La Profezia Finale, per due deuteragonisti

LA PROFEZIA FINALELa Profezia Finale, di Antonio Socci, rilancia il millenarismo, illudendosi d’accattivarsi un gesuita pontefice. Socci, Bergoglio, deuteragonisti in competizione?

Il libro La Profezia Finale m’incuriosì per la “lettera aperta” a Bergoglio. Molti articoli di Antonio Socci sono memorabili. Il più recente su scienza ed esistenza di Dio, è fantastico.
Non mi piacciono invece i suoi ultimi libri, a parte quello profumatissimo su sua figlia. La Profezia Finale è come i precedenti, anzi peggio. Guazza, come gli succede da tempo, nella palude delle profezie, quelle “ufficiali” e quelle “private”, dove tremerebbe un teologo sperimentato. Gli va tuttavia riconosciuto il coraggio, in un mondo cattolico afflitto da codardia e conformismo.
Socci è molto, davvero molto colto, non è tuttavia un teologo. Quand’anche lo fosse, egli usa tesi millenariste per colpire, ieri Tarcisio Bertone, oggi Bergoglio. Secondo Socci costoro, sordi alle profezie – Bergoglio specialmente – portano la Chiesa alla dissoluzione e l’umanità alla fine. La prossima invasione di Roma, la quarta e più rovinosa di tutte, sarà per mano dell’ISIS, il terrorismo islamico. Le precedenti non sono state che assaggi dell’ira di Dio – per mano di lanzichenecchi, piemontesi e tedeschi. 
La Profezia Finale vede nero per il 2017, centenario delle trincee colme di sangue del 1917, previste dalla Madonna (verissimo!), nonché centenario dello scisma luterano.
La Profezia Finale va così fino a pagina 95, per darsi l’abbrivio d’una lettera aperta a Bergoglio nella seconda parte del libro.
A mio modesto parere La Profezia Finale dimentica che per “correggere fraternamente” Bergoglio ve ne sarebbe a iosa per le bizzarrie del gesuita, senza scomodare Maria santissima e una quantità di santi, beati e veggenti.
Le profezie non hanno valore? Tutt’altro. Offerte tuttavia alla maniera di Socci, diventano munizioni per le conventicole di atei e massoni, non pochi dei quali amici e consiglieri di Bergoglio.
Primo. La profezia è diretta a ciascun uomo, che l’accoglie come vuole e come gli è consentito, per convertirsi; uomo per uomo, ciascuno di noi davanti a Dio e alla propria coscienza. Le profezie, i Vangeli, la Dottrina non sono manifesti politici per aggiogare le masse e l’uomo con esse. Quelle pagine, lette e interpretate dalla Chiesa, sono magistero divino per ciascuna coscienza, per ciascun essere umano, per renderlo uomo libero, qui e subito, per poi salvarlo. È questa la radice della civiltà. Come tali quelle pagine non vanno addomesticate agli scopi contingenti, come fanno Socci e… Bergoglio, l’uno deuteragonista dell’altro.
Secondo. Dio non è limitato da alcuna profezia: “Nulla è impossibile a Dio”. È una certezza dalle Sacre Scritture, è anche una stringente esigenza logica, peculiare a chi è Alfa e Omega. Grottesco immaginarLo a giocare col calendario e le profezie vincolanti, scoperte da Socci.
Terzo. Le sofferenze degli uomini non sono causate dall’inosservanza delle profezie, bensì dalla volontà di ciascun uomo, uno per uno, ognuno con le sue possibilità, i suoi peccati, le sue colpe, la sua bontà, le sue fughe davanti al male, ovvero le sue complicità passive e attive, la sua codardia, il suo coraggio, la sua furbizia, la sua nettezza (cfr. inoltre il commento in calce di Marco Pedroni).
Non me ne vogliano gli estimatori di Socci, ma i suoi archetipi risentono di contaminazioni para marxiste, assorbite acriticamente dall’intellighenzia cattolica, specialmente per mano gesuitica, guarda caso.
Socci sa molto bene un fatto, la seconda parte de La Profezia Finale lo testimonia: Bergoglio inganna il gregge su famiglia, aborto, matrimonio, peccato.
Basterebbe questo a Socci per dire senza esitazione: ”Vattene, Bergoglio. Vai altrove e rinchiuditi nel silenzio”. Non lo fa e ne risponde alla sua coscienza.
Un’ultima osservazione sulla prima parte del libro. Non confondiamo le idee alla gente su Islam e ISIS. Quest’ultimo è come i pagliacci delle Brigate Rosse e di Lotta Continua: non sopravvivrebbe un giorno senza i padroni a tergo che forniscono soldi, armi, intelligence e appoggio politico. Socci è abbastanza in età per ricordarlo e fare onore alla verità.
Concludiamo. Bergoglio deve andarsene. Se resta farà bene suo malgrado: egli rimane lì per volontà dello Spirito Santo che ama la Chiesa. Essa nella sua storia millenaria è sopravvissuta a ben peggio.
È sopravvissuta con enormi sofferenze, si dirà. Verissimo, tuttavia il bilancio è sempre positivo: un bambino abortito prega per la sua mamma e per quelli che l’hanno gettato nel forno crematorio. Così ogni martire è una preghiera in più per tutti.
Napoleone, non amava la Chiesa ma ne riconobbe la stupefacente capacità di sopravvivere. Egli ebbe a dire che la prova inconfutabile dell’esistenza di Dio è che l’umanità marcia verso il progresso nonostante la stupidità e la malvagità degli uomini.
Parole, queste, da farmi sentire in profondo disagio, non tuttavia in solitudine finché ci saranno i Socci e i Bergoglio.
Socci ha perso un’ottima occasione, presumendo di fare di Bergoglio il suo deuteragonista. Il gesuita ha mangiato la foglia, rispondendogli con una lettera autografa, rimettendo Socci in coda alla lunga fila dei nuovi laudatores papali, ciascuno al suo posto. Un’operazione mondana da un lato e poco più che commerciale dall’altro. Troppo o troppo poco per le questioni in ballo.
Se fosse solo questo l’effetto de La Profezia Finale, a parte le vendite, sarebbe meglio ricordarsi che siamo nelle mani di Dio, sperando e pregando che non applauda.

