MASSONI

massoniMassoni, tema che accende dietrologie e complottismi accaniti. “Massoni” è il primo titolo d’una trilogia di Gioele Magaldi per i tipi di Chiarelettere. #grembiulini

La lettura di questo libro mi rammentò dei cari amici che tempo addietro volevano iniziarmi alla massoneria. Siamo rimasti amici, tuttavia declinai l’offerta con garbo ma fermamente.
«Ho già prestato tre giuramenti» feci notare «Fedeltà a mia moglie, fedeltà alla “Repubblica Italiana e al suo Capo”, fedeltà alla Chiesa. Aggiungere un altro giuramento, senza neppure tenere conto delle difficoltà peculiari ai primi tre» conclusi «mi pare inopportuno.»  Avevo un’altra obiezione, esitando a comunicarla loro perché temevo di urtarne la suscettibilità; infine mi risolsi perché l’amicizia, come dissi, impone chiarezza. I sistemi delle logge e di progressione negli ordini massonici, osservai, sono tali da non dare mai la certezza di essere al massimo livello e mentre si dà la scalata non si sa precisamente che cosa vi sia al piano superiore e tanto meno al piano ulteriore. In tal modo, conclusi, si finisce per forza di cose per essere strumentalizzati.
La lettura di Magaldi mi ha pienamente confermato nei sospetti espressi ai miei amici. L’Autore infatti afferma che il GOI (Grande Oriente d’Italia) o il sovraordinato RSCA (Rito Scozzese Conosciuto e Accettato) sono da tempo i piani bassi della massoneria internazionale, oramai operante attraverso le “logge sovrannazionali” o “ur-lodges”, delle quali Magaldi svela l’esistenza – qui è la vera novità del libro – e attraverso le quali rilegge anche la storia dal dopoguerra, facendoci sapere che esse “si contendono il governo del mondo”.
In queste società segrete l’Autore colloca il milieu del potere, senza distinzioni geografiche né confini politici o ideologici. Ecco alcuni di migliaia di esempi: Leonid Il’ič Brežnev segretario generale del Partito Comunista dell’Unione Sovietica s’accosta ai George Bush, padre e figlio, presidenti degli Stati Uniti d’America e capifila del conservatorismo repubblicano; col comunista cinese DenXiao Ping brillano Henry Kissinger, Alexander Dubček e Margaret Thatcher; Vladimir Putin e Beniamino Andreatta, Mario Monti e Mario Draghi, Giovanni XXIII e Carlo Maria Martini.
Va bene, siamo uomini di mondo e sappiamo che non tutto si può dire. Sappiamo pure che tali elenchi affiorano più che per informare la pubblica opinione, per attirarne l’attenzione, così che rimangano nell’ombra quanti (uno, due, pochissimi comunque) mestano in quel momento storico. D’altronde, lo stesso Magaldi illumina questa chiave di lettura, quasi incidentalmente. Vi torneremo dopo l’uscita del terzo volume.
La lettura di Massoni, si sappia, non è sempre agevole. Spesso la pazienza fu messa a dura prova da frequente pedanteria nelle 600 pagine. La curiosità fu tuttavia solleticata, leggendo la storia contemporanea da spiragli nuovi, chiudendone almeno altrettanti vecchi. Questo per un verso indusse ad arrivare presto all’ultima di 600 non sempre agili pagine. Per altro verso sono rimasto scettico su alcuni passaggi.

Fronteggiamo un’imbecillità globale, corredata magari da grembiulini, non per questo meno perniciosa.

Correlati alcuni fatti esposti nel libro, riscontrate un paio di stridenti incongruenze, s’aggiunsero due carenze tanto ingiustificate, quanto clamorose per il peso degli eventi sottesi. Un vuoto è un vuoto, anche se la lettura fu rapida. Ho controllato: due fatti importanti della nostra storia recente mancano all’appello. Non dirò quali perché non voglio offrire a Magaldi alcuna possibilità di emendarsi prima che la conoscenza dell’ultima riga della mastodontica opera non consenta di pesare l’attendibilità dei tre volumi nel loro intero e del loro Autore.
Magaldi legge gli eventi, anche i più cruenti – alcuni esempi: la guerra dello Yom Kippur del 1973, l’attentato a John Fitzgerald Kennedy o quello a Giovanni Paolo II – col costituirsi e sciogliersi di volta in volta delle logge sovrannazionali, alleate o contrapposte. La posta in palio sarebbe il “governo del mondo”.
Non occorre scomodare i venerati maestri della politologia per capire che ci basterebbe il governo dell’Iraq o della Libia, persino un po’ di buon governo a Ferguson sarebbe auspicabile, senza dimenticarci delle cure necessarie all’ineffabile Matteo Renzi. Fronteggiamo invece un’imbecillità globale, corredata magari da grembiulini, non per questo meno perniciosa.
D’altro canto non basta un pittoresco rituale latomistico di gentiluomini ed ecclesiastici perché le sorti d’una guerra vadano in un verso o in un altro. Nulla può Kissinger, nonostante la sua loggia “Three Eyes” (tre occhi) per accendere il dialogo con la Cina, se a tergo non si mutano rapporti di forza, non s’agitano eserciti, servizi segretissimi, politici e affaristi e banche; tutti con nomi e ruoli definiti, mirando tutti all’unico tornaconto che li esalta e li affossa, il denaro. Costoro vogliono governare il mondo? Clinton ha messo da parte duecento miliardi di dollari; adesso se li gode, mica a pane e pomodoro o giocando al Risiko. Tutt’al più traffica per accumulare altri dollari, mica per lavorare al “governo del mondo”, suvvia.
Insomma Magaldi presenta le “ur-logdes” come motore cosmico della storia, senza dirci come giri questo motore, quale carburante usi e come sia effettivamente in moto. Aspettiamo che si spieghi.
In questa attesa giova ricordare che in altri tempi non lontani, anzi solo qualche mese fa, ci si stracciava le vesti al solo profferire “massoneria”. Stavolta, sebbene la legge contro le società segrete sia ancora lì a far bella mostra di sé, non v’è segno di iniziative delle magistrature. Sarà perché Magaldi dichiara massoni tutte le più altre cariche dello Stato italiano,  si sta quindi valutando con la dovuta prudenza la fondatezza di questa asserzione?
D’altronde l’Italia sin dagli scandali giolittiani è afflitta da logge, camarille e liste di varia attendibilità, tutte all’origine di innumerevoli inchieste, conclusesi tutte con esiti infimi rispetto alla spesa, consolate tuttavia da univoca quanto banale conclusione: il Palazzo mente o v’è chi mente per il Palazzo, oppure entrambe le cose.
Franklin D. Roosevelt assicurò: «Puoi mentire molte volte a una persona ed essere creduto, mentire una volta a molte persone ed essere creduto; non puoi mentire molte volte a molte persone e continuare a essere creduto». Ai tempi di Internet tre volumi sono “molte volte a molte persone”.
Il mendace, notò Quintilliano, necessita di buona memoria e – aggiungiamo noi – di interlocutori smemorati, se traffica col potere. Attendiamo dunque il terzo tomo, fino all’ultima riga.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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5 risposte a MASSONI

