Quattro cose da fare, poi si rivoti

L’intesa fra Lega e M5S ha già dato buoni frutti, per esempio per le nomine alle presidenze delle Camere, con buona pace dei “cerchi magici”. 

Un’insidia è tuttavia alle viste: taluni commentatori politici, fino a ieri adulatori di Renzi & C., oggi prospettano un governo di lunga durata, trainato da Lega e M5S.

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La Verità del 29 marzo 2018

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Silvio Berlusconi si ​è ​agganciato alla Lega, consapevole dei rischi per una FI isolata, se si votasse con una nuova legge elettorale. Il PD, lontano anni luce da Matteo Salvini e Luigi Di Maio, non può invece che manovrare contro elezioni a breve termine. I suoi caudatari zufolano quindi l’inno al governo di lunga durata. È la trappola per logorare la coalizione vincente fino alla fine della legislatura. Presto arriverebbe il caos, mobilitando piazze, centri sociali e burocrazia, rendendo impossibile governare.

La tagliola si evita con un governo di breve durata (non più di un anno) con pochi obiettivi dichiarati e pienamente condivisibili da M5S e Lega, mentre ambedue puntano implacabilmente su un solo obiettivo strategico: nuova legge elettorale, poi nuove elezioni per fare pulizia del vecchiume. Quali gli ostacoli?

Paolo Gentiloni e, prima ancora, gli altri governi, hanno stipato la burocrazia di dirigenti complici delle vecchie politiche.

Di Maio e Salvini sanno che la macchina statale remerà contro. Non servirebbe tuttavia fare muro contro muro. Le leggi vigenti e i TAR non lascerebbero spazi a un governo che andasse allo scontro con la burocrazia di Stato, rendendo impossibile gestire la macchina pubblica.

Il primo obiettivo tattico è quindi una norma che consenta l’avvicendamento immediato dei vertici dirigenziali d’ogni istituzione e apparato, sostituendoli con nuovi soggetti d’acclarata moralità e capacità professionale. In altre parole, il Governo deve legittimamente nominare e rimuovere i dirigenti, senza interferenza del giudice ordinario o del  TAR.

Il secondo obiettivo tattico, connesso al precedente, è una norma costituzionale, nel rispetto della divisione ed autonomia dei poteri, per conferire al Parlamento il controllo sulla magistratura. Il Parlamento in ogni democrazia evoluta “regna” in forza della volontà popolare. Tale controllo non sarà quindi da parte dell’esecutivo, bensì attraverso la trasparenza degli atti del Parlamento sovrano. L’obiettivo è correggere la tendenza almeno dal 1991 – grazie a governi e parlamenti abdicati alla propria potestà – di conferire a​lla magistratura un potere legislativo di fatto, esondante dalle competenze legittime.

Montesquieu avverte:  “Chiunque ha potere tende ad abusarne”. È quindi necessario un altro potere a esercitare il controllo. In altri termini, nessun potere risulti incontrollabile dai rimanenti.

La magistratura può, anzi deve incriminare e condannare ​quanti delinquono nel Governo e ​nel Parlamento. Il Parlamento sovrano, a sua volta, così come dà il benservito a un Governo, non solo legiferi sull’ordinamento e sull’operato della magistratura, bensì ne controlli pure la correttezza nell’applicazione delle norme, dotandosi di strumenti correttivi e interdittivi degli abusi.

L’autonomia dei corpi dello Stato sia salvaguardata, certo. Altrettanto sacrosanta è l’autonomia del Parlamento sovrano, il quale invece sovrano non è se gli si impedisce di intervenire sui poteri separati dello stato, controllandone l’esercizio di diritti e doveri.

Il terzo obiettivo tattico è una norma costituzionale che sancisca il conflitto d’interessi (norma ferma nei cassetti del PD) e la piena trasparenza dei patrimoni personali e familiari di chiunque faccia politica o sia un alto dirigente dello Stato, a partire almeno dal 1991.

Ve ne sarebbe un quarto, graditissimo dagli italiani: abolizione delle regioni a statuto speciale e istituzione d’uno Stato Federale di macroregioni, ma per questo si può attendere.

Stabiliti tali capisaldi, una nuova legge elettorale potrebbe finalmente normalizzare il paese.

Salvini ridimensionerà le sue promesse di espellere tutti gli immigrati, perché è impossibile. È invece possibile il rimpatrio di quanti delinquono e una più efficace applicazione delle vigenti normative sugli ingressi illeciti nel paese.

Di Maio capirà che il reddito di cittadinanza va ripensato, individuando le coperture finanziarie, con politiche di risparmio della spesa pubblica e più accurata individuazione dei beneficiari. Il M5S, col reddito di cittadinanza, implicitamente ammette un credito non riscosso per il Meridione. Bene. Il rimedio tuttavia più immediato e opportuno è creare lavoro, dare lavoro, esigendo rispetto del lavoro e delle leggi, inchiodando pure l’Unione Europea alle sue responsabilità. Soprattutto si imponga un corrispettivo  a Bruxelles per le agevolazioni all’Africa francofona, nonché un ristoro dei danni causati almeno negli ultimi trent’anni.

