Messina Denaro e l’Ergastolo Annacquato dei Togliattisti

Gira, gira e rigira, si torna su Aldo Moro e i suoi assassini e mandanti. Partono da lontano tanti fatti a concomitare sul proscenio massmediatico, promuovendo quali attori di scena delle comparse da due soldi, al fine di far dimenticare come al solito i protagonisti di questa insanguinata Repubblica italiana: le vittime del terrorismo.
Sotto gli occhi degli italiani è andata in onda una battaglia per non annacquare l’ergastolo dei terroristi, soprattutto di Moretti Mario, uno che la sa lunghissima. La battaglia per ora è stata vinta dai Carabinieri. Ora nessuno da sinistra può invocare “l’ergastolo annacquato” senza apparire un soccorritore di Matteo Messina Denaro, trent’anni di latitanza. La tecnica per scrollare dall’ergastolo i terroristi BR è togliattismo sofisticato come quello che uccise Aldo Moro: la mano fu sovietica, coi BR a fare da burattini, poi scaricarono la responsabilità sugli Stati Uniti.
Aldo Moro fu torturato e i referti autoptici, incompleti e reticenti, non furono mostrati ad alcuna commissione parlamentare di inchiesta. Questa complicità sotterranea fra togliattisti e democristiani s’è risvegliata per annullare l’ergastolo.
Circolo Arci San Lazzaro di Savena, metà gennaio 2023, congresso della Cgil, quella un tempo diretta da Giuseppe Di Vittorio, leale nemico politico di Aldo Moro; ambedue ebbero sul fronte opposto Giorgio Napolitano. Oggi la Cgil è finita nelle mani di Maurizio Landini. Dopo l’elezione del segretario bolognese, Michele Bulgarelli, risuona in sala l’inno sovietico. Applausi e pugni chiusi, col Landini in prima fila. Significa: siamo tornati, state ai nostri ordini. Di chi, gli ordini? Non ha importanza, per ora che restino sull’attenti e col pugno stretto, bene in vista.
Alcune settimane fa anche il pugno del compagno Bellocchio Marco s’è levato, presentando la serie TV su Aldo Moro, il politico pugliese, stimato da Giuseppe Di Vittorio, detestato da Giorgio Napolitano, da Gianni Agnelli, dai vertici della DC tosco-emiliana, sarda, partenopea e buona parte di quella siciliana. Poi si chiedono perché morì. Che cosa dice di interessante la serie del Bellocchio? È più interessante quello che non dice. Aldo Moro fu torturato, a lungo e crudelmente, durante la prigionia. Il referto autoptico che certifica quattro costole rotte in tempi differenti e un vasto edema celebrale, come s’è detto, è stato nascosto a tutte le commissioni di inchiesta e a tutti i giudici. Chi era presente all’autopsia di Aldo Moro? L’avvocato di famiglia, Giuliano Vassalli, socialista.
Quando si dice la coincidenza, è iniziata da poco la serie “Il Nostro Generale”. Parte con due disinformazioni altrettanto pesanti come quelle del compagno Bellocchio. Il rapimento del giudice Mario Sossi impegnò 18 BR e non tre o quattro come gabella “Il Nostro Generale”. Figurarsi quante decide e decine furono necessarie in via Mario Fani. Secondo. Non ci fu nessun tamponamento della Fiat 130 sulla Fiat 128 dei sicari in via Mario Fani. La Fiat 130 seguì la Fiat 128 per un lungo tratto perché così fu ordinato a Oreste Leonardi da un’autorità dello Stato. Tanto il tamponamento nella serie del Bellocchio quanto quello nella serie di Dalla Chiesa, sono farlocchi e utili al depistaggio, tenendo i riflettori lontano dai mandanti. Il tamponamento fu impossibile. Non si è d’accordo? Si ricostruisca la scena in poligono, dall’arrivo della Fiat 130 alla partenza della Fiat 132, con Aldo Moro a bordo, secondo gli inquirenti del tempo ma senza le sue impronte papillari.
Domenico Ricci, arrestandosi dietro l’auto dei sicari, si trovò accanto all’Austin Clubman che aveva a bordo un altro sicario, quello che fulminò Oreste Leonardi da destra. Quando si dice la coincidenza il Bellocchio ha dimenticato di porre sulla scena questa Austin Clubman.
Ed ecco la cattura di Matteo Messina Denaro, dopo trent’anni di latitanza. Se si fosse consegnato dopo la legge che annacqua l’ergastolo sarebbe stato un gioco da ragazzi concentrare l’attenzione delle telecamere su di lui. Qualche rivelazione pour parler e sarebbe passato come pentito di mafia a carico del governo di destra che lo favoreggia. Si sa, i criminali sono solo a destra. I protettori del Moretti Mario avrebbero avuto buon gioco a tirarlo del tutto fuori dalla sua galera a cinque stelle. Che diamine lo vuole la Corte Costituzionale, si può dire di no? Ma sì, assicuriamo al compagno Moretti Mario una serena vecchiaia e una bella pensione.

