ACQUE TORBIDE PER I MARÒ

pagliacciI marò: Farnesina, Giustizia e Difesa s’interrogano senza darci risposte. Quanto durerà questa vergogna?I dipartimenti degli Esteri, della Giustizia e della Difesa sono stati tagliati fuori dalle decisioni di Mario Monti e Giampaolo Di Paola. È tuttora inspiegabile perché, come, quando, dove e chi abbia ispirato le ondivaghe decisioni del governo, a causa delle quali l’export italiano in India subirà danni miliardari, comunque si concluda la vicenda.

L’ammiraglio Luigi Binelli Mandelli, capo delle Forze armate, al Corsera:”Basta con questa farsa”, prende le distanze da Giampaolo Di Paola, l’ammiraglio ministro della Difesa, corresponsabile delle discutibili scelte di Giulio Terzi di Sant’Agata.
Il 28 marzo Di Paola ha dedicato ai marò gran parte del suo intervento alla cerimonia per i novant’anni dell’Aeronautica, a Napoli, increspandoglisi la voce mentre dagli occhi sono spuntate le lacrime. Tutto molto napoletano, ma certo Carlo Fecia di Cossato [leggi qui] che si sparò per responsabilità infinitamente minori di quelle di Di Paola, non può sentirsi fiero che il lacrimevole ammiraglio possa fregiarsi d’essere un sommergibilista al pari di lui. Lacrimevole e ben saldato alla poltrona, come il catastrofico Mario Monti. Che cosa è realmente accaduto? Va dato atto ai M5S di averlo chiesto con accenti energici e chiari, come si può comprendere dal video in pagina. Nulla è stato tuttavia spiegato dal governo. Essi contano che col tempo, defilandosi dopo le elezioni presidenziali, il fatto esca dalle prime pagine.
Neppure la fumosa diplomazia italiana, che ha dato prova di sé sin dalle prime ore dell’incidente del 15 febbraio 2012, spiega la quantità di errori successivi, innanzi tutto il mancato coinvolgimento dell’UE, proprio da parte di Mario Monti, il quale della sua autorevolezza a Bruxelles aveva fatto una bandiera sventolante, sin dal primo ingresso sulla scena politica. Alla prova dei fatti: supponenza e niente di fatto. Le prime dichiarazioni di lady Catherine Ashton, responsabile della politica estera dell’Unione, sono giunte a un anno dall’incidente, utili più che altro a dare all’India la misura dell’isolamento internazionale dell’Italia.

Era gennaio, quando l’ambasciatore Daniele Mancini avvicendò il collega Giacomo Felice di Monteforte. Egli inoltrò immediatamente una nota durissima al ministro Terzi, sottolineando le gravi omissioni diplomatiche ereditate e, soprattutto, esortava a non sottovalutare la sensibilità dell’India, quali che fossero le responsabilità dei marò. L’incidente e il momento elettorale, osservava Mancini, offrono all’italiana Sonia Ghandi l’opportunità di dimostrarsi più che mai indiana. Raccomandava quindi di non assumere iniziative senza consultarlo. Tre settimane dopo, fulmine a cielo quasi sereno, Roma annunciò “i marò non tornano”.
Anche questa decisione – come tutte le precedenti –  non aveva alle spalle alcuna valutazione degli staff della Farnesina, della Difesa e della Giustizia. In questi casi le valutazioni degli dirigenti dei vari ministeri sono essenziali per avere un quadro di situazione realistico e, di conseguenze, procedere lungo linee d’azione percorribili e profittevoli. Non c’è mai stato nulla di tutto questa, né un tavolo interministeriale che facesse da bussola.
Taluni notarono un conciliabolo fra Monti, Terzi e Di Paola, prima del consiglio dei ministri del precedente venerdì l’effimera decisione di non restitui i marò; nessuno indovinò gli sviluppi di tre giorni dopo.
Taluni negli staff dei ministeri congetturano che solo l’Aise, il servizio segreto, possa aver indotto il governo a rifiutare il ritorno dei marò. Altri obiettano che mai la credibilità dell’Aise è caduta tanto in basso come da quando è diretta da Adriano Santini, il quale da tempo ha delegato tutte le proprie funzioni ai suoi vice, fatto mai accaduto in precedenza. Supporre dunque che Forte Braschi abbia avuto parte nella vicenda per molti è alquanto azzardato. Altri suppongono che vari suggerimenti possano essere giunti attraverso Beniamino Niernstein, esperto di intelligence molto ascoltato da Terzi. Sono tuttavia solo congetture che il comportamento reticente del capo del governo e dei suoi due ministri non ha contribuito a chiarire, piuttosto a confondere ulteriormente le acque.
Comunque sia andata, la decisione dell’11 marzo ha sopravanzato anche il presidente Giorgio Napolitano, irritatissimo, a sua volta incalzato da una drammatica telefonata di Marco Squinzi, presidente di Confindustria, circa le ritorsioni industriali operate dall’India.
Passato un giorno, Napolitano sconfessava il governo, auspicando una soluzione “amichevole basata sul diritto internazionale”, ribadendolo a Monti quando andò a chiedergli la presidenza del senato. Il giorno successivo, convocati Terzi e DiPaola, minacciò di ufficializzare il proprio dissenso, che avrebbe reso inevitabili le dimissioni con ignominia dei due ministri.  Dopo ventiqattr’ore Palazzo Chigi annunciò: i due marò tornano in India.
Si sa quindi perché hanno rimangiato la decisione di non restituire i marò; rimane tuttavia un pesante dubbio su chi abbia indotto il governo ad assumersi quella di non restituirli.
Non c’è male come catastrofe per un governo che non è stato eletto, che è dimissionario e opera al di fuori della legalità costituzionale.

 

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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11 risposte a ACQUE TORBIDE PER I MARÒ

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  3. Enrico scrive:

    Di Paola conferma le migliori tradizioni ammiragliesche di Maugeri!………………

  4. Si ha sempre più conferma della superficialità con cui questo governo ha trattato la vicenda Fucilieri di Marina e di come sia bassa, nelle SSAA, la stima verso chi rappresenta con onore, in tutto il mondo e da anni, la nostra Italia: le Forze Armate. Nulla di nuovo sotto il sole, purtroppo. Ciò che mi colpisce, nell’articolo, è la critica “en passant” al Generale Santini, mio collega di Corso, che conosco da una vita e che stimo come uno dei migliori Generali italiani per competenza, onestà, capacità, buon senso e chiarezza di idee. Forse nella circostanza ha giocato la sua riluttanza ad apparire e a far notizia .

  5. Elio Paoloni scrive:

    Tanta scelleratezza appare deliberata. Questi hanno dato chiari segni di incompetenza se non di imbecillità ma evitare qualsiasi possibile collaborazione non appare soltanto come segno della solita presunzione: fa pensare a segreti non condivisibili, forse al solito disegno: affossare credibilità – e industria – italiana.

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