vaticano.

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«No – sembra di udirlo – IOR e APSA non sono istituzioni dello Stato Vaticano, bensì istituzioni della Santa Sede. La differenza è sostanziale.» Come darle torto, monsignore? Eppure fa effetto un’istituzione della Santa Sede con sede a… Ginevra, o in una banca di New York, una banca che, per quanto ne sappiamo, può aver finanziato anche la Superbomba; già, coi fondi della Santa Sede a Ginevra…

Il sistema richiama le «scatole cinesi» della finanza allegra coi denari all’estero, sottratti misericordiosamente ai controlli istituzionali, mentre la libera stampa laicista tromboneggia “papa rivoluzionario” e “IOR finalmente sulla lista bianca”. Per la precisione, lo IOR sulla lista bianca non c’è, ma APSA su quale lista è? Qual è il regista di tale commedia? Perché le famiglie italiane devono dare un miliardo di euro a costoro? www.pierolaporta.it

 

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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3 risposte a La Chiesa e il Miliardo agli Stranieri #BergoglioNonFareIlFurbo

  1. Calogero scrive:

    “Il Prefetto della Segreteria per l’Economia della Santa Sede al Meeting di Cl: “È molto più difficile mettere in ordine i bilanci del Vaticano piuttosto che ottenere una conversione …”

    ” La prossima ondata di attacchi alla Chiesa potrebbe essere proprio sulle irregolarità finanziarie”. George Pell, il cardinale australiano di origini irlandesi che da ragazzo era una promessa del football e ora fa il super ministro dell’economia di Papa Francesco, sembra mettere le mani avanti e lascia intendere che se la Santa Sede non metterà a posto i propri conti e i propri bilanci, nuovi scandali potrebbero travolgerla…

    E il tanghero TACE !

    • Piero Laporta scrive:

      Pell ha due procedimenti in corso in Australia per pedofilia. Se lascia lo Stato vaticano lo arrestano. La sua libertà di pensiero e di azione mi pare alquanto dubbia.

      • Calogero scrive:

        si è cosa nota ; a maggior ragione, se uno come lui che avrebbe dovuto stare “schiscio”, ha fatto queste dichiarazioni, irritando chi preferirebbe sopire, occultare, è perchè il verminaio è davvero grosso.

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