Rivolta dei militari? Ma non diciamo stupidaggini! Tutt’al più scriveranno scemenze su Facebook. #maqualerivolta
Se in Italia vi fossero dei generali, l’occupante di palazzo Chigi avrebbe già fatto le valigie. In Italia vi sono poliziotti, carabinieri e soldati, e marinai e avieri e pompieri e guardie carcerarie e finanzieri che fanno il loro dovere, recuperano profughi che portano pacchi di milioni alle cooperative e alla Caritas, danno sicurezza e minacciano la rivolta perché non sopportano d’essere pagati meno d’un quinto del commesso che porta il caffè all’occupante di palazzo Chigi. Costui, non soddisfatto d’occupare la poltrona in spregio alla Costituzione, non soddisfatto di aver depresso l’economia – esattamente l’opposto di quanto aveva promesso – non soddisfatto d’essere un buffone, sbeffeggiato dalla stampa internazionale, insulta, ricatta e bistratta la gente in divisa, portandoli a un passo dalla rivolta. Costui è stato così sciocco da gettare sul terreno da lui stesso fertilizzato un seme di rivolta che tuttavia non germoglierà mai in questo paese senza dignità. Costui e il suo compare del Viminale condividono l’impresa che non riuscì mai a nessun altro: portare i militari a un passo dalla rivolta.
[cryout-pullquote align=”left” textalign=”left” width=”33%”]per saperne di più clicca qui: Stato di Polizie [/cryout-pullquote]La catastrofe tuttavia non ci sarà. Da tempo i militari garantiscono una spina dorsale ammosciata. Chiamano “spirito di obbedienza” ciò che sarebbe meglio definire vocazione all’accomodamento, che ai più alti livelli è gratificato con poltrone e persino un posticino alla camera, se per esempio si dà il cloroformio al Cocer. Ai livelli più bassi l’accomodamento deve trasformarsi in frustrazione o tutt’al più in giubilo se, come accadrà, verrà dato un aumento di 40-80 euro (com’è previsto, nonostante questa sceneggiata) e tutti avranno vinto, persino i cosiddetti sindacati militari.
Tutti vinceranno, tranne i cittadini e la Costituzione, alla quale i militari hanno giurato fedeltà, lasciandola calpestare con assoluta indifferenza e ora, mentre minacciano un’improbabile rivolta, pretendono solidarietà da cittadini, vessati almeno quanto loro e in gran parte privati anche dei 40-80 euro concordati sottobanco col sinedrio.
I militari che non sanno difendere la propria dignità e quella della Costituzione, cui hanno giurato fedeltà, non sono credibili né per la difesa del paese né per la sicurezza dei cittadini, e lo saranno ancora meno.
Stiano sull’attenti e vi rimangano, così da consentire a questa classe politica di buffoni di proseguire incessantemente a impoverire i cittadini, a sovraccaricare di tasse il lavoro, la produzione e le famiglie, bloccare gli stipendi e le pensioni per regalare tre o quattro pensioni ai loro sodali, per regalare denaro a palate alle loro cerchie di delinquenti della politica e del malaffare e del traffico di carne umana, regalando pacchi di milioni alle cooperative e alla Caritas, continuando a far salire la spesa pubblica, affermando tuttavia che non ci sono soldi.
Nessuno s’illuda né si preoccupi: questo paese non ha dignità. Le piazze non si riempiranno di divise indignate, tanto meno le ghigliottine cominceranno a lavorare, come invece dovrebbero da tempo. Per ora due milioni di parassiti della politica e alti burocrati continueranno a vivere alla grande a spese di tutti, con redditi da 10mila euro e oltre, netti, puliti puliti ogni mese, con tre, quattro e perfino cinque vitalizi, case gratis, auto a scrocco e vita da nababbi, anche a spese vostre, poliziotti, carabinieri e soldati, e marinai e avieri e pompieri e guardie carcerarie e finanzieri. Rimanete sull’attenti, digrignate i denti e tutt’al più scrivete qualche scemenza su Facebook; non avete altra via d’uscita.
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Informazioni su Piero Laporta
Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista.
Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile.
Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste.
Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango.
La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978,
A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici.
Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione.
Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione.
Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi.
Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano.
È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978.
Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia.
Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano.
È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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…..vorrei tanto sbagliarmi, ma credo proprio che le piazze non si riempiranno di militari. Non capirò mai perché bisogna rimanere sempre sugli attenti….. forse per via di questi “generali” che non ci sono? Anzi si ci sono amici dei politici….. pardon “politicanti” i politici si sono estinti. Io sono pronto a scendere in piazza.
marcire marciando
Grazie Piero solo la Tua penna sarebbe riuscita a dare una quadro sintetico ma effettivo della situazione. Hai assolutamente ragione “quale rivolta” se sottobanco hanno già preso accordi, “La Pinotti e Alfano si stanno dando da fare”, titola qualche giornale. fra poco uscirà la notizia che hanno ottenuto 40-50 Euro e sono stati bravi . In questo contesto però non è accettabile che il “Premier non eletto” parli di ricatto. Semmai il ricatto viene dal palazzo nei confronti di chi chiede solo che siano soddisfatti i propri diritti calpestati da sempre.
la vecchiaia fa vedere lontano, fin troppo, caro Fernando
..su di un libro delle elementari(mie!)c’era scritto che l’Italia essendo povera di materie prime e di fonti energetiche è un paese trasformatore che vive del proprio lavoro…e siamo riusciti ad imporre sul lavoro la più alta tassazione del mondo compresa la trattenuta in “automatico” pro sindacati:tanto per essere competitivi..Poi abbiamo dato la pensione ai dipendenti pubblici con 15 anni 6 mesi e un giorno di lavoro(?) con gli effetti che vediamo,molti erano 40enni:ora abbiamo allungato l’età lavorativa perché non ci sono più soldi e ci stupiamo della disoccupazione giovanile! per non parlare degli investimenti strategici tipo la fabbrica di bioproteine in Sardegna pagata ma mai funzionante”per caso hanno scoperto dopo che erano cancerogene..mi fermo prima di passare alle Casse per il mezzogiorno ecc.ecc.ecc.
Grazie. Concordo su tutto, tranne che sulla Cassa del Mezzogiorno: fra i mali enumerati è quello meno colpevole di tutti. Prima o poi scriverò qualcosa.