Totò Riina, preghiamo per lui

Riina https://pierolaporta.it/?p=7853Dedico una preghiera a Totò Riina, ascoltando la Santa Messa.

Non dedico alcuna preghiera a Goldman Sachs, né a Morgan Stanley, tanto meno a Soros, a Standard & Poor’s, ad altri di tale orda né ai loro manutengoli di casa nostra, né ai vescovi che tengono loro bordone.
Totò Riina, obietterà più d’uno, s’è macchiato di centinaia di delitti in circa mezzo secolo di attività. L’obiezione è fondata ma non conclusiva se non altro per una questione di quantità, la quale, nel caso di vite umane non è cosa da poco, trovando infatti rilievo nelle sentenze.
Trovo invece superfluo pregare per i finanzieri strozzini e i loro dannati complici. I loro delitti infatti, spalmati su molti secoli, ben più di quelli del corleonese, coinvolgono il triste destino di milioni e milioni di persone, in Italia e in Europa, nei Balcani e in Russia, in Iran e in Israele, in Iraq e in Afghanistan, in Libia, in Siria, in Sud America, in Cina, in Giappone, nell’Africa subsahariana così come nella regione dei Grandi Laghi, senza escludere il nord America, poiché il male non conosce confini e neppure rispetta i connazionali nella sua scellerata sete di denaro e potere.
Come pregare per coloro che accumulano tuttora ricchezze e potere con mani insanguinate di guerre, stragi e assassinii portati ovunque, incessantemente? Totò Riina dopo tutto, come tutti noi, non fu altro che oggetto, non soggetto.
Dal ’92 a oggi (senza dimenticare quanto accadde fin dal dopoguerra) è chiaro che la cupola palermitana fu pallida parodia della cupola che ci spogliò e ci spoglia, ci portò in guerra, uccise i nostri figli e padri, sconvolse le nostre esistenze e, niente affatto sazia, dichiara di volerlo fare ancora, incessantemente.
Totò Riina dopo tutto , come tutti noi, di tutto questo non fu altro che oggetto, sebbene reagì diversamente che da noi. Egli è un criminale, efferato, uno stragista ma i suoi delitti sono impallidiscono di fronte alle stragi, solo per fare un piccolo esempio, compiute per il petrolio.
Totò Riina sbagliò perché da ignorante qual è presunse di poter sopravvivere indipendentemente dalle trame finanziarie. Non aveva compreso, pur essendone parte, che dallo schieramento degli euromissili nella mafiosissima base di Comiso, tutto certifica che tutti siamo – egli pure – oggetto non soggetto del potere assassino.
Totò Riina non comprese in tempo che i suoi servigi al potere finanziario erano divenuti superflui, poiché questo, entrando direttamente nella politica, predicando la democrazia e praticando la dittatura, s’impadroniva degli strumenti di violenza istituzionali per conquistare i suoi obiettivi attraverso le macellerie umanitarie. Ciò che distingue Riina dai suoi mandanti è che egli paga con la tortura infertagli col 41-bis, mentre ci assorda l’orgia di “impegnati”: magistrati, politici, preti e vescovi – oh, i vescovi, sempre allergici al Terzo Stato.
Prego dunque per Totò Riina, non per Goldman Sachs né per altri di quella orda, tanto meno per i loro manutengoli italiani né per i vescovi che tengono loro bordone, tutti insieme a esigere da noi sacrifici che essi non hanno mai fatto,  né faranno mai, fin quando avremo la pazienza di sopportarli.
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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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