LetteraAnagrammaNote
sopratutto questa ragione di Stato nel mio caso significafino quaggiu dopo masseria isolata con tre tetti nascostiLettera a Cossiga del 26 Marzo
riprendendo lo spunto accennato innanzi sulla mia attuale condizionedondon lontano no alzar recinzione insidia puntute cupa cella sminateId.
che io mi trovo sotto un dominio pieno e incontrollatoio preso con elicottero no volti noti ho dato un minimoId.
sottoposto ad un processo popolare che può essere opportunamente graduatoprato e posto dantesco pretese popolo russo urge uso paracadute non ho tempoId.
ricordi la mia fortissima resistenza sopratutto per le ragioni di famiglia a tutti notecostole rotte tortura milza sfinito spia punita arma radiotelegrafati dirigentiLettera a Zaccagnini 20 Aprile
poi mi piegai come sempre alla volontà del partitopreda ipnosi mi tempra moto epigeo località valleId.

Un mese fa uno che conosce bene la Sicilia, profetizzò che Messina Denaro si sarebbe consegnato. Messina Denaro nel frattempo “l’hanno preso e non si è consegnato com’era sua intenzione”. Lo hanno preso i Carabinieri sparigliando le carte di chi avrebbe gradito si consegnasse. Adesso far passare la legge che annacqua l’ergastolo non è più possibile, a meno di non voler apparire complici del boss.
Così rimangono nei guai i bravi ragazzi che sbagliano a fare i BR, immortalati nelle serie servili e omertose.
Rimane pure Aldo Moro di fronte a noi, tradito dagli amici e da tutti i partiti, ucciso per liberare la scena politica e consegnare ad altri il Quirinale. Un capolavoro di togliattismo, evidentemente ancora in vita e pericoloso, non solo a San Lazzaro di Savena.
Giorgia Meloni è avvertita questi sono i trappoloni che deve attendersi per cadervi con tutti gli altri fascisti.
Aldo Moro ha svelato da tempo il suo mistero; coi suoi anagrammi ci ha detto come sono andate le cose. Li abbiamo pubblicati e fanno finta di non vedere nelle procure e nel Quirinale.
Individuino intanto chi fu la spia dell’Arma che dal covo toscano radiotelegrafava ai dirigenti (in grassetto nella tabella). Suvvia non dovrebbe essere difficile individuare un ufficiale punito dall’Arma in quel periodo e organico al SISMI, magari diventato generale nel frattempo. Ci sono ancora troppi aspetti da chiarire su Aldo Moro e i suoi assassini, prima di cancellare l’ergastolo sul capo di assassini, complici servi e mandanti. Cristo Vince, sempre, anche contro la criminalità organizzata e contro i togliattisti che hanno insanguinato l’Italia.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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