EXPO: no hitech per app TPL

 EXPO: no hitech per app TPLEXPO Milano no innovazione per informazioni su TPL,  volantini di carta. Roma: il Campidoglio apre agli sviluppatori per creare app “a prova di futuro”. 

Giovedì 16 aprile, il treno mi lascia a Milano Porta Garibaldi. Mancano due settimane a Expo 2015: vorrei vedere a che punto è. Non trovo però una sola indicazione interattiva per arrivarci. Ho un dubbio. Scendo nel cuore di Milano, a piazza Duomo. Qui troverò quanto cerco, ne sono sicuro. Non è così. Chiedo a un vigile quale sia l’app per Expo; mi guarda come accadde a Totò e Peppino, ma egli non sa che le parti sono invertite. Nel metro trovo un volantino – carta carta carta – che in penultima pagina suggerisce l’app di Atm per costruirmi l’itinerario sino a Expo. Open data nel Trasporto Pubblico Locale (Tpl) meneghino? Zero.
[cryout-pullquote align=”right” textalign=”justify” width=”33%”]Roma è tra le capitali mondiali, mentre a dispetto di Expo, la meneghina Atm presidia i suoi dati, nella trincea di quanti rimpiangono dazi doganali e frontiere blindate.[/cryout-pullquote]
A Roma ho programmato il mio itinerario sino alla stazione Tiburtina con una delle tante app che consentono l’interattività col Tpl. Roma applica l’Open data nel Tpl oramai da mesi e, al contrario di Milano, offre open data agli sviluppatori. È una bella sorpresa, guardando dal Colosseo; pessima all’ombra del cantiere Expo.
Queste colonne punzecchiarono Gianni Alemanno per le sue promesse mancate: “semafori intelligenti” e “traffico snellito”. L’agenzia della mobilità capitolina a quel tempo – come quella meneghina oggi – non concesse alcuna informazione agli sviluppatori di app per scegliere percorsi, mezzi e orari. Il management della mobilità romana presidiava i dati come un feudo, nel quale tuttavia prevaleva la terra incolta piuttosto che quella coltivata.
Arrivato Ignazio Marino, Roma in pochi mesi ha fatto progressi davvero notevoli. L’altra capitale, Milano, invece è al palo, nonostante EXPO.

la mappa NON interattiva del TPL di EXPO

la mappa NON interattiva del TPL milanese sul sito  EXPO

Da oggi, aprendosi le porte di Expo, l’Italia è nell’occhio del mondo. Non di meno, Milano ed Expo condividono dati insignificanti sul sito istituzionale del comune  e su quello della mostra, il quale ultimo precipita nell’involontario grottesco alla pagina “come-raggiungere-il-sito-espositivo”, parandosi sullo schermo un pomposo manifesto come usava negli anni ottanta (mezzo secolo fa) sulle pareti della metro di Londra, con le celeberrime mappe dalle linee colorate, imitate in tutto il mondo; imitate anche da Expo 2015 ma non interattive; da non crederci. Porti il cursore su “Expo” e t’aspetti l’esplosione d’una serie di query a informare come andare qui e là. C’è un’unica banda interattiva, “acquista il tuo biglietto”, ruffianeggia “se lo acquisti ora risparmi sino al 20% del biglietto”; la lascio al suo destino petulante.
Atm non condivide alcun dato sulla mobilità. Occorre chiedersi se i manager di Expo e Atm comprendano quanto siano inadeguate le loro pagine web; se comprendano come si sentono gli operatori professionali che googlano Expo a Tokio e Toronto, senza escludere disagi a Mombasa.
Sembra incredibile, ma a Roma invece la situazione è migliorata – a Roma – al di là d’ogni previsione e migliorerà ancora. Per comprendere come e quanto, facciamo un passo indietro. A metà dicembre un Hackaton, sponsorizzato da Agenzia della mobilità, Ferrovie Italiane e Luiss, incoraggiò gli sviluppatori a produrre app sulla mobilità romana.
“L’Agenzia per la Mobilità di Roma – promise in quell’occasione il neo-presidente Carlo Maria Medaglia – organizzerà periodicamente degli Hackathon, tecnicamente maratone per sviluppatori, alla ricerca dell’ultima innovazione in tema di servizi tecnologici alla mobilità”.
Medaglia, chiamato a governare l’agenzia può vantarsi d’aver mutato il panorama open data del Tpl romano.
Il team tecnico, diretto da Luca Allulli e Marco Cagnoli, porge open data a terze parti – dal gigante Google fino agli sviluppatori legati al territorio – aprendo a servizi aggiuntivi sulla base di tempi, percorsi e posizione dei vettori. Questo significa “traffico intelligente”.
C’era ancora un neo. Durante l’ Hackaton di dicembre Fabrizio Bartolomucci, curatore dell’app In Arrivo, era alquanto seccato poiché poteva accedere ai dati della metro di Londra ma non di quella di Roma. Ne chiese conto direttamente a Medaglia. Dapprima sorpreso, il neo presidente si chetò quando gli sussurrarono che i dati della metro romana erano presidiati da Atac. Egli tuttavia non è stato con le mani in mano; a marzo, nel corso del follow-up dell’Hackaton, Marco Cagnoli ha annunciato la disponibilità dei dati della metro capitolina per la prossima estate. Cagnoli ha aggiunto – e speriamo che sia udito forte e chiaro a Milano – che l’agenzia della mobilità romana è concentrata sul sostegno agli sviluppatori, piuttosto che presidiare il monopolio delle informazioni di un’app. Così Roma è tra le capitali mondiali, mentre a dispetto di Expo, la meneghina Atm presidia i suoi dati, nella trincea di quanti rimpiangono dazi doganali e frontiere blindate.

Pubblicato sul Corriere delle Comunicazioni col titolo: App per i trasporti, Roma batte Milano

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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