Ditemi Cosa Voglio – di E.Paoloni

david10Se hai ben presente un’alternativa desiderabile puoi sopportare qualsiasi situazione. Un desiderio, un sogno, un’aspettativa, uno scenario auspicabile e puoi reggere anche un lager. Non un’utopia, ovviamente, ma qualcosa di plausibile, per quanto di difficilissima realizzazione. Come dire: domani mi sveglio e finalmente hanno fatto un governo. Anzi mi sveglio e, per fortuna non hanno fatto il governo. Domani mi sveglio e hanno fatto Presidente del Consiglio Papa Francesco. Anzi il mio idraulico. No, è onesto ma non ha esperienza. Meglio uno con tanta esperienza ma che non sia un politico e che sappia fare la carbonara. In questi giorni invece andiamo a letto senza sapere cosa sperare.

Tuoniamo contro Prodi perché precipitò il paese nel baratro con premeditazione ma avremmo dovuto desiderare che fosse votato, così l’inciucio non si sarebbe fatto e avremmo dovuto votare di nuovo (o forse tenerci Monti in prorogatio per un paio d’anni). O avremmo dovuto fare il tifo per Marini, così l’inciucio si sarebbe fatto, e la macelleria seguente avrebbe fatto implodere il pidimenoelle o esplodere il paese. Ma il paese forse sarebbe esploso anche con Prodi e senza l’inciucio. Adesso schifiamo Napolitano ma anche le sue imposizioni potrebbero far esplodere le contraddizioni. Forse dovremmo benedirlo. Siamo al punto che una figura accettabile, addirittura stimabile, designata alla Presidenza della Repubblica o a quella del Consiglio ci fa inviperire perché costituirebbe un mascheramento, una foglia di fico. Più rispettabile è il candidato più ci incazziamo, perché procrastina la palingenesi. Grillo infatti è aborrito perché incanala la rabbia invece di lasciarla esplodere.

esplodereMa questo paese può esplodere? Non è mai successo, in realtà. Le rivolte di popolo sono sempre state isolate, cittadine o regionali, e non hanno mai avuto successo. Tutti gli stravolgimenti sono stati attuati da eserciti stranieri – piemontese compreso – o da truppe locali protette da cannoniere altrui. Il fascismo soltanto appare come una convulsione autarchica.

Compulsando blog e social mi rendo conto che sul web il disgusto è generale. La prospettiva è sempre molto ampia: quasi nessuno si impantana nel teatrino della politica ‘interna’ anzi ogni volta che si nomina qualche politico si citano i suoi referenti esterni.

C’è discordanza sulla gerarchia dei poteri, questo sì: se il nostro paese sia succube di invisibili gnomi o di burocrati europei, della cancelliera o delle banche, di organismi massonici o, molto semplicemente, degli Stati Uniti, che sono unanimemente considerati gli azionisti di maggioranza dei nostri quaquaraqua. Ma anche qui c’è da sceverare con molta sottigliezza perché quel paese non è affatto monolitico come sembra e quindi i vari organismi citati, Aspen, Bilderberg , Trilaterale, Goldman Sachs, si contrappongono anche all’interno del nostro paese, dato che, per dirne una, i gruppi industriali non sempre hanno gli stessi interessi di quelli finanziari.

Tutti però, nessuno escluso, comprendono che le imposizioni europee e atlantiche ci stanno portando alla rovina e che l’unico modo di salvarsi è di scagliarsi con forza contro i patti leonini.

Il fatto è che non si intravede nessuna personalità con caratteristiche adatte a sostenere cotanto scontro. Però la situazione è fluida e, si dice, all’interno di un forte sconvolgimento qualche condottiero si affermerebbe senza meno.

Cosa leggiamo, sostanzialmente, sui blog e soprattutto sui brevi post e commenti dielio facebook? Disgusto verso gli italiani, che continuano a sperare nel voto e a illudersi che il cambiamento possa venire dai 5S invece di prendere i forconi e far fuori tutti. Come se gli italiani fossero solo gli altri.

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Questa esortazione alla palingenesi assomiglia molto all’italianissimo evergreen armiamoci e partite: tutti se ne stanno incollati alla tastiera aspettando che il popolano, disperato, prenda il forcone, la roncola o la statuetta della torre Eiffel. Finora quelli davvero disperati li ho visti impiccarsi. Da soli, di nascosto. Senza neppure la forza di portarsi appresso qualcuno che almeno simboleggiasse i poteri che lo hanno maciullato.

Da cristiano dovrei contemplare con orrore l’idea del sangue che scorre. Mentirei però se non confessassi che un paio di facce le ridurrei volentieri a maschere di sangue. Ma si può coricarsi con questo desiderio? Serve solo ad ammalarsi. Qualcuno mi suggerisca, ve ne prego, cosa devo sognare stanotte. Qual’è lo scenario che vorrei vedere dispiegarsi domattina davanti agli occhi ancora cisposi.

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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