SIRIA INTOSSICATA DI BUGIE

4delinquenti   https://pierolaporta.it/?p=5503La prima vittima della guerra è la verità. Bugie sulla Siria da Hussein Barak Obama, premio Nobel per la pace.«Gli Stati Uniti non hanno alcun interesse a entrare nella guerra civile siriana», dice Obama. E allora perché non la pianti di fare stragi almeno dal 2011? Obama, papa Francesco, Vaticano.

Wired.it è il rametto italiano dell’omonimo periodico statunitense, fondato da Nicholas Negroponte, fratello di John, vice di Condoleezza Rice nell’amministrazione Bush, dopo essere stato Direttore dell’Intelligence nazionale e prima di divenire ambasciatore in  Iraq e poi in altre importanti capitali.

Wired parla il 21 agosto, quando il prezzo del petrolio punta decisamente verso il basso, a dispetto dell’enfasi che da un mese le agenzie internazionali vanno ponendo sul conflitto in Siria e proprio mentre gli ispettori ONU s’accingono a indagare sui gas nervini.

Bashar Assad, presidente della Siria

Bashar Assad, presidente della Siria

Gli ispettori dell’Onu sono stati chiamati dai mercenari? Neanche per idea: li ha voluti  Bashar Assad, presidente della Siria, perché già a marzo i mercenari al soldo di Washington, Londra, Parigi e Berlino hanno utilizzato i gas nervini. Lo certificò il magistrato svizzero oggi in forza all’Onu, Carla Dal Ponte (leggi qui).

Wired rappresenta l’establishment trasversale, avvertibile alle spalle del premio Nobel per la pace, Hussein Barak Obama, in particolare in questa orribile vicenda dei gas.

«Non possiamo più rimandare l’organizzazione della conferenza di pace sulla Siria». Era l’8 agosto quando il ministro degli Esteri russo, Serghiei Lavrov, fece questa dichiarazione, condivisa dalla collega italiana Emma Bonino, al termine della riunione tra i ministri degli Esteri e della Difesa di Italia e Russia.

Da settimane l’Italia era oggetto di sfortunate coincidenze siriane: al rapimento in aprile di Domenico Quirico, corrispondente della Stampa, seguiva a luglio il rapimento di Paolo Dall’Oglio, gesuita. Le agenzie più vicine ai mercenari anti governativi siriani, avanzavano accuse al governo di Assad, prontamente rilanciate dai media italiani.

Dei due dispersi italiani si parla pochissimo, si direbbe siano diventati inutili, da quando, a metà agosto, le redazioni sono state intossicate dai gas disinformativi (leggi qui), partiti da Washington e Londra.

Diceva Franklin Delano Roosevelt:«Puoi raccontare una bugia a molte persone ed essereBUGIE creduto. Puoi raccontare molte bugie a una persona ed essere creduto. Non puoi raccontare molte bugie a molte persone e continuare a essere creduto». È esattamente quanto accaduto per la Siria.

Persino la linea del Vaticano, per bocca di papa Francesco, s’è fatta vigorosamente chiara contro l’attacco annunciato dal premio Nobel per la pace, Hussein Barak Obama.

La svolta nella presa di posizione del pontefice è tanto più significativa perché marca la differenza col predecessore, il quale apparve alquanto distaccato sin dal colpo di stato contro la Libia, nell’indifferenza del bertoniano Osservatore Romano e con malcelata esultanza di Avvenire.

Papa Francesco, pur senza offrire il destro ad accuse di partigianeria, ha usato accenti tali da non lasciare dubbi su chi stesse additando nella sua accorata esortazione, come un fra’ Cristoforo col dito levato a dire “Verrà un giorno…” ai don Rodrigo di Washington e Londra: «C’è un giudizio di Dio che è anche un giudizio della storia sulle nostre azioni, a cui non si può sfuggire. Esorto la Comunità Internazionale a fare ogni sforzo per promuovere la pace, promuovendo iniziative basate su dialogo e negoziato», cioè niente missili, in questo modo sostenendo gli auspici del clero locale a scongiurare l’attacco contro la Siria (leggi qui,  ma anche qui e infine questo). 

