Papa Francesco, una vittoria di CL

vergogna lettera a papa francescoIl tiro della giacchetta del Papa Francesco cominciò subito dopo la prima benedizione dal balcone petrino

Il tiro della giacchetta del Papa Francesco cominciò subito dopo la prima benedizione dal balcone petrino, da parte di politici, diplomatici, agenti a vario titolo o cattolici di varie aggregazioni, elettisi a padrini del pontefice, avendo fatto campagna elettorale a suo favore, nei preliminari del Conclave e con le “Congregazioni Generali”.

In tali Congregazioni (assemblee di cardinali elettori) si discusse di organizzazione dei dicasteri [vedi qui com’è fatta la Curia vaticana], del rapporto della Curia con gli episcopati locali, dello IOR e infine del profilo che avrebbe dovuto avere il futuro Pontefice in considerazione di tali problemi.
Le Congregazioni, ottima occasione per aggregare consenso nelle riunioni del mattino e del pomeriggio, rinfocolano i temi che i porporati hanno discusso la sera precedente, a cena coi vari amici romani. È il gioco preferito delle ambasciate di Stati Uniti, Germania, Francia e Regno Unito per ottenere un pontefice quanto più possibile attagliato alle loro politiche. Questa volta i diplomatici e i mestatori più o meno diplomatici sono stati spiazzati tutti dalla lobby romana dei giornalisti di 30Giorni, il mensile ora chiuso, diretto fino a poco tempo fa da Giulio Andreotti e dal suo braccio destro, Giovanni Cubeddu.
Il lavorio della cerchia di 30Giorni ha tagliato ogni possibilità alle ambasciate. In quanto a quella statunitense, aveva già fatto tutto da sola, esclusasi da ogni possibilità di influire sul Conclave, grazie agli intrighi grossolani d’un noto agente statunitese e di un giornalista italiano, per far dimettere papa Benedetto XVI.
Papa Francesco ha dedicato la prima telefonata da Vescovo di Roma a Stefania Falasca e Gianni Valente, suoi amici e discepoli oltre che esponenti di primo livello della cerchia di 30Giorni. Altri eminenti di tale cerchia sono pure Andrea Tornielli, vaticanista de La Stampa e Lucio Brunelli del Tg2, la porzione “romana”, diciamo così, di Comunione e Liberazione, beneficiata dalle telefonate di Bergoglio. Il loro attivismo pro-Bergoglio non abbe successo alle elezioni precedenti, quando fu incoronato Ratzinger; il primate argentino rifiutò di contrapporsi a Ratzinger, come invece avrebbe voluto Carlo Maria Martini, arcivescovo di Milano.
I CL romani hanno mosso tutte le conoscenze costruite in anni di contatti coi porporati di tutto il mondo, favoriti pure dal lavorio compiuto sin dal 2005. I vertici ufficiali di Comunione e Liberazione sono stati volutamente silenti, consapevoli dell’ostilità di molti porporati italiani verso CL e verso il cardinale di Milano, Angelo Scola.
Quanti hanno pertanto visto una sconfitta dei ciellini nella mancata elezione di Scola, non hanno tenuto conto che Bergoglio – grande estimatore di don Giussani – è stato salutato come il “nostro candidato” dalla importante fetta di CL che dà sostanza a politiche terzomondiste, attraverso il sistema di imprese “La Cascina”, da sempre intrecciando rapporti con l’Olp (oggi ANP) e più recentemente con la Cina. La polemica sotto traccia tra il gruppo romano e la dirigenza del movimento di CL, che fa capo a don Julian Carron, è alimentata anche dalle differenti strategie per fronteggiare le persecuzioni anticattoliche di Pechino. Il gruppo romano di CL è accusato di arrendevolezza verso la pretesa di Pechino di controllare la nomina dei vescovi cattolici, come si può leggere nell’articolo dell’indomito cardinale cinese Joseph Zen.
Da Roma restituiscono le critiche inarcando il sopracciglio ogni volta che si nomina Roberto Formigoni, governatore uscente della Lombardia e forse causa principale del cammino senza speranza di Scola verso il Sacro Soglio.
Quale sarà l’inclinazione di papa Francesco? A ben vedere, il Papa non è mai come lo vorrebbero i suoi grandi elettori. D’altro canto, l’abbraccio e il calore del pellegrinaggio, guidato nei giorni corsi in San Pietro dal cardinale Scola coi fedeli ambrosiani, dimostra che il desiderio di unità prevale sulle ragioni delle divisioni. Rimangono tuttavia le questioni importanti e ancora insolute, discusse nelle congregazioni pre Conclave. Il primo passo concreto sarà la nomina del prossimo cardinale segretario di Stato, pietra d’angolo della politica vaticana del prossimo ventennio. Vi sono molte incertezze circa il nome che papa Francesco ha in mente per il successore di Tarcisio Bertone. La nomina avverrà entro questo mese; forse sarà annunciata il 21 aprile durante la solenne cerimonia dell’Ordinazione presbiteriale.
Nel frattempo papa Francesco non tornerà negli appartamenti pontifici prima che la Curia vaticana sia ridisegnata.
Il suo permanere a Santa Marta – due stanze ben al sicuro da orecchie e occhi indiscreti – spande intanto nervosismo fra quanti (cinesi, inglesi, americani, russi, francesi e tedeschi) s’erano abituati a posizionare i microfoni direzionali verso le finestre papali, dalle quali oggi ascoltano solo gli accenti preoccupati dei monsignori in procinto di partire per destinazioni tanto ignote quanto lontane da piazza San Pietro.
Intanto serpeggia il malumore fra i porporati che occupano appartamenti principeschi in Vaticano, giustapposti alle due stanze con bagno che papa Francesco occupa in Santa Marta. Difficile simulare indifferenza, continuando a godere di agi principeschi, mentre il pontefice s’accontenta d’una sobria, molto sobria sistemazione.
Il malumore è tanto più acuto in quanto gran parte dei monsignori di Curia, occupando appartamenti principeschi al pari se non più di quelli cardinalizi e tuttavia esterni alle Sacre Mura, passano inosservati e hanno buone probabilità di preservare la propria piccola reggia. Fra i porporati si vocifera d’un monsignore, meglio noto come “Jessica”, che vive in una villa stralussuosa sull’Appia antica.

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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2 risposte a Papa Francesco, una vittoria di CL

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