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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11 risposte a La Profezia Finale, per due deuteragonisti

  1. Oscar scrive:

    Caro Piero, le profezie si vendono sempre molto bene. La profezia ha il pregio di essere sempre funesta e verificabile a posteriori (con i dovuti adattamenti interpretativi). Hai mai sentito di una profezia, … tipo: “fra un anno cambia il governo, tutti vanno a casa a calci nel s…. . Si instaura nel Paese un regime dei giusti e onesti. Il reddito aumenta per tutti e l’occupazione sale vertiginosamente”. Macché, le statue delle madonne piangono sempre lacrime di sangue, mai di gioia.
    E Socci? Socci s’adegua.
    Chissà se gli era stato profetizzato a Socci che, nel 2004, dopo il flop a RAI 2, si sarebbe avvinto come l’edera alla Scuola di Giornalismo Rai di Perugia. Presidente, vice Presidente e, attualmente DG.
    Gubitosi ha fatto tutto. Serviva un ciellino in sintonia con il governo e con … (hai capito!).
    Teologo? Para marxista? Pro o contro Bergoglio?
    Avrebbe detto Totò: ma mi faccia il piacere …
    Fu allontanato dalla Rai come giornalista per finire dove ho detto. Legge del contrappasso? No, legge delle poltrone!
    Ci sia lasciata ancora una sola libertà. Quella di soppesare liberamente il valore delle persone.
    Bravo Piero hai messo a fuoco molte cose.

