LA “SCIENZA” BARA – di Dina Nerozzi

Inutili gli scongiuri… Non si è mai sentito tanto parlare di scienza come in questi ultimi tempi: noi seguiamo la scienza, ce lo dice la scienza….ma cosa si intende per scienza?
Scienza: “Insieme delle discipline fondate essenzialmente sull’osservazione, l’esperienza, il calcolo, che hanno per oggetto la natura e gli esseri viventi,  che si avvalgono di linguaggi formalizzati”, secondo la definizione non chiarissima dell’enciclopedia Treccani.
Secondo la più chiara definizione di Merriam Webster la scienza è: “La conoscenza o lo studio del mondo naturale basato su fatti appresi attraverso la sperimentazione e l’osservazione”
Quindi l’essenza dell’agire scientifico è lo studio dei fenomeni naturali, intesi come dato di fatto, effettuato mediante l’osservazione e la sperimentazione. Non sempre e non tutti seguono tale criterio.

E se i fatti non coincidono con le teorie messe in campo dagli scienziati… che accade? Quello che molti ricercatori conoscono bene, perché hanno vissuto l’esperienza in prima persona mote volte: si eliminano i dati che non concordano con la teoria messa in campo e si procede comunque ma a quel punto in mare aperto senza bussola e senza mappe.
Si perché anche se in maniera riluttante bisogna dire che l’abitudine di imbrogliare, tanto in voga in molti settori, non ha risparmiato il mondo della scienza e non da adesso in corso di pandemia da SARS-COVID19.
Chi, tra i ricercatori nell’ambito delle scienze mediche, non ricorda le tavole fraudolente del prof. Haeckel, quelle che dovevano dare al mondo scientifico la dimostrazione della correttezza della teoria darwiniana? Come dimenticare l’uomo di Piltdown, la frode dei primi del 900 che doveva, anch’essa, dimostrare scientificamente la giustezza dell’ipotesi darwiniana e che, per giungere allo scopo si era avvalsa della costruzione di un cranio umano dell’era paleolitica con inserita la mascella di un orango deceduto pochi decenni prima?
Gli uomini di scienza non sono quello che vogliono apparire, soprattutto quando devono perseguire qualche scopo che non sia la pura e semplice ricerca delle leggi della natura. Un tempo le frodi avevano come molla principale l’ambizione personale, oppure motivi ideologici, in seguito, quando la ricerca era finanziata principalmente dagli Stati, la frode si è spostata nel campo dell’interesse sia privato che politico, dal momento in cui la ricerca viene effettuata con il quasi esclusivo sostegno dell’industria farmaceutica quale potrebbe essere lo scopo dell’inganno?
Come sempre chi paga il conto stabilisce le regole, ma questa volta la frode scientifica che è stata perpetrata non ha come fine ultimo il guadagno economico, che comunque c’è stato e anche cospicuo, questa volta la posta in gioco è più alta ed ha come lodevole goal finale il miglioramento del mondo, il “build back better” del World Economic Forum di Davos.
La pandemia da COVID 19 ha come fine ultimo niente di meno che il reset del mondo intero per dare l’avvio alla nuova era del dopo COVID (after Covid AD) con l’intento di dare il ben servito a duemila anni di storia di Cristianesimo; ma, a ben guardare, forse anche questo non basta agli intrepidi ricostruttori dell’umanità, quello che vogliono in realtà è abbattere anche l’idea che possa esistere un Dio che possa contrastare la loro volontà di ricostruire meglio…. ci sia consentito di dubitare che la storia finirà come preventivato dai multimiliardari “benefattori” dell’umanità e dai loro “scienziati” di riferimento.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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7 risposte a LA “SCIENZA” BARA – di Dina Nerozzi

  1. Roberto scrive:

    Gli uomini di scienza non sono quello che vogliono apparire, soprattutto quando devono perseguire qualche scopo…..
    È vero…ma non solo gli uomini di scienza….
    Il degrado morale è generale.
    Immaginate in un mondo sano, probo, intelligente se questa pazzia del covid (dalla sua sintesi in laboratorio alle follie anticostituzionali) sarebbe mai stata possibile.
    Io lo chiamo il trionfo dell’entropia.
    Il fatto che il disordine di un sistema, se non viene introdotta energia ( magari “morale”), tende a raggiungere il massimo con la distruzione finale del sistema.
    Mi dispiace usare una legge della termodinamica per “fotografare” la situazione umana….ma sono ancora esseri umani codesti ?