L’intesa fra M5S e Lega, nella quale credemmo ben prima del 4 marzo, può diventare contrapposizione dopo nuove elezioni. È la democrazia dopo tutto e non è un problema, se la legge elettorale è equa. D’altronde, Lega e M5S ci risparmieranno le logiche dei capponi di Renzo, le contraddizioni artefatte, destra-sinistra, fascismo-antifascismo, ottimi veicoli sinora per gli interessi di Francia e Germania.

Un consiglio non richiesto infine: occhio ai servizi segreti e alle polizie. Da tempo nelle segrete stanze di tutte le repubbliche, occidentali e non, si fa politica transnazionale, con accordi che aggirano governi e parlamenti. Le raffiche di lupara di questo sistema risulterebbero per Di Maio e Salvini ben più pericolose di quelle siciliane.

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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6 risposte a Quattro cose da fare, poi si rivoti

  1. Pino scrive:

    Sarebbe la direzione giusta per il brevissimo periodo ma Salvini e Di Maio hanno le idee chiare e sopratutto sono raccordati fra loro. Speriamo che se la cavino.

  2. avv. Luciano Faraon scrive:

    Caro Piero
    Come è noto a tutti non sarà facile espellere tutti gli emigrati resta il fatto che oggi più che mai si impone l’obbligo di intervenire per la sicurezza nazionale.
    Questo non significa non aiutare i veri profughi con solidarietà umana e sociale.
    La Puglia non sarebbe stata teatro del serial killer di ben 14 vecchiette se fosse stato attuato il decreto di espulsione dello stesso che non aveva ancor iniziato ad uccidere.
    Con il rispetto per il pluralismo religioso i mie capelli bianchi mi hanno insegnato che non esiste un Islam moderato.
    Il mio interprete marrocchino, esemplare fino al giorno prima, a un certo punto si lasciò andare, riconoscendo che gli attentati suicidi erano giusti.
    Nel contempo ha riaffermato la sua superiorità come maschio sulle donne, dato che le femmine debbono sentirsi onorate di educare i loro figli.
    Ma non ci siamo con la nostra Costituzione!
    Quindici giorni fa mentre esponevo questa problematica in una scuola superiore di Rovigo sono stato interrotto da un insegnante che mi ha contestato di essere stato irrispettoso, esponendo tali tesi, nei confronti di due studenti mussulmani presenti nell’aula magna e appartenti ad una associazione culturale mussulmana locale.
    Bene ho fatto a ribadire le problmatiche costituzionali e di sicurrezza, ma questi ha continuato a disturbare la mia conferenza prendensola con la Chiesa… Con questo tipo di italiani il compito per il Governo sarà molto difficile.
    Penso che a questo punto dovremmo tutti diventare partigiani per difendere la nostra Patria.
    A Di Maio e Salvini auguri.
    A Berlusconi l’obbligo di fare ammenda perchè il Movimento cinque stelle non è una “setta” ma un movimento nato dal basso che di è guadagnato il diritto non solo al rispetto, ma a governare

  3. oscar scrive:

    Hai ragione Piero. Condivido. Una legislatura di cinque anni potrebbe rivelarsi un’avventura autolesionista.
    Massimo due anni per dare un “assaggio” concreto di cosa è realmente possibile fare quando i governi smettono di crogiolarsi sul sofà dei propri privilegi, arricchendosi e facendo arricchire i loro sodali. Che dimostrino con i fatti i cambiamenti sbandierati. Con le due tre cose urgenti da fare subito. Qualche “chiarimento” anche con questa Europa da operetta e, poi , subito al voto per verificare nuovamente il consenso e le eventuali diverse consistenze elettorali, fra le quali – credo possibile – si potrà contemplare la completa evaporazione del PD. Salvini e Di Maio devono comprendere che in politica e – soprattutto in questa fase – lo stracotto è un piatto assai indigesto. Mai strafare.

  4. alessandro gentili scrive:

    Caro Piero,
    che dire? Hai detto tutto Tu! Condivido quasi tutto quanto hai esposto. Io però spero che Salvini e Di Maio si accordino e con un po’ di spregiudicatezza mettano all’angolo il PD negandogli tutto, come già avvenuto per le cariche parlamentari. Azzeramento di tutti i vertici di FFAA , FFPP e organismi informativi. Procure della repubblica con procuratori e sostituti elettivi: finirebbe lo strapotere attuale! Fare una legge in questo senso è facilissimo. Restituire il potere di indagine alle polizie. Anche questo facilissimo.E poi mettere all’angolo TAR e Consiglio di Stato: hanno fatto danni oltre misura.
    Concludo, Centro destra e M5S provino a governare per 5 anni, avviando una riforma costituzionale per giugnere ad una repubblica semipresidenziale con un governo che governi . . .

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