Polizia, funzione abusata

POLIZIA https://pierolaporta.it/?p=8447La funzione “polizia” è da tempo foglia di fico per affondare le mani nella cassa dello Stato #troppapolizia

La funzione “polizia” è da tempo foglia di fico per affondare le mani nella cassa dello Stato, spacciando per “sicurezza” l’esito grottesco d’una quantità infinita di lavoro di “polizia” artefatto e dai costi incalcolabili. Un’operazione cinica, nella quale i sindacati spartiscono le responsabilità coi dirigenti.
 Andiamo in carcere. Perché la polizia penitenziaria è “polizia” e non “guardia”? Così le diamo la possibilità di fare posti di blocco fuori dalle carceri e di esperire indagini? Abbiamo messo un’altra polizia nel calderone, per una zuppa già costosa di suo. Oggi in carcere ci vanno per lo più extracomunitari sfigati. Le guardie facciano appunto le “guardie” nelle carceri e i controlli a quanti sono agli arresti domiciliari (che una volta si chiamavano “domicilio coatto”, da cui “coatto”, utilizzato con varie accezioni nel gergo romano).
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Ma quale rivolta?
Stato di polizie
[/cryout-pullquote]Qualcuno spieghi perché non potremmo sopravvivere senza “polizia provinciale”, la quale fa le multe sulle strade statali e quindi non c’entrerebbe nulla, a lume di naso. La multa, un’altra tassa gabellata per prevenzione di sicurezza (figuriamoci), è uno degli alibi nascosti, di tali storture. D’altronde tutte le strade statali attraversano regioni, province e comuni e tutte le regioni, province e comuni fanno multe. Così ci imbattiamo pure nella “polizia regionale”, la quale insieme alla polizia provinciale fa cassa e insieme si dotano d’un parco di auto blu per lor signori, già strapagati, per portarli in giro a fare la spesa, accompagnare al mare le loro mantenute e scarrozzare i loro figli più o meno legittimi.
Qualcuno spieghi quali siano le competenze delle province e delle regioni sulla sicurezza, tali da giustificare 60mila “poliziotti”, taroccati e dispendiosi. Magari spieghi pure perché il prefetto e la prefettura – che dispongono di carabinieri e polizia di stato – debbano mettersi da parte, visto che le competenze di sicurezza le hanno davvero e sono pagati per questo.
Andiamo per boschi, ma non c’è aria pulita. Qualcuno spieghi perché anche la polizia forestale sia “polizia” e non “guardia”. Se a taluno risulta che le guardie di Yellowstone siano un Corpo di Polizia a competenza generale, ce lo faccia sapere subito perché a noi invece consta che il mondo ci ride alle spalle per queste dispendiose commedie. Fatto sta che si sono ritagliati spazi per la tutela dell’ambiente e della salute, duplicando quelli dei carabinieri, i cui corrispondenti nuclei sono operativi (e di gran lunga migliori) da tempo immemorabile.
In tal modo tuttavia si attingono soldi in bilancio e soprattutto si equipara l’alta dirigenza della cosiddetta polizia forestale, della penitenziaria, della provinciale e della regionale a quella delle polizie vere e alle loro prebende milionarie. Facce di tolla.
Andiamo per mare e troviamo un affollamento mai visto. Marina, guardia costiera, guardia di finanza, tutti nel “Mare Nostrum” (Nostrum? Chi è il coglione che ha dato questo nome alla missione più grottesca di tutti i tempi?); tutti a fare gli scafisti autorizzati, andando a prendere gli immigrati clandestini sotto casa. Ora propongono di andare fino alle loro case oltremare. In tal modo si beccano anche l’indennità di missione all’estero. A proposito, siamo proprio sicuri che le indennità di missione per “Mare Nostrum” le prendano solo quanti effettivamente imbarcati nella missione? Magari una sbirciatina alla carte non sarebbe male.
Con tutti questi professori della sicurezza, dobbiamo non di meno impiegare l’Esercito per la missione “strade sicure”. Altre indennità a pioggia ai soliti furbi? Viste le lacrime di coccodrillo ubriaco sulla cassa dello Stato, sarebbe più utile se, in attesa di ridimensionarle, le altre sei o sette polizie scendessero in strada per renderle sicure, ammesso che ne siano in grado e abbiano la disciplina necessaria.
Senza dimenticare la grottesca “polizia locale”, ridotta a servente di autovelox e persecutrice dei locali pubblici italiani, mentre chiude gli occhi, le orecchie e la bocca per i traffici loschi extracomunitari che uccidono il piccolo commercio però aprono la strada, già spalancata, a Carrefour e soci.
Torniamo sulla strada statale. Se cacciamo via la famelica polizia taroccata di regioni, province e comuni, le multe sulle statali chi le fa? La Polizia Stradale, risponderebbe l’ingenuo; dopo tutto è il suo compito istituzionale. Invece no, quelli devono fare le perizie – a pagamento, ben inteso – per le assicurazioni e non hanno tempo.
Andiamo alla stadio. Il grottesco sposa l’assurdo, con la benedizione dei disonesti. Nessuno spiega perché le società di calcio non debbano pagarsi la sicurezza delle partite. Ancora meno comprensibile è la congerie di gruppi sportivi nella galassia polizia coi quali si pagano stipendi ad atleti già strapagati e neppure utili per l’immagine. Il vero scopo? L’alibi per i dirigenti delle polizie per andare allo stadio gratis, oltre che viaggiare e albergare a spese dello Stato per le manifestazioni nazionali e internazionali.
Se non bastasse, infine qualcuno spieghi perché questa congerie di gabellieri devono prendere premi – insieme agli alti dirigenti strapagati – per multe comminate, a prescindere che siano fondate o meno. La rivolta? Dovrebbero farla i cittadini, a mano armata, altro che balle.
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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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9 risposte a Polizia, funzione abusata

