Rubio, ci fai o ci sei?

rubioMarco Antonio Rubio, senatore repubblicano della Florida, interviene sulla crisi in Ucraina. Questo fine stratega pretende di  applicare alla Russia il moralismo politico eluso dagli Stati Uniti negli ultimi 20 anni, almeno. Il pezzo originale si può leggere qui. OltreLaNotizia  pubblica di seguito la traduzione con alcuni commenti a lato.

Gli otto passi che deve fare Obama per punire Putin

L’illegale incursione militare della Russia nella Crimea, in Ucraina, è una grave violazione della sovranità di una nazione e non può rimanere impunita .

E la guerra all’Iraq? E le armi di distruzione di massa inesistenti? E il generale Colin Powell, segretario di stato di G. Bush  con le sue provettine gabellate come prove?

Primo, il presidente Obama deve esprimersi in modo inequivocabile per definire il fatto: un’invasione militare. L’amministrazione Obama deve pubblicamente riconoscere che la “normalizzazione” con la Russia è fallita (riferimento alla legge firmata da Obama a dic.2012, NdR). Il presidente deve quindi essere consapevole che l’unico modo per trattare con tiranni quali Vladimir Putin è sapendo che sono infidi e solo le azioni risolute li dissuadono dalle provocazioni.

A proposito di tiranni: il premio Nobel per la Pace, Hussein Barak Obama, in sei anni di democrazia ha fatto più di mille volte i morti che fece Augusto Pinochet in 25 di dittatura. Un record da Guinness.

Secondo, il presidente Obama dovrebbe inviare il Segretario di Stato John Kerry e il Segretario alla Difesa Chuck Hagel a Kiev per dimostrare che gli USA sostengono il governo di transizione dell’Ucraina e sollecitare i nostri alleati in seno all’Unione europea e alla NATO a fare altrettanto. Gli USA dovrebbero convocare una riunione d’emergenza della NATO per sviluppare una forte risposta unitaria dell’alleanza. Dobbiamo inoltre inviare delegazioni ad alto livello presso i nostri alleati in Europa centrale e orientale per riaffermare che noi siamo con loro. Nel quadro di questo lavoro con gli alleati, dobbiamo sviluppare delle misure economiche e di garanzia della sicurezza per dare stabilità al governo di transizione di Kiev e realizzare una transizione democratica.

Perché? Il nostro interesse, come quello di gran parte degli europei (a parte le mene di Gran Bretagna e di Hollande) è un’armoniosa coesistenza fra Europa e Russia. In tale quadro una separazione pacifica fra le due anime ucraine è auspicabile. D’altro canto, proprio la NATO sponsorizzò a suo tempo la separazione pacifica in due repubbliche indipendenti della Cecoslovacchia. Come mai il principio di autodeterminazione dei popoli, sbandierato dal 1989 all’altro ieri adesso è dimenticato?

Terzo, gli Stati Uniti devono indurre gli alleati a boicottare il G-8 di Sochi a giugno, in Russia. Se le truppe russe non lasciassero subito l’Ucraina, la Russia dovrebbe essere espulsa del tutto dal gruppo.

vedi sopra

Quarto, deve essere sospeso qualunque colloquio o negoziato con Mosca su questioni estranee alla crisi, quali il commercio e tutte il rimanente.

Niente più commercio con la Russia? Sì? E domani interrompiamo con il Brasile e poi con chi altri?

Quinto, gli Stati Uniti e gli nostri alleati devono presentare una risoluzione di condanna al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. Un veto russo o cinese dovrebbe rendere chiaro al mondo l’ipocrisia di questi governi, poiché mentre affermano di opporsi all’ingerenza  negli affari di un paese sovrano, non di meno essi sono fra quelli che lo consentono.

Ottimo senso strategico: l’accordo Russia-Cina è già una realtà. Complimenti.

Sesto, dobbiamo premere perché la Georgia  concluda l’iter di adesione alla NATO allo scopo di fornire al paese le capacità difensive che i georgiani hanno chiesto da quando furono invasi dalla Russia nel 2008.