Queste parole marcano pure la differenza con l’informazione, diramata fino a poche ore prima dalla Radiovaticana, che aveva rilanciato un comunicato (leggi qui) del Consiglio Mondiale delle Chiese (sedicente organismo ecumenico) nel quale si condannava «l’uso di armi chimiche, in ogni caso e da entrambe le parti», con ciò dando per scontato che Assad avesse lanciato bombe chimiche. L’ennesimo inutile tentativo di distorcere la realtà, i cui contorni si sono fatti mano a mano più nitidi, tanto da procurare un grosso dispiacere al premier britannico David Cameron , le cui fregole interventiste sono state gelata dal voto contrario – 285  no contro 272 sì – del parlamento di sua maestà, venerdì sera.

Non bastasse, poche ore dopo è giunta la presa di posizione di cinquanta membri del congresso USA, cofirmatari della lettera di Ms. Barbara Lee (leggi qui  e qui la traduzione) che ha dato l’alto là a Obama. Il giorno dopo, la stampa portavoce della Casa Bianca – in prima linea Il Fatto Quotidiano, La Repubblica, La Stampa e il Corsera – annunciavano che Obama avrebbe chiesto l’autorizzazione del Congresso prima di sparare i missili.

C’è da scommettere che pur di salvare la faccia, il premio Nobel per la pace stia trattando sottobanco con la Siria per sparare una salva di missili dove non ci sarà niente e nessuno, dopo un congruo avviso a Damasco. È un espediente utilizzato più volte da Bill Clinton nei suoi otto anni nella Studio ovale.

Chi rimane in mezzo al guado è Israele, i cui servizi segreti si sono esposti nel fornire alibi – fasulli alla prova dei fatti – all’interventismo “pacificatore” del grande bugiardo della Casa Bianca.

homs come hiroshima

SIRIA, la città di Homs martire come Hiroshima

È un errore che può costare caro a Gerusalemme e svela la profonda immaturità della politica di Israele di fronte agli interessi petropolitici che privilegiano le velleità militari a danno della  capacità politica. Chi sperava fosse finita la stagione delle vittorie militari israeliane, ai tempi di Arafat, seguite da sconfitte politiche, ha ragione di temere che stiamo per fare passi avanti con fiaschi militari e catastrofi politiche:«Com’è accaduto in Libia con le foto delle “fosse comuni” di Gheddafi, che poi si è visto erano immagini di normali cimiteri (la stessa truffa del resto che funzionò a Timsoara per Ceaucescu), sembra che l’Occidente si muova oggi sulla base della notizia della strage coi gas. Badate, non sto dicendo che non sia vera. Il punto non è questo. E’ che nella percezione comune e anche nelle motivazioni ufficiali dei governanti, sembra che la politica estera degli Stati sia mossa non da un principio politico, ma da una logica di polizia», scrive Ugo Volli su Informazione Corretta. 

Il martirio della Siria tuttavia continua, una nuova enorme Hiroshima. Manca l’atomica, ma  se potessero dalla Casa bianca non esiterebbero.

^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^

Qualunque sito o blog può pubblicare liberamente metà dell’articolo se e solo se rimanda, per la lettura completa, alla pagina originale
www.pierolaporta.it/?p=5503
Differenti utilizzi dei contenuti di questo sito sono consentiti solo col consenso dell’autore. Le foto di questo sito vengono in larga misura da Internet, valutate di pubblico dominio. Se i soggetti fotografici o gli autori non fossero d’accordo, lo segnalino a info@pierolaporta.it e si provvederà alla immediata rimozione delle immagini.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
Questa voce è stata pubblicata in polis e contrassegnata con , , , , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a SIRIA INTOSSICATA DI BUGIE

  1. Pingback: SIRIA INTOSSICATA DI BUGIE - Piero Laporta Blog...

  2. Riccardo scrive:

    Spero che la citazione di (dis)informazione corretta serva solo a dimostrare le perplessità degli ambienti sionisti e non implichi anche una concordanza di vedute con il titolare del sito, perché la cosa mi preoccuperebbe assai.

    • Piero Laporta scrive:

      Mi pare che ci sia altro di cui (pre)occuparsi. Quand’è il momento, polemizziamo con chiunque ma non per partito preso, tanto meno per ricoltivare muffe da guerra fredda: anticomunismo, antifascismo, antisionismo, anti… Incliniamo se possibile per l’anticonformismo ma non è detto.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *