Parigi, l’inganno

PARIGICiò che nessuno dice sugli attentati di Parigi e su quanti ne verranno.

Hollande, Merkel,  Cameron, Obama e – figuriamoci –  il nostro Smargiasso si dicono affranti per la strage di Parigi.
Che cosa fecero costoro dopo il 7 gennaio 2015, dopo la strage a Charlie Hebdo, non la prima per mano islamica  in Francia? (vedi riquadro) Quanto fanno ora: dichiarazioni indignate, giuramenti di vendetta, solenni funerali, accompagnati e seguiti da bei servizi giornalistici pieni di suggestioni sentimentali e aritmetiche da pronto soccorso, interviste a esperti con litanie di sciocchezze, cui possiamo aggiungere il disco rotto di Bergoglio: «È una terza guerra mondiale a pezzi.» E poi aggiunge: «Questo non è umano!» Forse gli parve più umano, mentre sorvolava la piana di Ninive, quando ISIS scannò migliaia di cristiani.
«Fermare, non bombardare!» Ricordi, Bergoglio? Adesso scopri che ISIS è inumano e fai chiacchiere, esattamente come gli altri, anzi, un po’ meglio dopo tutto, grazie alla scuola gesuita.
[cryout-pullquote align=”left” textalign=”left” width=”33%”]ATTENTATI IN FRANCIA

Luglio 1995: una bomba scoppia nel metro Saint Michel. Otto morti e oltre cento feriti, causati dal GIA (Gruppo Islamico Armato).
Settembre 1995: un’autobomba esplode davanti alla scuola ebraica a Villeurbanne, vicino Lione, qualche istante prima che i bambini finiscano le lezioni. Sono feriti 14 genitori che aspettavano i figli all’esterno.
Marzo 2012: l’islamico franco-algerino Mohammed Merah uccise tre soldati francesi di origine araba, fra Tolosa e Montauban. Poi uccise tre bambini e un rabbino della scuola ebraica di Tolosa. Fu ucciso dalla polizia dopo un lungo e grottesco assedio alla sua casa.
Luglio 2015: quattro jihadisti arrestati; preparavano attacchi contro basi militari francesi.
Agosto 2015: Ayoub El-Khazzani, islamista marocchino, armato di kalashnikov, è bloccato da tre soldati americani sul treno ad alta velocità che collega Amsterdam a Parigi.

[/cryout-pullquote]Costoro si beccano persino una reprimenda dal Berlusconi: «L’Occidente ha una crisi di leadership.» A ottant’anni, si sa, la memoria sfuma; difficile che rammenti come quattr’anni fa egli se la dette a gambe davanti a francesi, inglesi, tedeschi e americani che spianarono la strada a ISIS in Libia, a spese del suo “fraterno amico e alleato”, Gheddafi, bonanima.
L’idea che una metà del mondo sia in mano a tali pagliacci fa tremare le vene e i polsi, eppure ognuno di costoro ha il suo credito, i suoi seguaci, i suoi elettori, le proprie cerchie di sostenitori mediatici che li mettono al riparo dalle critiche più elementari.
Spostiamo dunque il punto di osservazione negli occhi di ISIS. Davanti a questo spettacolo grottesco, ISIS sarà scoraggiato, intimorito? Vedrà svantaggi a spargere ancora terrore nelle capitali dell’Europa? D’altronde, sfatiamo il mito che i servizi segreti da noi hanno fatto un buon lavoro. Non lo hanno fatto in Francia, non lo hanno fatto in Italia, non lo hanno fatto in Europa e non lo hanno fatto da almeno mezzo secolo, visto che continuavamo ad armarci mentre l’Urss crollava e nessuno se ne accorgeva o se ne voleva accorgere. Cerchiamo il denaro e capiremo un giorno il senso di queste stragi. Non facciamoci imbrogliare dai soliti analisti da strapazzo, dalle teorie complottiste.
OltreLaNotizia scrisse il 16 Settembre: «Da troppo tempo il petrolio è sotto i 50$/barile. Aspettiamoci qualcosa che alzi repentinamente la tensione e conseguentemente il prezzo del greggio.» Per ottenere questo obiettivo non basta un solo attentato. Se tuttavia è facile fare attentati, l’obiettivo è a portata di mano.
L’operazione di Parigi impone almeno due domande: “Chi ha pagato? Chi ha guadagnato?” Non è affatto scontato che in questa fase le due risposte coincidano. Mentre cercano di tenere la nostra attenzione concentrata sulle aritmetiche da pronto soccorso e sulle geremiadi politiche, occorre riflettere con freddezza sul fatto e sulla sua concatenazione coi precedenti: gli incendi in Iraq, le “primavere mussulmane”, l’aggressione alla Siria, le migrazioni spinte da più parti e con varie criminali complicità, gli attentati precedenti, il fallito tentativo di riutilizzare i palestinesi come strumento di tensione coi coltelli e non più con le pietre…
Un dato appare evidente su questo scenario: c’è una parte di mondo che vuole la guerra e, anzi, vuole convincerci che è già… pacificamente in corso, dobbiamo rassegnarci ad essa, tutt’al più limitarci a pregare.
La confusione iniettata ad arte fa sembrare dei giganti politici le nullità come Matteo Salvini e Giorgia Meloni; né consola vedere tutti i sopravvissuti del comitato centrale del PCI e i loro nipotini, più o meno dissidenti, seduti compunti alla tavola atlantica.
prezzo barileSecondo Mauro, un mio amico, il nostro mondo ha somiglianza impressionante con gli ultimi anni della Belle Époque: globalizzazione, totale libertà di commercio e movimento delle persone, potenze nascenti e imperi in declino, i Balcani invece del Medio Oriente ma il caos è analogo: corsa agli armamenti, trattati segreti, sviluppo tecnologico impetuoso. Mancano(?) solo i blocchi contrapposti degli Imperi Centrali e dell’Entente Cordiale più l’impero russo, ma il resto c’è tutto, secondo Mauro.
Sì, è vero. Rimane tuttavia una verità paradossale. Il caravan serraglio politico occidentale ha un contraltare nell’unico personaggio che davvero s’oppone alla destabilizzazione del Medio Oriente e al dilagare di ISIS: il compagno Vladimir Putin, ex colonnello del KGB.
Sul resto si vedrà e nessuno aspetti spiegazioni rapide e facili. Il Male è intelligente, non quanto esso presume, ma a sufficienza per ingannare chi vuole essere ingannato per ignavia o codardia. Intanto teniamo d’occhio i suoi servitori menzogneri.

