Buzzi e Carminati, la Mafia a Roma dal Pdl al PD

MARINO MAFIABuzzi, Carminati, la Mafia a Roma, le coop, dal Pd al Pdl e viceversa: in due pagine dei Carabinieri del ROS, la foto dello sfascio   #annnatevene

«[…]In tale contesto la figura di BUZZI Salvatore e delle cooperative sociali – storicamente riconosciute come di ideologia politica di sinistra – rappresentavano un’eccezione che dimostra che l’aderenza alle regole di base del sodalizio e la volontà di quest’ultimo di procacciarsi affari in seno all’amministrazione comunale non era legata solamente ad una comune visione politica, bensì alla semplice necessità di incamerare introiti.

Dimostrazione dell’appartenenza del BUZZI al mondo politico di sinistra e, ciononostante, della vicinanza di quest’ultimo anche ad amministrazioni di destra, proveniva dal contenuto di una conversazione telefonica intercorsa tra questi e CARMINATI Massimo a seguito della partecipazione dello stesso BUZZI ad una cena elettorale in favore di Gianni ALEMANNO tenutasi la sera del 16 maggio 2013.
In quella occasione, infatti, il BUZZI – come raccontava al CARMINATI – era stato presentato direttamente dal primo cittadino in carica al leader PDL BERLUSCONI: “allora Alemanno m’ha presentato a Silvio, dicendo: “ti presento il capo della cooperative rosse di Roma””
Il consorzio di cooperative Eriches 29, diretto ufficialmente da BUZZI Salvatore, operava e si sviluppava nel settore pubblico grazie ad una rete di connivenze e compiacenze fornite da appartenenti all’amministrazione comunale sia nel corso del mandato di Gianni ALEMANNO (di destra) che a seguito dell’elezione di Ignazio MARINO (di sinistra).
La completa indifferenza nei confronti dell’appartenenza a differenti schieramenti politici era elemento che sugellava l’affermazione del sodale GAGLIANONE Agostino il quale, mettendo a confronto già le diverse ideologie dei suoi stessi sodali, faceva riferimento, al rapporto di fratellanza intercorrente tra CARMINATI Massimo e BUZZI Salvatore; il GAGLIANONE asseriva, infatti, che tra i due, nonostante la diversa ideologia politica, vi era una indistinguibile comunione di intenti, e ciò in relazione al fatto che “la politica è una cosa, gli affari sò affari!”
MAFIA E TASSEChe il sodalizio diretto dal CARMINATI non facesse distinzione di sorta tra le varie ideologie politiche era circostanza che anche BUZZI Salvatore faceva risalire a periodi precedenti e che si concretizzava nell’attiva partecipazione di CARMINATI Massimo agli affari legati all’acquisizione di appalti pubblici da parte di aziende controllate da Finmeccanica.
Il BUZZI, infatti, nel corso di una conversazione tra presenti registrata all’interno degli uffici della Cooperativa sociale 29 Giugno in data 28.03.2014 […]spiegava agli astanti l’importanza rivestita da CARMINATI Massimo nell’ambito del tessuto politico ed economico non solo della capitale, definendolo come “intoccabile”.
Il BUZZI spiegava di aver appreso dallo stesso CARMINATI del coinvolgimento di quest’ultimo negli affari illeciti in cui era coinvolta Finmeccanica asserendo che “ma lo sai che mi dice Massimo? Lo sai perché Massimo è intoccabile? Perché era lui che portava i soldi per Finmeccanica! Bustoni di soldi! A tutti li ha portati Massimo! Non mi dice i nomi perché non me li dice… tutti! Finmeccanica! Ecco perché ogni tanto adesso… 4 milioni dentro le buste! 4 milioni! Alla fine mi ha detto Massimo “è sicuro che l’ho portati a tutti! Tutti! Pure a Rifondazione!”.
La tattica di trasversalità politica adottata dall’organizzazione era, ovviamente, funzionale allo sviluppo degli interessi economici del sodalizio criminale indagato che, al fine di incamerare introiti, utilizzava le cooperative sociali riconducibili alla gestione di BUZZI Salvatore.
