Business per Tutti, con Profughi e Accoglienza

Profughi? Accoglienza? Lo zelo umanitario nelle acque territoriali libiche fa velo al business  sporco, del quale si sa quasi tutto, sebbene si faccia poco per contrastarlo. Non è detto tuttavia che i business legali siano meno torbidi e profittevoli.

A Tripoli circola una battuta: «Non mandate i bambini a giocare sulla spiaggia perché i soccorritori italiani ve li portano via». Gli ambasciatori in Italia dei paesi della UE vanno segnalando ai propri governi non solo le speculazioni intorno ai 40 euro di contributo statale per ogni immigrato, ma anche la procedura di richiesta d’asilo che spalanca la porta della UE.

Ogni immigrato, mettendo piede sul suolo italiano, trova “assistenti volontari”, pronti a indirizzarlo verso un ufficio legale, per essere guidato nella richiesta di asilo.

Se l’immigrato arriva da una zona di guerra, il problema è semplice: ha diritto allo status di rifugiato. E se non arriva da una zona di guerra? Niente paura, il rimedio si trova. Per esempio, se proviene da un paese dove l’omosessualità è malvista, può dichiararsi omosessuale. Il funzionario preposto alla concessione di asilo respinge la domanda? Poco male, anzi meglio, come vedremo. Il chiedente asilo, attraverso la benemerita associazione di volontari, chiede di andare davanti al giudice.

Anzi, più numerose e pesanti sono le difficoltà e più le cause vengono prese a cuore. Cosicché il giudice procede e designa un avvocato d’ufficio. Il quale, quando si dice la coincidenza, molto spesso è in qualche modo connesso con la benemerita associazione di volontari che ha preso in consegna il chiedente asilo.

Chi decide, fra i soccorritori, qual è la benemerita associazione di volontari che si fa carico del nostro chiedente asilo e del business che segue? Anche questa risposta è da indagare.

Designato l’avvocato d’ufficio, cominciata la causa, il giudice accoglie o respinge le ragioni dell’avvocato. Se respinge, per taluni è meglio. L’avvocato infatti potrà ricorrere in appello e poi persino in Cassazione. Le spese legali per il chiedente asilo? Tutto gratis; per lui, non per il contribuente italiano.

Magari vi direte: «Quanto vuoi che costi una procedura d’ufficio, per un processo così semplice!?!» In effetti dovrebbe costare molto poco. D’altronde è lecito presumere che le benemerite associazioni di volontari e i loro legali lavorino gratis per assicurare l’asilo a quegli sventurati. Forse per taluni è così, in molti altri casi gli avvocati d’ufficio ricevono parcelle di migliaia di euro per ciascun procedimento. Quanto dura un’udienza tipo per la richiesta di asilo? Alcuni minuti, al più un’ora. E non dite più che la giustizia italiana è lenta. Facile tuttavia immaginare che cosa accade al conto bancario dell’avvocato d’ufficio quando in un solo giorno assiste sei, sette… dieci e più chiedenti asilo.

Chi stabilisce l’ammontare della parcella dell’avvocato d’ufficio? Il giudice, com’è stabilito dalla legge.

Ricoperto da una pioggia d’oro, l’avvocato d’ufficio sarà riconoscente al giudice che ha definito la sua parcella? Non si può escluderlo. Sarà pure riconoscente alla benemerita associazione di volontari, grazie ai business della quale egli ha trovato decine e decine da assistere fra i chiedenti asilo. La benemerita associazione di volontari, a sua volta, è riconoscente alla macchina dei soccorsi che le ha assegnato quei chiedenti asilo i business conseguenti.

Come si manifesta questa commovente catena di riconoscenza? Questa risposta è all’attenzione delle ambasciate dei paesi UE, quelli ai quali sollecitiamo aiuti economici e accoglienza per i chiedenti asilo che andiamo a prendere sulle coste libiche. Poi ci scandalizziamo che facciano orecchio da mercante. Dopo tutto il business è solo nostro, non loro.