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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7 risposte a Parigi, l’inganno

  1. oscar scrive:

    Caro Piero, rammarico ed amarezza sono oggi i sentimenti prevalenti nell’animo di tutti coloro che possono far riferimento ad una qualsivoglia tradizione di civiltà. L’insipienza cialtronesca di quanti “guidano” oggi le società occidentali hanno fatto sì che un gruppo di sciagattati e mentecatti si proclamassero “Stato”, tutti rivestiti con i soldi di quattro cammellieri che hanno fatto fortuna con quello che hanno sotto il sedere.
    Pensa un po’, ci tocca pensare: …meno male che Putin c’è!
    Gli 007 pensano solo ad alimentare i fondi per l’intelligence da spartire equamente fra tutti: I gatti e i topi.
    Israeliani e palestinesi continueranno a non fare nessun tipo di pace, con la benedizione di tutti. Il Medioriente sarà sempre più una latrina, almeno fino a quanto ci sarà petrolio da vendere. ( Dio finisse veramente!)
    Caro Piero la faccenda è complessa e non basta l’indignazione.
    Per lo scontro di civiltà ricordo quanto magistralmente scritto dalla Fallaci.
    Per comprendere qualche dinamica circa la situazione consiglio di rileggere ” Le maschere del califfo” – limes – settembre 2014.

  2. Nic scrive:

    A proposito di Charlie Hebdo (su cui è piombato il segreto militare http://www.maurizioblondet.it/su-charlie-hebdo-piomba-il-segreto-militare/), io ancora non ho trovato una risposta alla domanda di Maurizio Blondet (*), più meno “Che ci faceva il direttore di Channel 1 (tv israeliana), sui tetti, pronto a filmare gli eventi?”

    (*)
    Stoltenberg vuole la NATO in guerra. Putin: Ma chi è il mandante?
    http://www.maurizioblondet.it/stoltenberg-vuole-la-nato-in-guerra/

  3. Sia con l’attentato di Charlie’s hebdo che con questo sono stati usati elementi della malavita. È inedito.
    Questo significa che anche l’Italia correrà il pericolo di attacchi ” grossi” con esplosivi.

    • sigmund scrive:

      Elementi della malavita che si fanno esplodere? Lei intende dire che hanno usato elementi già condannati alla pena capitale per cercare di “riabilitare” la loro vita agli occhi della comunità di provenienza?
      Altrimenti c’è poco di inedito anche le stragi fatte in Italia erano state date in appalto alla malavita

  4. sigmund scrive:

    Sembra che il compagno Putin sia l’unica testa pensante in questo guazzabuglio di politicanti inadeguati frutto del degrado globale del cosiddetto mondo occidentale.
    Degrado che si vuole far passare come democrazia e che si vorrebbe esportare anche nel mondo medio-orientale che non sembra molto propenso ad accoglierlo.

    I giovani che sparano ad altri giovani colpevoli di essere dei “peccatori” sono stati addestrati da qualcuno che conosce come manipolare l’animo giovanile che rifiuta il male e cerca il bene e così c’è chi sfrutta l’idealismo giovanile per portare avanti sogni di grandezza di un impero islamico del bene che contrasti l’impero occidentale del male. Una guerra di potere in cui tutte le armi sono lecite.

    Un fatto è certo o questa Europa impazzita ritrova il bene della ragione, che qualcuno definisce grazia di Dio, oppure saranno sempre di più i giovani che si infatueranno dell’Islam e vedranno nell’assalto al baluardo del male occidentale un modo per dare senso alla loro vita, perché chi si toglie la vita non lo fa per la storiella della ricompensa nell’aldilà, ma perché crede in questo modo di difendere la parte sana e nobile dell’umanità.

  5. Enrico scrive:

    Eh si, “chercher l’argent, pas la religion” e troverete la spiegazione di tutto. E purtroppo di utili idioti disposti a farsi saltare per aria per una presunta causa religiosa il nemico ne possiede in abbondanza. E non è cosi facile convincerli che li stanno prendendo per il culo.

  6. Gianfranco scrive:

    Bravo Piero!! Eccellente disanima della situazione, assolutamente aderente a quanto successo e succede.
    D’altronde, speriamo che i nostri “validi” investigatori questa volta mettano finalmente in atto quell’assioma fondamentale – incipit addirittura del “Manuale del perfetto investigatore” – che, sparso a piene mani anche nel più squallido telefilm poliziesco, è presente ancor più del prezzemolo e che recita “Segui il denaro e troverai il colpevole” così, forse forse, qualcosa salterà fuori.

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