Ed era proprio quest’ultimo, nel corso dei dialoghi intercorsi con CAMPENNI’ Giovanni in data 20.04.2013, a spiegare il tipo di rapporto che legava il sodalizio di cui era parte agli amministratori capitolini compiacenti, sottolineando che “noi sulle politiche ci si campa quindi…” e ancora “Tu devi essere bravo perché la cooperativa campa di politica, perché il lavoro che faccio io lo fanno in tanti, perché lo devo fare io?”
Il BUZZI spiegava di avere a libro paga numerosi amministratori capitolini : “lo sai a Luca quanto gli do? Cinquemila euro al mese..ogni mese.. ed io ne piglio quattromila…cinque euro al mese e deve faticare un pò..Schina (Mario SCHINA, Responsabile dell’ufficio decoro urbano di Roma Capitale, ndr) millecinquecento euro al mese..(inc)..quello stronzo che tu conosci. ..(inc)..un altro che mi tiene i rapporti con Zingaretti (Nicola ZINGARETTI, Presidente della Regione lazio, ndr) duemila e cinque al mese. Un altro che mi tiene i rapporti al comune millecinque, un altro a…sette e cinquanta.. un assessore diecimila euro al mese.. ogni mese, eh!”
ghigliottina
Il BUZZI specificava che il periodo in cui l’esborso di somme di denaro in favore di politici ed amministratori era maggiore era relativo al periodo pre-elettorale “ma lo sai agli altri soldi che gli dò già? Ma tu lo sai perché io c’ho lo stipendio, non c’hai idea di quante ce n’ho, non ce li hanno.. pago tutti pago. Anche due cene con il sindaco settantacinquemila euro ti sembrano pochi? Oh so centocinquanta milioni eh…[…] Finanzio giornali, faccio pubblicità, finanzio eventi, pago segretaria, pago cena, pago manifesti, lunedì c’ho una cena da ventimila euro pensa…questo è il momento che paghi di più perché stanno le elezioni comunali…. Questo è il momento che pago di più le comunali, noi spendiamo un sacco di soldi sul Comune” ed in relazione al periodo post-elettorale aggiungeva “ poi per cinque anni…poi paghi soltanto…mentre i miei poi non li paghi più poi quell’altri li paghi sempre a percentuale su quello che te fanno..”
Il BUZZI spiegava, a quel punto, che l’esborso di denaro in favore dei politici si identificava in un chiaro investimento per il futuro, seppur permanesse, comunque, il rischio di puntare “sul cavallo sbagliato”; la possibilità di perdita era, però, superata dalla messa in atto di contromisure individuabili nell’intrattenimento di stabili rapporti con amministratori appartenenti a tutti gli schieramenti politici, soprattutto in periodo pre-elettorale: “e se sbagli investimento, se punti sul cavallo sbagliato…mò c’ho quattro..quattro cavalli che corrono…col PD, poi con la PDL ce ne ho tre e con Marchini c’è…c’ho rapporti con Luca (ODEVAINE, direttore extradipartimentale di Polizia e Protezione Civile della Provincia di Roma, ndr) quindi va bene lo stesso…”»

 CONDIVIDI su FACEBOOK, GOOGLE+, TWITTER

Copyright© Tutti i diritti riservati a www.pierolaporta.it La pubblicazione dell’articolo è sempre consentita su qualunque altro blog/sito a condizione che sia utilizzato non più della metà del testo e vi sia un link che rimandi a www.pierolaporta.it. per completare la lettura. Diversamente riprodurre, pubblicare, vendere e distribuire può avvenire solo previo accordo con l’autore. Le foto di questo sito sono prese in larga misura da Internet, in quanto valutate di pubblico dominio. Se i soggetti fotografici o gli autori fossero contrari alla pubblicazione, lo segnalino a info@pierolaporta.it e si provvederà alla immediata rimozione delle immagini.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
Questa voce è stata pubblicata in polis e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *