Inaugurazione EXPO: chi ben comincia

INAUGURAZIONE EXPOInaugurazione EXPO gradevole e ben organizzata. Le banalità retoriche di Pisapia e Maroni. Renzi svetta pure su Bergoglio.

Bel colpo d’occhio in televisione durante la cerimonia di inaugurazione di EXPO; tutto gradevole, come lo scenario e i vari momenti, ben sincronizzati e dai contenuti ripuliti dalle scorie retoriche usualmente presenti in queste circostanze, tutto molto piacevole ed elegante, tranne che due insopportabili episodi; ne diremo più avanti.
[cryout-pullquote align=”left” textalign=”justify” width=”33%”]Matteo Renzi è stato mattatore dopo due catastrofi oratorie, di pessima qualità nei contenuti e ancor peggiore la pedante e monotona lettura: Giuliano Pisapia e Roberto Maroni[/cryout-pullquote]Indovinata l’idea di introdurre l’Inno nazionale con la tromba solista della fanfara dei Carabinieri, così dando la giusta solennità senza tuttavia gravare più di tanto, proseguendo con le voci di quattro cori: uno di bambini, i Piccoli Cantori di Milano, diretti da Stefano Barzan, i rimanenti tre rispettivamente “Coro Brianza”, “Coro Il Rifugio Città di Seregno” e “Coro S. Ilario” di Rovereto.
L’armonizzazione corale del “Canto degli Italiani” (titolo originale dell’Inno) del maestro Barzan ha rimediato al consueto umpapà di tromboni e grancassa, inevitabile se l’esecuzione fosse stata affidata alla pur brillante fanfara dell’Arma. D’altronde fatta la scelta d’alleggerire la solennità affidandosi ai cori, uno dei quali di bambini, anche la modifica della strofa finale in “siam pronti alla vita”, era più coerente nelle voci squillanti dei cento bambini, piuttosto di un “siam pronti alla morte” che avrebbe fatto fare gli scongiuri a piccoli e grandi.
Alleggerendo alleggerendo, la scelta di Sergio Mattarella di disertare l’inaugurazione EXPO è stata felice. C’era Napolitano, ma la perfezione non è di questo mondo e dopo tutto ha taciuto. Se invece vi fosse stato anche Mattarella, sarebbe stato necessariamente l’ultimo a parlare, dato il suo rango. Questo avrebbe squilibrato l’inaugurazione, mettendo Renzi in ombra. Cosa peggiore tuttavia, sarebbe stata l’oratoria di Mattarella, cadendo sull’uditorio già messo a dura prova da Pisapia e Maroni. Nulla avrebbe potuto, in tal caso, il brio di Matteo Renzi. Questi invece, giocando bene da mattatore, ha finto di parlare a braccio (aveva i tag ben allineati su un foglio che sbirciava di tanto in tanto) ma ha parlato poco, sembrando dire molto, dando a intendere d’essere chiaro senza però dir nulla di eccelso, ma dicendolo molto bene, come fa un bravo oratore e soprattutto in modo che i traduttori in simultanea non impazzissero per trasmettere le sue parole. Per primo aveva parlato Giuseppe Sala, presidente di EXPO, stringato, svolgendo il suo compitino senza danni. E’ stato seguito da due catastrofi oratorie, di pessima qualità nei contenuti e ancor peggiore la pedante e monotona lettura: Giuliano Pisapia, sindaco di Milano , e Roberto Maroni, presidente della regione Lombardia. Se si potesse dare il carcere per un discorso malfatto, avrebbero meritato non meno di venti anni di quello duro. Certamente però i traduttori avrebbero invocato l’ergastolo, per quelle frasi involute, un tubolario retorico, impossibile da tradurre in senso compiuto. Qualcuno ha spiegato ai due che parlavano davanti a una platea internazionale?
Bravo Renzi a catturare l’uditorio e permettersi un’elegante finezza, richiamando l’applauso su Letizia Moratti, colei che, da sindaco di Milano nel 2009, ebbe l’idea di lanciare la candidatura della città a EXPO. Renzi l’ha giustamente ricordato, dedicandole un omaggio e il pubblico ha risposto con un meritatissimo applauso nel quale si poteva avvertire un monito a Pisapia e un rimprovero a chi non aveva saputo portare che due candidati insignificanti a palazzo Marino. L’uno trombato, giustamente trombato, l’altro scelto come il male minore dagli elettori milanesi, i quali, poveretti, non potevano immaginare che la capacità oratoria di Pisapia è di gran lunga migliore di quella amministratva.
Fra i tanti discorsi quello di Bergoglio si è distinto per la consueta ricerca di popolarità senza dire nulla di significativo né in dottrina né in politica. Avrebbe potuto, visto che si parlava di cibo, additare i monopoli e le storture d’un sistema internazionale che altera i prezzi, consolida i monopoli e mortifica la biodiversità. Vi ha fatto un brevissimo cenno, Bergoglio, privo di scienza e conoscenza, offrendo un’omelia da parroco, appena più gradevole dei sergenteschi sproloqui retorici di sindaco e governatore. È preferibile che un papa taccia piuttosto che dica banalità, ma questi è convinto che la domenica delle palme non passi mai.
È stato infine significativo che le forze armate siano state presenti con due componenti: i Carabinieri e l’Aeronautica, cioè tecnologia e prestigio guadagnato sul campo, con buona pace di quanti s’illudono che si possa bluffare senza pagare pegno.
Adesso aspettiamo lo svolgimento della manifestazione, lunga sei mesi, necessariamente obbligata a rispettare le aspettative accese dall’ottima inaugurazione. Se vogliamo trovare un neo, occorre chiedersi se davvero la lirica italiana non abbia altro da offrire che Andrea Bocelli; se così fosse saremmo messi male; nella città della Scala vi sarebbe da temere il peggio.
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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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4 risposte a Inaugurazione EXPO: chi ben comincia

  1. The Best scrive:

    TB. A proposito del successo (futuro) dell’EXPO. ho sentito in TV che per arrivare ad un bilancio di successo, e di pareggio (break even point) occorrera` vendere 24 milioni di biglietti. Allora, dato che la matematica non e` un’opinione, dividendo 24 milioni per 6 mesi si arriva ad una vendida di 4 milioni al mese. Se in media vi sono 30 giorni in un mese, questo mi dice che dovranno essere venduti 133.333 biglietti al giorno, tutti i santi giorni, con altrettanti visitatori ai vari padiglioni. Ti sembra possibile? A me no. Se per l’inaugurazione vi sono state 200 mila persone, come ci si puo` aspettarne 133.000 tutti gli altri giorni per sei mesi? Chi me lo spiega?

  2. Mauro scrive:

    Non ho sentito Bocelli in TV, inconsapevolmente per i motivi che dici tu nelle ultime due righe. Telepatia? E vedo con piacere, nonostante le passate differenze di vedute, che la pensi praticamente in modo uguale a quello che ti ho scritto per sms, ovviamente in modo più stringato. Uno piccolo neo, Renzi ha veramente parlato a braccio (una scaletta pre-preparata di appunti per ricordare i vari punti è pienamente accettabile): purtroppo un gigante rispetto a chi gli sta intorno, clientes (un suo limite) e nemici.

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