  2. massimo trevia scrive:

    io invece ho iniziato a leggere il libro.onore a Socci! Uomo libero e coraggioso.io la penso come lui.ad esempio:ma il papa non ha niente da dire al cardinale Ravasi che,dicendo che si può collaborare con la massoneria di fatto confuta la scomunica della chiesa che afferma il contrario mentre proprio la massoneria dice che con la chiesa si potrebbe collaborare per il bene dell’uomo?tutto ciò è ciò che succede ora ,ma il problema è socci?io non voglio fare lo struzzo….e vivere anestetizzato.per cui,a parte il fatto che ragiono da solo,aspetto sempre gli scritti di socci e di qualsiasi persona libera!

  3. Alessandro Gentili scrive:

    Scrivere libri in modo continuativo e professionale, purtroppo, non è che un modo come un altro di “sbarcare il lunario”: Chi ha scritto un libro sa quanto è facile mettere insieme centinaia di pagine e darle alle stampe. Una buona presentazione (vale mezzo libro), riuscire a farsi “lanciare” da qualcuno e il gioco è fatto. Se poi si scrivono grandiose cazzate, ci si becca qualche querela e si conquista un pezzetto di qualche prima pagina il gioco è fatto e si può campare di rendita. Antonio Socci scrive bene, anche troppo, ma ha scritto e scrive troppo; quando si scrive troppo si finisce per strafare (oh! lui è uno dei tantissimi . . . ). Sappiamo anche che talora chi non sa qualcosa, finisce per insegnarla, quando la si insegna poi è inevitabile scriverne e convincersi di essere un competente, una autorità.
    Bene, veniamo a noi: quello che ci dice Socci può essere in parte vero, in parte inventato come riempitivo delle pagine; quello che sta facendo il Vicario di Cristo pro-tempore è altra cosa. Anche io sono disorientato da questo Papa Francesco, però . . . c’è un però, anzi ce ne sono parecchi. Ho trovato assurde molte delle Sue “uscite” ma ora inizio a pensare che forse sta seguendo una strada difficile, tortuosa, piena di buche e di tornanti che potrebbe però portare ad un traguardo che non ci è dato intravedere. D’altronde, vorrei vedere voi, cari amici, al suo posto. Oggi come oggi, poi, non so se è più difficile fare il Papa o fare il Sindaco di Roma. Voi che ne dite.
    Piero, grazie per i Tuoi contributi, sempre avvincenti.

  4. sigmund scrive:

    Nemmeno io ho letto il libro di Socci e probabilmente non lo leggerò, mi trovo in difficoltà davanti ai veggenti e alle profezie, in breve appartengo alla scuola di San Tommaso.
    Ho comunque la certezza che alla fine questa nuova ventata di follia cesserà e tornerà il ben della ragione a quale prezzo, questo si, Dio solo lo sa.
    Quando si tornerà a guardare a questo periodo buio si dirà: come è potuto accadere? Com’è stato possibile ingannare così massivamente interi popoli? Eppure il male si sta materializzaando sotto i nostri occhi e le persone non riescono a vederlo imbottiti come sono di propaganda, per giunta finanziata da loro stesse senza saperlo.
    Così abbiamo anche la possibilità di capire, oggi, come siano stati possibili gli orrori del passato che a noi sono sembrati inconcepibili eppure si sono verificati.
    Ecco perché appare molto opportuna la precisazione di Piero che dice come la responsabilità, così come la salvazione, non avviene mai in maniera collettiva ma sempre individualmente.

  5. Francesco scrive:

    Basta con questo Socci che per vendere afferma stupidaggini rifacendosi a stupidaggini. Sia modesto, come è la sua limitata conoscenza , e la smetta di volere fare il maestro del Papa, lo storico da strapazzo, il teologo senza avere studiato, il cristiano senza fede.

  6. Pierpaolo Piras scrive:

    Stimo molto Socci per le sue idee e come le scrive.
    Stavolta parla di cose più grandi lui. Argomenta di teologia ma non è un teologo…!Lancia profezie ma non è un profeta…!
    Ovviamente non leggerò questo libro.