Avete presente l’ultimo decreto del governo sull’immigrazione, quello che fissa un unico grado di giudizio per la concessione o il rifiuto dell’asilo? Si accettano scommesse: sarà impugnato da avvocati e giudici per incostituzionalità e, se mai fosse sfavorevole il giudizio della Corte Costituzionale, sarà impugnato davanti alla Corte Europea per i Diritti dell’Uomo, dalle Ong, dalla Caritas e dalle coop. Che cosa non si fa per disinteressato amore dei diritti umani.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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3 risposte a Business per Tutti, con Profughi e Accoglienza

  1. Alessandro Gentili scrive:

    Tutte le situazioni che stanno emergendo, dopo le dichiarazioni del Procuratore Capo della Repubblica di Catania -una delle procure più importanti di Italia!!! – mettono a nudo una realtà allucinante, di cui tutti gli organi dello Stato, Governo in primis, sono perfettamente a conoscenza da molto tempo: collusi, criminali, irresponsabili, farabutti, della peggiore risma.
    Tanto chiasso per delle affermazioni di un Magistrato serio, costretto dal muro di gomma della politica e del Governo, a parlare in TV; l’unico modo per dire basta ad una realtà ributtante!
    Siamo l’unico paese in Europa che vuole a tutti i costi salvare il mondo intero, a partire dai migranti africani.
    Siamo incapaci di avere una nostra politica estera e subiamo le politiche estere di tutti gli altri: Francia, UK, USA, ecc. ecc.
    Tutti ci prendono a calci sui denti (sui coglioni rende meglio l’idea) e noi sorridiamo e ringraziamo! Ci vogliono cacciare dalla Libia per prendersi il loro petrolio e noi andiamo a bombardare la Libia; ci fanno entrare a far parte di una organizzazione come Frontex e noi permettiamo alle navi degli altri stati di portare i migranti da loro “salvati” nei nostri porti, Malta tratta Male i pochi migranti accolti e viene esclusa automaticamente dal novero dei paesi dove i migranti salvati possono essere sbarcati; la convenzione di Amsterdam fissa obblighi per tutti i paesi che si affacciano sul Mediterraneo ma noi vogliamo l’esclusiva!
    E’ la fiera della follia o l’esecuzione di un lucido piano criminale. . .
    Apprendiamo ora che Zuccaro le notizie che ha,
    le ha avute dai servizi segreti di mezza Europa, dove tutti sanno.
    Apprendiamo che il nostro servizio segreto, l’AISE, tesse rapporti con il Generale Haftar perchè trattare con il cd governo di tripoli è tempo perso, perché a Tripoli non governa nessuno!
    Sappiamo che il governo fantasma di Tripoli ci sta riempiendo di profughi perché noi non manteniamo le promesse fatte per aiuti economici e militari concordati.
    Sappiamo troppo, ma non facciamo niente, anzi facciamo finta di nulla!
    Siamo impegnati con quella scemenza delle primarie del PD: noi dipendiamo dal voto fantasioso di 2.000.000 di persone, immigrati compresi (?), per decidere il destino di un paese che ha 60.000.000 di cittadini!
    Ma chi cazzo sono questi 2 milioni di coglioni che pensano di condizionare tutta
    l’Italia? Il fatto è che i veri coglioni sono i 58 milioni che li stanno a sentire e si fanno condizionare da quattro fanfaroni, esperti in truffe e ladrocinii!
    Che desolazione, che disperazione!

  2. oscar scrive:

    Bravo Piero!
    Tutti sanno e tutti si turano il naso.
    L’italiano paga le medicine? L’immigrato no!
    I genitori italiani pagano le tasse per far studiare i propri figli? I c.d. “minorenni” immigrati no. E poi finiamola con questa ipocrisia: Chiamiamo le cose con il loro nome.Il non rifugiato è un clandestino messo a carico – di fatto a vita (e non solo per due anni come dicono – dei contribuenti italiani, che contestualmente si vedono vieppiù privati di servizi prima gratuiti di diritto e che adesso devono pagare a copertura di quanto gratuitamente viene elargito a queste orde di clandestini nullafacenti. Tutto ciò è conseguenziale, la coperta è corta e le varie leggi “salva Italia” (… che eufemismo)se salvano i clandestini non possono contemporaneamente salvare gli italiani. Forse che si organizzano corsi a questi baldi giovani – perché di questi si tratta e non di famiglie che scappano dalle guerre (queste sono una assai esigua minoranza) per formarli ad un mestiere utile all’inserimento nel nostro sistema economico, per insegnargli educazione civica ,italiano e principi di igiene e sanità? No!
    E’ possibile invece che paghiamo una pensione anche ai loro parenti se ultrasessantacinquenni o invalidi e chiamati nel nostro paese per ricongiungimento familiare. A cosa mira tutto questo? Dove porta?
    La risposta è una sola: alla completa disarticolazione del nostro sistema economico.

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