Informazioni su Piero Laporta
Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista.
Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile.
Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste.
Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango.
La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978,
A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici.
Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione.
Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione.
Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi.
Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano.
È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978.
Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia.
Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano.
È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
Le chiedo semmai: perché il tanto osannato “patriottico” Ciampi era fan dichiarato delle porte aperte con la Cina? Io non riesco a perdonarglielo, ma prima ancora non lo capisco.
Una cosa divertente (si fa per dire): i post-comunisti inizialmente non gradivano molto la retorica “patriottica” di Ciampi (i comunisti duri e puri non l’hanno mai gradita: a Trieste le cerimonie del Cinquantenario furono boicottate da Rifondazione, e nessuno disse niente al riguardo), ma poi l’hanno sfruttata quando hanno capito che avrebbe giovato loro dato che parlava di 8 settembre come “inizio” della Patria…
Sul patriottismo di Ciampi si è risposto da solo; in quanto alla sua sinofilia, non vedo contraddizioni con le cerchie cui era organico.
Però mi sembra contraddittorio dire che Gorbaciov era al soldo dell’Occidente anche se voleva impedire l’indipendenza della Lituania. Se l’Occidente voleva papparsi l’ex URSS, poteva benissimo cominciare dai Paesi Baltici, no? Semplicemente Gorbaciov sapeva che ormai l’URSS non poteva reggere il confronto (“confronto” all’italiana, non “scontro” all’inglese) col mondo occidentale e ha cercato una qualche terza via che poi non ha trovato. Fortunatamente, secondo me, dato che vedo con assoluto favore la disintegrazione dell’URSS e la nascita degli Stati indipendenti.
Anche la riunificazione tedesca di per sé stessa la vedo come una cosa giusta. Che poi abbia avuto come conseguenza l’euro e il predominio della Merkel è un altro paio di maniche.
Inoltre nel 1944 Ceausescu non era nessuno e dunque non poteva dirigere l’opera di diffamazione di Pio XII.
Al contrario, Gorbachev necessitava di accreditarsi in quel momento come difensore della fede sovietica, per annullare la fronda montante nell’Armata Rossa. La repressione nel Baltico fu una cinica scelta per consolidare il proprio potere.
Il generale romeno Ion Mihai Pacepa dette i dettagli della campagna di diffamazione orchestrata da Stalin nel 1944. Pacepa disertò negli USA nel 1978, quando era alto consigliere di Ceaucescu, capo dei servizi segreti all’estero e altissimo dirigente del ministero dell’Interno.
Mi perdoni, ma non sono interessato a giudizi estetici sulla fine dell’Urss o la riunificazione tedesca. A me interessa come i processi si sono svilupati, che cosa hanno comportato e quali siano stati i costi, tenuto conto che la riunificazione tedesca l’abbiamo pagata in considerevole misura noi italiani, con la speculazione del 1992.
Ho trovato estremamente interessanti,convincenti e coraggiosi i suoi primi due recenti articoli sul giornale La Verità, che condivido totalmente. Come siamo diventati schiavi dell’UE/2 “Bruxelles ci ha dichiarato guerra ma usa i trattati al posto delle armi”. Il secondo è uscito oggi. Un vero gioiello,in mezzo a tante falsità e menzogne che ci vengono propinate. Vivissimi complimenti!
Grazie, confido che i successivi possa gradirli ancor più 🙂
Lei, sull’articolo del 18 agosto pubblicato da “La Verità”, ha fatto riferimento alle mancate verifiche fiscali e del lavoro nei negozi e depositi dei cinesi a Roma, in Via dell’Omo. A questo proposito, le indico una mia esperienza personale. Per alcuni anni sono stato, in rappresentanza del mio sindacato UGL, componente della Commissione Centrale di Coordinamento delle attività di vigilanza, istituita dal Ministero del Lavoro, presieduta dallo stesso Ministro e con la presenza di alti dirigenti dello Stato, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza. Ad una mia ripetuta domanda sui risultati delle ispezioni nei negozi e depositi cinesi, il direttore degli Ispettori del Lavoro Paolo Pennesi mi rispose che quando lo facevano interveniva subito l’Ambasciata di Cina a protestare, e quindi tutto si fermava! Questa era ed è la subordinazione dell’Italia nei confronti della Cina, che sta distruggendo la nostra industria tessile! Cordiali saluti e auguri di buon lavoro!
Grazie davvero per questo suo coraggioso contributo