  1. Franco Baldi scrive:

    Sono convinto che certe questioni siano prodotte dal nostro DNA. Infatti, quella di dedicare molti sforzi al conseguimento del “poco” è una storia vecchia. Mio padre mi raccontava che durante la 2^ GM in alcuni tratti del tragitto per la Russia, affidati al controllo degli italiani, veniva posta una sentinella ogni 10 metri mentre in quelli assegnati ai tedeschi una ogni 100 metri. Nonostante ciò, nel nostro settore si notava sempre un po’ di confusione (perché oggi con tutte queste polizie viene forse garantita sicurezza ai cittadini italiani???).
    Purtroppo, il tempo passa e le magagne restano. La situazione attuale è il frutto avvelenato dell’incremento esponenziale avuto dal “terziario” negli ultimi decenni e di un sistema che non si è mai preso cura delle casse dello Stato. Infatti, mentre il manager privato si sente realizzato quando riesce ad aumentare il profitto dell’azienda, quello pubblico acquista prestigio in funzione dell’ampiezza della struttura e del budget che gli sono affidati. Questo comporta che ogni comandante o capo abbia cercato di allargare sempre più i limiti del suo “podere” vuoi ampliando la sfera di competenza (terra, mare e cielo per tutti: CC, GdF, CFS, MM, AM, etc.), vuoi incrementando il numero e la tipologia dei mezzi, oppure aumentando gli organici o moltiplicando i posti per i dirigenti a lui sottoposti e tutto ciò con pesanti ricadute negative per i bilanci necessari sia al potenziamento che al mantenimento dell’organizzazione.
    Un ulteriore aspetto che pesa significativamente sulle tasche del contribuente è poi quello della logistica di supporto di queste enormi strutture, una logistica tenuta sempre rigorosamente distinta ed indipendente alla luce del sano principio: “il gatto è mio e ….. quando mi pare”. Se invece venisse sviluppata in comune sotto una stessa regia potrebbe consentire risparmi enormi.
    Ma, d’altro canto, se siamo ridotti con le pezze al sedere pur essendo (o essendo stati) cittadini di una potenza industriale una ragione ci dovrà pur essere!
    Evviva!