  1. luciano prando scrive:

    caro piero, certamente gli uomini e le donne e i réverse charge hanno le loro passioni che spesso li portano a contraddizioni e comportamenti contrari ai loro scopi primari, certamente la passione smodata per l’arricchimento ti frega, vedi il nostro renzino locale, ma anche la disattenzione verso i soldi ti frega pure..,,,,,,ma la massoneria è un movimento politicp-culturale con lo scopo di togliere alla chiesa cattolica il potere temporale diretto ed indiretto (l’origine divina del potere con l’incoronazione del re)….quindi con lo scopo di sostituzione di poteri….lo ha fatto impossessandosi dello stato e degli stati quindi dei suoi eserciti e delle sue ricchezze…….dalla rivoluzione francese in poi ha scatenato guerre per ridurre sempre di più l’influenza della chiesa cattolica……fermiamoci ad un periodo storico concluso, quello che termina con la prima guerra mondiale….poco prima della fine della guerra si tenne un convegno pubblico della massoneria mondiale che fissò le spartizioni poi applicate con la pace di parigi….lo scopo sembrava raggiunto: il papato rinchiuso in vaticano, il cattolico regno delle due sicilie sotto i massoni savoia, grazie al risorgimento, il cattolico impero asburgico smembrato, come sopravvenienza attiva anche l’impero ottomano smembrato e l’islam ridotto a folklore, grazie ai finanziamenti a lenin e al soviet staliniano, con il colpo di stato bolscevico, la chiesa ortodossa sparita…..ossia tutte le chese che esercitavano un potere reale eliminate……invece per fermare il mostro comunista in europa tirarono fuori il provato fedele mussolini, poi lo sconosciuto hitler sponsorizzato dall’industria tedesca che però voleva costruire cannoni e non pentole, finalmente il conosciuto franco, l’unico che avesse on spagna un esercito funzionante…..e sappiamo il casino che ne è venuto fuori….nel dopo-guerra, in funzione anti-usa, si inventarono, i massoni francesi per comandare in europa, appunto l’europa, ma l’est venne giù come un castello di carte con una soffiatina e ci troviamo di nuovo con la germania uber alles….ci hanno fatto pagare il petrolio un prezzo spropositato agli arabi per poter continuare ad estrarlo convenientemente negli states e quelli, coi nostri soldi, hanno rimesso in piedi l’islam e trovato un esercito invasore negli africani (invasore in primis dell’italia dato che il mediterraneo non interessa a nessuno ne economicamente ne strategicamente)….non dirmi che non c’è una regia, una regia che continua a mettere toppe peggiori del buco, ma tanto del buco e delle toppe soffriamo noi….in quanto al reclutamento ci sono interessi locali di rete e polli in allevamento da cui tirar fuori i clinton e gli obama…..qui da noi hanno scelto ciampi e prodi per distruggere la nostra economia e i due hanno fatto proprio un buon lavoro

  2. Federico Dezzani scrive:

    Fatico solo a capire la presenza di massoni nella gerarchia della Chiesa di Roma, il cui pastore, dicono i maliziosi, sarebbe oggi un libero muratore.
    Bene fece Benedetto XVI a chiederne l’allontamento: non sono un cavallo di Troia?

  3. Federico Dezzani scrive:

    Nella storia la massoneria ha rivestito un ruolo importante in alcuni episodi: rivoluzione americana, indipendenza degli stati sudamericani dalla Spagna cattolica, prima guerra mondiale e nascita della UE. Fu anche determinante nell’unità d’Italia, resa possibile dai capitali della City e dalla massoneria inglese, in chiave anti-pontificia

    Breznev e DenXiao Ping sono tacciati di massoneria per i loro rapporti con Kissinger. Avrebbero aderito anche al Rotary in segno di amicizia.

    E’ una varibiale da considerare nel determinare la traiettoria della storia, ma entra nel calderone assieme a mille altri fattori: economia, demografia, tecnologia, meteo, caso (alias Volontà divina), etc.

    • Piero Laporta scrive:

      “Avrebbero aderito anche al Rotary in segno di amicizia…” 🙂 i loro nipotini oggi testimoniano proprio questo.
      “entra nel calderone insieme a mille altri fattori…” la forza, la forza, la forza, nelle sue molteplici manifestazioni, è “il fattore”

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