Visto come vi muovete, da Gibilterra al Golfo Persico – e la vostra penetrazione nel Caucaso è in questo quadro – occorre apprezzare la pazienza di Mosca finora per l’Ucraina.

Settimo, l’amministrazione Obama, rimediando a quanto omise a dicembre, dovrebbe immediatamente aggiungere altri funzionari russi alla lista Magnitsky (NDR: una lista di proscrizione dei funzionari russi sospettati di aver cagionato la morte in prigione di Sergei Magnitsky revisore contabile della società americana Firestone Duncan e indagava sulla corruzione di funzionari fiscali russi) che vieta tra l’altro di viaggiare. Poiché vivo a Miami, ho visto negli ultimi anni ondate di turisti russi nella nostra città per spendere soldi e comprare immobili. Molti sono funzionari del governo russo o di loro alleati, la cui ricchezza deriva dalla fedeltà a Putin; noi dovremmo limitare le loro possibilità di venire qui.

Siete zelanti sostenitori del diritto internazionale? E coma mai – fra i membri del Consiglio di Sicurezza delle NU – condividete unici con Russia e Cina la non adesione alla Corte Penale Internazionale? Si entra e si esce a piacere dalla giustizia internazionale.

Ok, mandate a noi i turisti russi; ne abbiamo bisogno, visto che le vostre banche hanno rovinato la nostra economia.

Ottavo. Infine, in Senato, il leader della maggioranza Harry Reid deve immediatamente rinunciare al tentativo di far nominare, la prossima settimana, Rose Gottemoeller sotto segretario di stato per il controllo degli armamenti e la sicurezza internazionale. Come abbiamo sostenuto ieri coi sen. John Cornyn e Jim Risch, non dovremmo neanche pensare ai negoziati sul controllo degli armamenti con la Russia nel prossimo futuro. E soprattutto no ai negoziati guidati da un funzionario come la signora Gottemoeller, che ha cercato di annacquare e virtualmente nascosto informazioni al Congresso e ai nostri alleati sulle violazioni russe degli accordi sul controllo degli armamenti.

Pur di affermare il principio arbitrario che gli USA hanno il diritto di fare la pipì nel giardino altrui, questo senatore mette in dubbio l’utilità del negoziato sul controllo degli armamenti. È di una stupidità sconfinata e incontrollabile.

Questo è un momento critico nella storia del mondo. Sono in gioco la credibilità delle alleanze e le garanzie di sicurezza che hanno preservato l’ordine internazionale. Se Putin potrà compiere impunemente azioni illegali, abbiamo di fronte un’era buia e pericolosa negli affari mondiali .

Il momento critico dura ininterrottamente dal 1989. Avevate la possibilità di dare al mondo un’era di pace. L’avete trasformata in caos e in occasione per predatori di ogni specie. La storia non perdona questi errori e neppure Dio.

Conclusioni del blogger

L’Ucraina offre dunque un ammaestramento che potrebbe mettere molti  d’accordo.  Se infatti si è governati da corrotti – italiani, attenti! – non importa se eletti legittimamente, il governo legittimo può essere scacciato con moti violenti della piazza, magari con un aiutino esterno. La piazza, a sua volta, preso il  potere, ha facoltà legittima di  insediare e legittimare un governo illegittimo chiamandolo “di transizione”. Questo governo, a sua volta, può contare sulla solidarietà internazionale e ha facoltà di espropriare le basi militari dell’alleato di riferimento. È indubbiamente una visione molto interessante, in grado di accendere più di qualche fantasia, a Niscemi come a Vicenza, oltre che in un’altra cinquantina di siti italiani.

Oh, Rubio, mettiti un asciugamano umido sulla fronte inutilmente vasta e fatti tradurre questa: “tene ‘a ‘capa pe’ sparterre ‘e rrecchie” oppure una più alla tua portata: “hai litigato col cervello?…”

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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