Sky e il mondo che non verrà

Sky - borgen - il potereLe fiction di Sky svelano dove vogliono portarci. Basterà un cast di pur bravi attori?

La recente sconfitta della sinistra danese era stata paventata addirittura da Sky, che ha lanciato una serie, nell’imminenza delle elezioni danesi, per descrivere quali disastri sarebbero occorsi nel caso di sconfitta della sinistra e, al contrario, quanto è bello se vince una donna, in quanto tale premier illuminata della sinistra e sicuramente incorruttibile, onesta e vocata al bene del suo paese. Assicura Sky: «BORGEN – IL POTERE – Per la prima volta su Diva Universal, la serie televisiva danese che racconta la storia di Birgitte Nyborg (Sidse Babett Knudsen), politico carismatico, che inaspettatamente diventa il primo ministro donna di Danimarca. Appartenente al partito politico moderato, sembra essere il Primo Ministro che ogni Paese vorrebbe avere. Tuttavia, il fatto di essere una donna rappresenta, persino in un paese così moderno come la Danimarca, un ostacolo. La serie ideata e creata da Adam Price ha ottenuto un successo internazionale di pubblico e critica ed conquistato numerosi premi e riconoscimenti come un BAFTA award per la miglior serie internazionale.» Fiato alle trombe dunque. Pepperepé pepperepé pepperepé: la premier danese, andata per trombare è stata tuttavia trombata, e di brutto.
Un lettore scrive a Sergio Romano, guru del politically correct del Corsera:«Con la vittoria del centrodestra alle elezioni danesi si rafforza in Europa il vento anti immigrazione. E si conferma l’avanzata dei partiti populisti ed euroscettici. L’ennesimo messaggio dei cittadini sempre più insofferenti e critici rispetto al futuro della nostra Europa. Bisogna intervenire prima che sia troppo tardi. Gabriele Salini, gabriele.salini@gmail.com» La tonitruante stupidità politica sottesa nella zelante missiva, non fa velo a una verità autoproclamata: l’immigrazione incontrollata non è opera della destra populista, la quale semmai ne fa un perno di manovra per le proprie mene elettorali. Il problema immigrazione è stato tuttavia creato da chi non sa come risolverlo, i soliti socialisti dalle cinquanta sfumature di rosso – dissimulati nelle più disparate vesti – dalle cui idiozie massimaliste presero le mosse il fascismo negli anni ’20, il terrorismo negli anni ’60 e, come si può osservare, il caos corrente. Tutto ciò conferma quanto assicurava Antonio Gramsci in tempi non sospetti: «La scuola è maestra di vita ma non ha scolari». Lo misero in galera e il partito ve lo lasciò morire non senza un certo malcelato sollievo.  
Gli idioti pseudo socialisti, alleatisi col premio Nobel per la pace perduta, s’illudono di riconquistare un ruolo nella storia attraverso un aiutino dalle fiction, dalle sobrie parate omosessuali oppure – e siamo al grottesco incontrollabile – dalla “summa ecologica” d’un Bergoglio che ostenta povertà e nasconde 154 miliardi di dollari.
Non s’avvedono, i miseri Salini, che il conto che Sky va presentando è salato e denso di tutte le tossine più micidiali per la povera democrazia borghese. Basti osservare che Cesare Beccaria – chi è costui? Chiedono le maestrine di Trieste – non ha nulla da spartire con NCIS – Naval Criminal Investigative Service, la serie creata da Donald P. Bellisario sin dal 2003, che legittima la tortura per contrastare il terrorismo, così come l’altra serie Homeland – Caccia alla spia, prodotta dal 2011. Nello stesso tempo House of Cards rende simpatica una canaglia di presidente statunitense, che somiglia un po’ a Billy Clinton, ma ancor più simpatica ne risulta la sua consorte, un ritratto spiccicato e ancora più gradevole della criminale che corre per la Casa Bianca.
Questa e le altre serie poliziesche, una puntata sì e una no, gabellano la poesia della famiglia omosessuale, delle adozioni di bambini in compravendita e quanto-è-bella-e-libera-questa-società-statunitense-dove-nessuno-lavora-se-non-nelle-banche-nella-polizia-nei-servizi-segreti-nell’esercito-e-nella-criminalità-che-bello! Incapaci tuttavia di chetare gli straccioni di ISIS, che tuttavia non è una serie televisiva.
Quanti ieri marciavano e sparavano, salmodiando “è ora è ora potere a chi lavora”, oggi caldeggiano un futuro globale modello Sky. Dobbiamo quindi supporre che sarà sufficiente una miscela di fiction, un Bergoglio sciocco e un po’ di tifosi che scrivono ai guru del politically correct perché essi conquistino il mondo? Avessero almeno letto un po’ di Karl Marx, così capirebbero perché vanno incontro alla rovina sottobraccio al cardinale Marx e al suo compare Kasper.
Per ora hanno perso in Danimarca e il mondo è tuttora ben vigilato. Non disperiamo dunque. 

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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Una risposta a Sky e il mondo che non verrà

  1. Nic scrive:

    Nè sky, nè mtv,,,nè altre porcherie del “gender”.

    La fattura è marchiata Hollywood che apparrtiene ai “Fratelli Maggiori”.

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