Bergoglio microfono del suo IO

Bergoglio microfono di IOBergoglio ondivago più che mai. Cancellate con un “pugno in faccia” le omelie sulla Misericordia

Bergoglio ondivago più che mai. Cancellate con un “pugno in faccia” le omelie sulla Misericordia, nessuno ha compreso, probabilmente neppure lui, quando e come la morale cattolica debba lasciare il passo alla boxe da strada e a che punto “fermarsi” davanti alle stragi. La passività predicata da Bergoglio fra le nuvole, poco tempo addietro, mentre sorvolava giulivo il gregge scannato nel deserto di Ninive, è repentinamente mutata in azione dopo la strage di Parigi: «Qualunque possa esserne la motivazione, la violenza omicida è abominevole, non è mai giustificabile» esortando tutti a «opporsi con ogni mezzo al diffondersi dell’odio e di ogni forma di violenza, fisica e morale, che distrugge la vita umana, viola la dignità delle persone, mina radicalmente il bene fondamentale della convivenza pacifica fra le persone e i popoli, nonostante le differenze di nazionalità, religione e cultura».[cryout-pullquote align=”right” textalign=”left” width=”33%”]“Non Praevalebunt” sacra profezia non vanificabile da un tango[/cryout-pullquote]
Violenza omicida abominevole? Fermarla con ogni mezzo? Come mai l’improvvisa tempesta di testosterone per pochi morti ammazzati nel cuore laicista dell’Europa, dopo aver asperso cloroformio nelle coscienze cristiane per migliaia e migliaia di fedeli scannati? 
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[/cryout-pullquote]Da Facebook :«Dopo i pugni, i conigli e i calci nel sedere, parrebbe confermato che il problema è l’aereo. Forse è una banale questione di fuso orario, o di ossigenazione del sangue in alta quota. Comunque è proprio qui che dovrebbe emergere il ruolo e la secolare importanza della Curia, di padre Lombardi, dei medici pontifici. Basterebbe un po’ di attenzione nella gestione dei viaggi. Altrimenti davvero rischiamo che alla prossima ci si ritrovi a dover gestire il discorso della lepre marzolina e della gatta in calore».
Forse l’aereo è la causa scatenante, la vulnerabilità lecitamente sospettabile è tuttavia un narcisismo istrionico e senza freni, che fa di Bergoglio il microfono del suo io.
Va bene, nessuno è perfetto. Non vale tuttavia preoccuparsi più del dovuto. Questo è il Papa che meritiamo, dopo aver trattato come ben sappiamo giganti della Chiesa del calibro di S.S. Pio XII di venerata memoria, San Giovanni Paolo II, infine il mite e straordinario Benedetto XVI.
Fino all’ultimo conclave la Chiesa poteva vantare l’eccellenza della sua leadership, tale da farla svettare su ogni altra istituzione terrena; oggi essa scivola verso l’ordinarietà del mondo.
Inutile darsi pena. I cattolici che sinceramente trepidano per la Chiesa, sanno che non è obbligatorio che il Papa sia una vetta della Fede, della politica e neppure nel novero dei governanti. Anzi, vi furono pontefici che potrebbero ben figurare nella storia del malaffare, eppure il loro pontificato si risolse in un vantaggio per il Sacro Soglio. “Non Praevalebunt” è una sacra profezia non vanificabile da un tango.
Nel 1801, Ercole Consalvi, cardinale segretario di Stato, concluse un concordato con Napoleone, il quale, illudendosi di piegare il porporato durante i negoziati alquanto duri, minacciò di distruggere la Chiesa, per sentirsi rispondere con serafica leggerezza: «Maestà imperiale, non ci siamo riusciti noi…» Neppure Bergoglio e i suoi fratelli ci riusciranno.

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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9 risposte a Bergoglio microfono del suo IO

  1. oscar scrive:

    Non posso che sottoscrivere tutto delle tue riflessioni!
    Per quante flebo di fede un cristiano si possa fare “il soglio” ha da sempre (come giustamente hai sottolineato) evidenziato la sua schietta secolarità e storicità, contro il suo stesso esistere come pretesa trascendente. Non penso che sia la modernità, e “chi” si sforza di interpretarla, la causa della decadenza dei valori religiosi. Tuttavia i papi hanno fatto e fanno la storia, non solo della chiesa. Che ci piaccia o no.
    Dunque è vero: non prevarranno perché la vera forza della Chiesa rimangono i fedeli.

  2. Fedro scrive:

    Certo, Antonio (grazie, Piero). Sai come diceva e faceva scrivere Don Orione?

    “Ave Maria. E avanti!”

  3. Fedro scrive:

    Che ti dico sempre? In alto i cuori.
    Il Papa e’ più o meno come il Giacinto detto Marco?
    Facciano penitenza i signori cardinali che lo hanno votato.
    La Provvidenza saprà trovare la strada per far tornare la Chiesa a prima che, col Vaticano II, i “falsi miti di progresso”‘ (e i loro falsi profeti), la invadessero.

  4. massimo trevia scrive:

    grazie soprattutto per questo articolo.per sdrammatizzare:”le porte degli inferi non prevarranno….anche grazie a piero la porta”!

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