  7. Marco Pedroni scrive:

    Caro Piero, articolo condivisibile al 100%, ma richiede a mio avviso un’ulteriore precisazione sul terzo punto: non è tanto la volontà dell’uomo a causarne le sofferenze, quanto la propensione al desiderio, e prima ancora all’accidia che ne è la causa occulta (ed è il tessuto di cui è composto il peccato originale). Desiderio che è manifestazione della propria esistenza e del proprio bisogno di evolvere, ma appunto per questo è soggetto al deterioramento e alla tentazione, e accidia che è quella perenne navigazione nelle tempeste del tempo (passato: ricordi non asciugati, rimpianti, rimorsi, e futuro: ambizioni, paure, desideri) il cui contrario è la preghiera, l’essere qui e adesso in contatto con Dio (pensa alle nostre più comuni preghiere: dacci oggi il nostro pane quotidiano, rimetti a noi i nostri debiti, non ci indurre in tentazione, prega per noi peccatori adesso…il riferimento all’allontanamento del pensiero dal tempo è costante). Aggiungo che vorrei, in tutta umiltà, ricordare al Santo Padre che la “pietas” di Gesù e la commiserazione, spesso pelosa, di alcuni cristiani (…) non sono la stessa cosa, anzi, sono agli antipodi.

  8. stefano rolando scrive:

    ..le profezie lasciano il fianco scoperto come i viaggi nel tempo,ho cercato di seguire quelle di Nostradamus fino a che ho rilevato l’assenza di qualunque allusione a due Papi. Interessante la conclusione di Giorgio Rapanelli,condivido.Come dice la vedova di Almirante le chiese sono sempre più vuote,tranne alcune vecchiette,se non si aggiorna la chiesa rimane tagliata fuori dalle conoscenze moderne visto che non può più scomunicare Galileo ecc.

  9. giorgio rapanelli scrive:

    Non ho letto il libro di Socci e non avrò tempo di leggerlo. Ma quanto scritto da Piero fa presagire una lunga discussione teologica, o qualcosa di simile, di cui non capisco granché. Infatti, io mi chiedo: come mai la Chiesa cattolica sta perdendo terreno giorno dopo giorno, malgrado i nuovi gruppi ecclesiali e le tante battaglie nazionali, ultima quella del Family Day, oppure la Medjugorje, che qualche cardinale vorrebbe cancellare? La risposta è, a mio parere, che la Chiesa cattolica non riesce più a parlare al mondo di Google, dell’Ipad e di McDonald. Non può continuare a presentare come “Mistero della Fede” l’Eucaristia, l’Olio Santo per i malati, i riti delle esequie, ed altro, quando abbiamo le risposte con la Scienza dei Sacramenti. La chiaroveggenza, oltre alle conoscenze teosofiche, rendono reali, concreti e funzionali i Sacramenti a livello spirituale, energetico, mentale e fisico, alla conoscenza dei fedeli. Invece, la gente perde la Fede nelle nebbie del mistero e si rivolge ai rituali orientali, o a Scientology, una religione psico-magica “funzionale”, ossia che “funziona” e che fornisce spiegazioni e realizzazioni concrete ai suoi fedeli. Lo stesso Islam è una religione pratica a livello di comprensione.
    Siamo alla Terza Guerra mondiale. Senza armi fisiche. Per adesso essa è uno scontro tra i Fratelli della Luce e i Fratelli delle Tenebre. Tra i Fratelli delle Tenebre ci sono quelli di LGBT con il loro Gender nelle scuole. Vincerà alla fine la Luce, ma con sforzi e vittime superiori a causa di un “Mistero che intrappola”, con cui viene avvolta la Chiesa cristiana. Quando, invece, svelando il Mistero, si avrebbero meno perdite e più fedeli aggrappati al Cristo e alla forza dell’Eucaristia…

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