12 COMANDAMENTI DAL NWO- di D. Nerozzi

I sistemi invecchiano e periodicamente si rende necessario un reset per poter ricostruire meglio la società del futuro, il famoso build back better auspicato dal World Economic Forum e dall’Agenda 2030. Viene riportata di seguito la ricetta utile per ottenere un mondo migliore insieme con i suoi dodici Comandamenti

1. Creare offese di razzismo ed emanare leggi che sanzionino le parole di odio
2. Cambiare continuamente definizioni per creare confusione
3 Usare le classi scolastiche per propagandare l’omosessualità e la pornografia ai bambini
4 Minare in ogni modo l’autorità dei genitori e degli insegnanti
5. Facilitare l’immigrazione per distruggere l’identità nazionale e fomentare le future guerre razziali
6. promuovere droga e alcolismo
7. promuovere sistematicamente nella società una sessualità deviata
8. rendere inaffidabile il sistema giudiziario spostando sulle vittime la colpa dei reati commessi
9. Favorire la dipendenza dai bonus statali
10. prendere il controllo dei media e Istupidire gli utenti
11 Favorire la distruzione della famiglia
12. Attaccare a tutto campo la Cristianità e svuotare le chiese

Chi pensa che i nuovi Comandamenti riflettano il mondo moderno emerso dopo il 68 sbaglia dal momento che la loro messa a punto risale agli inizi del secolo scorso, c’è anche chi afferma che essi siano farina del sacco dei savi di Sion o ancora antecedenti.
La rivoluzione russa del 1917, scatenatasi a duecento anni esatti dalla nascita della Massoneria, era destinata a dilagare in tutto il mondo, come quella in atto ora, ma gli eventi non andarono esattamente come previsto…..
Nel tentativo di capire perché il programma rivoluzionario fosse riuscito solo a metà nel 1922 Valdimir Ilyc Lenin (1870-1924) organizzò a Mosca un convegno per capire cosa fosse mancato al pieno successo dell’impresa.
La rivoluzione non era riuscita al 100/100 perché non era stato dato spazio al Marxismo culturale. In che consiste il Marxismo culturale? Gyorgy Lucaks (1885-1971), un intellettuale ungherese figlio di un banchiere ebreo, ha spiegato che per far trionfare il proletariato era necessario corrompere tutti gli ideali che stanno alla base del pensiero occidentale, bisognava rendere la società talmente marcia da risultare invivibile per tutti.
Anche Antonio Gramsci aveva teorizzato la necessità di distruggere le basi culturali su cui poggiava la visione del mondo occidentale per far trionfare il marxismo globale e ricordava come: “ L’uomo è soprattutto coscienza mentale. Il che significa che egli è un prodotto della storia, non della natura, o delle leggi naturali”. Per ottenere il risultato voluto non era necessario imbracciare le armi bensì “una lenta marcia attraverso le istituzioni (università, seminari, religioni, giornali, radio cinema…).
A onor del vero già Joseph De Maistre (1753-1821), anche lui massone ma pentito, ricordava che “fino ad ora le nazioni venivano eliminate attraverso la conquista. Ma ora si pone la domanda: una nazione può perire senza un’invasione, lasciando che le mosche della corruzione corrompano le basi costitutive dei principi costituenti che l’hanno resa ciò che è?”
Il cambiamento di una società si può attuare in due modi con la rivoluzione politica e con la rivoluzione culturale, la Scuola di Francoforte, a cui Gyorgy Lukas aderì nel 1924, aveva scelto di perseguire la rivoluzione culturale, quella che non si fa con i mitra e i carri armati ma si ottiene in maniera graduale infiltrando tutte le varie istituzioni fino a dominarle completamente, come suggerito da Antonio Gramsci e già intravisto come pericolo da De Maistre.
L’idea principe della Scuola di Francoforte traeva origine dai dettami freudiani del pansessualismo con la promozione della ricerca del piacere sessuale in ogni sua forma come mezzo di destabilizzazione e distruzione della società.
La rivoluzione culturale proposta dalla Scuola di Francoforte venne fortemente osteggiata sia da Adolf Hitler, che costrinse la Scuola a chiudere i battenti e a trasferirsi negli USA, sia da Joseph Stalin per il quale l’idea rappresentava una pericolosa deviazione dal Marxismo classico.
Bandita dall’Europa degli anni 30, l’idea di rivoluzione culturale stile Scuola di Francoforte ha messo radici ed ha potuto proliferare nei campus universitari degli USA e da lì è stata riportata in auge in Europa alla fine della Seconda guerra mondiale.
Dal dopoguerra in poi la Scuola di Francoforte è riuscita ad attuare in pieno il suo piano a livello planetario, sia dal punto di vista culturale (distruzione della famiglia, ideologia gender, omosessualismo) che su quello dell’infiltrazione di tutti gli organismi, nazionali ed internazionali che contano ((la gran parte dei governi nazionali, ONU, OMS, UE) ma sembra che, ancora una volta, qualcosa abbia interrotto la marcia verso il comunismo globale e il Nuovo Ordine Mondiale.
Chi ha osato interrompere la marcia trionfale? Lo stesso paese da cui era partita la rivoluzione bolscevica nel 1917, la nuova Russia, quella di Valdimir Putin che non intende ripercorrere una strada già battuta nel secolo scorso, adesso la gabbia e l’incubo sono calati su quel mondo occidentale che un tempo era il difensore del pensiero libero e del progresso quello vero, quello che rispetta il principio di realtà e non quello voluto da una élite globalista che non conosce più i confini del bene e del male e dunque destinata, ancora una volta, a perdere.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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