  2. Armando Stavole scrive:

    Caro Piero, come non essere d’accordo? da esperieze dirette, informazioni e’ discussioni in merito sin dalla meta’ degli anni ottanta dedussi che tutto si basava su un ricatto reciproco non palese, ma ventilato in modo mafioso. Una corruzione serpeggiante che raggiungeva(penso che sia tut’ora cosi’) tutti i livelli fino alla base degli apparti dello stato e parastato. Per le persone oneste e laboriose: scherno da parte dei parassiti venduti e numerosi, reprimenda se reagivi pur con rispetto delle regole di comportamento e frustrazione. Sai cosa penso? che da noi ci sia una dilagante carenza di coscienza pulita!

  3. F. Caroli scrive:

    Mai stato più d’accordo con qualcuno.
    Neanche gli Stati Uniti hanno così tanti uomini in divisa come in Italia.
    Sono stato di recente a Vienna, Praga e Budapest. Non vedevi poliziotti per strada e nelle piazze, neanche a pagerli a peso d’oro, o quantomeno la loro presenza era così discreta da renderli praticamente invisibili, cos’è, non hanno esigenze di sicurezza da quelle parti?
    Tu vai a Roma e ogni venti metri incontri gruppi di agenti che sono lì tranquillamente a fumare appoggiati alla loro brava camionetta, devi districarti tra corazzieri, carabinieri a cavallo,vigili urbani, guadiole, autoblindo, uscieri e via discorrendo. Per non parlare poi delle forze armate dove il rapporto tra militari di truppa e ufficiali è nettamente spostato in favore di qusti ultimi. La classica piramide rovesciata, insomma, come del resto è logico che sia (in Italia).
    Siamo tutti generali (e dirigenti).

    • Piero Laporta scrive:

      A Roma trovi polizia dappertutto nel quadrilatero della “cittadella del potere”, un quadrilatero di circa 2,5 kmq dove la sorveglianza è munitissima. Al di fuori tutto è abbandonato a se stesso. Anche la Termini è stata in mano agli zingari. Poi, sollecitati da ricorrenti rapine in pieno giorno, l’hanno un po’ ripulita. Ora sta tornando esattamente dov’era.
      La Cittadella

  4. Antonio scrive:

    Ciao Piero. … che dire, dici aempre tuttu tu e lo fai sempre in maniera eccellente. …. ma occorrerebbe essere sicuri che qualche “coglione” leggesse ciò che tu scrivi, o qualche altro “co….ne” glielo riferisse. La rivolta (sono in servizio) sono pronto a farla con i cittadini. Io e i miei familiari con il mio stipendio, oemai, riusciamo appena a stare in società senza fare figuracce.

    • Piero Laporta scrive:

      Sì, sempre col popolo: Dio e popolo, sempre. Mi rendo perfettamente conto della frustrazione che provi specialmente se, come immagino, fai al meglio il tuo dovere. L’ho provata anch’io a suo tempo. Io sono solo un osservatore dei fatti che vedo. Li riferisco per quello che mi risultano dalle mie conoscenze e dalla mia esperienza. Mi sforzo sempre di riferirli in maniera da rispettare la verità. Non posso quindi farci nulla se quello che scrivo non è sempre gradevole. Posso dirti che mi leggono e nel caso di questo articolo [clicca qui] è letto ai più alti livelli. Ogni buon augurio, con tutto il cuore.

  5. oscar scrive:

    Storia dolorosa ma assolutamente vera!

  6. stefano rolando scrive:

    .d’accordo ma mi manca un generale; ho un ego molto pronunciato ma non fino a questo punto..
    e poi faccio tutt’altro
    ma alla mia età una voglia uno ha pure il diritto di levarsela, cordialmente S.

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