    • Piero Laporta scrive:

      Grazie. Questo disordine metascientifico, già costato disordine economico e innumerevoli vite, potrà causare perdite ulteriori e smisurate. Non per questo ha la capacità/possibilità di una distruzione universale. Il male divora se stesso, disse san GPII, offrendone una prova. Confido possiamo assistere a un’altra.

  2. Livio scrive:

    È proprio questo il problema. La scienza ha abbandonato i propri protocolli e i propri metodi ed è diventata tecnologia. Abbandonata la logica propria, è diventata strumento del primo che passa, asservendo ad esso dei fini che non le sono propri. Ne è conseguita l’eterogenesi dei fini. E ne stiamo patendo tutti le conseguenze. Livio

  3. Dina scrive:

    Nemmeno io sono esperta di teorie teologiche avendo svolto l’, attività di ricercatore nel campo della medicina tutta la vita. È vero che prima si parte da una ipotesi che dovrà essere verificata in parte per diventare teoria e approdare al rango di verità scientifica solo quando saranno chiari i meccanismi che governano un dato fenomeno.
    Di anima mi intendo ancora meno ma le posso dire che i guai del mondo scientifico sono nati proprio quando si è voluto abbinare alla scienza (conoscenza del mondo naturale) la tecnologia ovvero il ritorno economico derivante da una scoperta scientifica, che in sé non è da rigettare a meno che non si pieghi la conoscenza scientifica al risultato economico che di intende conseguire.
    Nel momento attuale un virus che produce una sintomatologia che non è molto lontana da una influenza non ha bisogno di un vaccino dato che basta e avanza a governare la situazione il sistema immunitario perfezionatosi nel corso di milioni di anni di evoluzione…..dentro la specie bene inteso perché i guai sono nati quando hanno cercato di imporre l’evoluzionismo darwiniano che, bisogna dirlo, è una pseudoscienza dato che nessuno è mai riuscito a dimostrare “scientificamente” la veridicità di quanto sostenuto.
    Mi dispiace ma la secolarizzazione che avrebbe dovuto eliminare i dogmi religiosi è riuscita a fare peggio della religione perché almeno era basata sulla realta’ dell’essere umano, salvo ipotizzare un aldilà difficile da dimostrare con il metodo scientifico.
    Se facciamo l’elenco delle frodi perpetrate dagli scienziati asserviti al potere la lista sarebbe molto lunga; basta ricordare le famigerate leggi razziali, anche quelle erano scientificamente provate….

  4. luciano prando scrive:

    gentile signora nerozzi, non sono molto esperto di teorie teologiche, ma mi sembra che le sue argomentazioni anti-scientifiche presentino dei salti logici: per prima cosa la scienza si basa su “ipotesi” da provare sperimentalmente e non su teorie, poi, come in tutte le cose del mondo c’è chi bara ma non se ne può dedurre che tutti barano, lei, a quanto appare è cattolica, cosa direbbe se sostenessi, dato che alcuni preti barano, che la chiesa bara? ripeto non sono esperto di teologia, ma accusare la scienza complotti per negare Dio chissà per quale cattiveria? la scienza è per definizione agnostica….evoluzione o non evoluzione per il cattolicesimo la differenza tra umanità e resto del mondo è l’anima, cioè un entità spirituale non materiale, come quella evoluzionista che misura le differenze di abilità….oggi poi scienza e tecnologia coincidono, se una scoperta non funzione o non serve viene abbandonata, sempre tenendo presente che esisteranno sempre, a scopo di profitto, i venditori di unguente di araba fenice…..se si vuole tentare il recupero di influenza per la chiesa cattolica, mi sembrerebbe utile non lasciare i sentieri della logica che rimane uno dei doni più preziosi che Dio o la natura ha fatto alla razza umana

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