Nel Mediterraneo è guerra sporca. Va dunque combattuta con mezzi non convenzionali.
Quelli come Carola e i migranti sono come soldati in trincea, con la differenza che vi sono arrivati persino con buona volontà. Poco o nulla sanno degli obiettivi sulle loro teste e neppure sanno chi sono i veri manovratori. Bisogna dunque distinguere esecutori idealisti da farabutti mestatori. Distinguere gli scopi umanitari dei volontari in mare dagli obiettivi strategici concepiti per appropriarsi di pezzi importanti del Mediterraneo. L’Italia, nel Mediterraneo, è centrale ed è strategicamente collocata. La Sicilia e l’Italia meridionale sono le porzioni mediterranee più importanti dell’Italia. Questo occorre tenere a mente quando ci si domanda le ragioni di quanto accade.
[cryout-pullquote align=”left” textalign=”left” width=”33%”]Pubblicato con altro titolo da La verità il 10 luglio 2019
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Quando frotte di nigeriani salgono su un barcone per l’appuntamento con una ONG, nessuno di loro ha più un centesimo da mesi. Hanno perso tutto lungo le duemila miglia percorse per raggiungere la Libia. Ovunque siano passati, uomini e donne sono sfruttati e violentate, prima di essere imbarcati. Gratis. Devono arrivare in Italia. Gratis. Qualcuno paga trafficanti e ONG. Come si mimetizzano i finanziamenti delle ONG? Per esempio, una questua sul web e poi dire d’aver raccolto bei milioni.
Germania e Francia vogliono il Mediterraneo, vogliono prima ancora l’Italia, a cominciare dalla Sicilia; come nelle invasioni barbariche d’antan, sono cambiati solo i metodi.
L’immigrazione indiscriminata porta presto altri due o tre milioni di immigrati. La vita diventa impossibile ovunque, a cominciare dalle regioni più meridionali. Dappertutto accanimenti fra ostili alle ONG e accoglienti a tutti i costi. Col territorio ingovernabile, è necessario un “aiuto”. Indovinate di chi? Francia e Germania, che col Trattato di Acquisgrana sono pronti a proteggerci. Dopo butteranno a mare gli africani, oggi amorevolmente convogliati dalle loro ONG. Non ne sono capaci? Chiedete a un algerino di che cosa sono capaci i francesi. In quanto alle abilità tedesche, è superfluo rammentarle. Stati Uniti e Russia possono consentire questo? Che cosa fare per fermare l’infezione?
Cominciamo dalla seconda domanda. Ogni grande operazione, come l’invasione dell’Italia, ha livelli di comando ed esecutivi. Al livello più alto ci sono i politici, nei loro accoglienti palazzi. Intoccabili. Al gradino inferiore c’è un misto di politicanti, servizi segreti, manager d’alto livello, banchieri, tutti variamente rappresentati a un board esecutivo, in grande misura intoccabili a loro volta. A livello strategico si dice che cosa si vuole senza una sillaba per iscritto. Il bord esecutivo organizza le forze senza far cenno del livello superiore e, infine, disloca sul terreno le centrali di coordinamento delle operazioni: in Africa, sul mare e in Italia. Queste centrali tengono le fila fra il board esecutivo e le mafie locali, gli scafisti, i faccendieri, le Ong, i collaborazionisti italiani.
[cryout-pullquote align=”left” textalign=”juwidth=”33%”]Il blocco navale è una criminale idiozia, come lo fu nel 1997. Oggi è una trappola per il governo[/cryout-pullquote]
Le centrali di coordinamento sono la parte vulnerabile. Per individuarle vi sono tre strade: seguire i soldi, seguire le comunicazioni, seguire le persone. Individuati i coordinatori, li si neutralizza, termine dal suono anodino ma di numerosi significati: dal funerale alla sedia a rotelle, dal ricatto all’incidente stradale. Come dite? Metodi sporchi, come negarlo? D’altronde non s’applicherebbero che a situazioni, persone e azioni ancor più sporche. Si direbbe tuttavia che né i dotti consiglieri governativi italiani né i segretissimi (e pagatissimi) servizi vi propendano. Allora lasciamo che se ne occupino americani e russi, chiediamoglielo espressamente, visto che non possono vedere di buon occhio il dilagare incontrollato di Germania e Francia nel Mediterraneo e, dietro di loro, della valanga cinese.
É meglio il blocco navale? Già fatto e fu disastro. Nel 1997 Romano Prodi, mentre i tedeschi imbarcavano a migliaia gli albanesi alla volta della Puglia, ordinò:«Fermateli a tutti i costi!» Gli ammiraglioni trasmisero l’ordine ai comandanti delle navi: «Fate quel c… che volete, ma fermateli!» Fabrizio Laudadio, comandante della corvetta Sibilia, obbedì. La sera del Venerdì Santo del 1997 manovrò per fermare la nave albanese Kater I Rades. L’interdizione riuscì tanto bene che la nave albanese affondò e 108 poveri cristi annegarono. A Laudadio due anni di carcere e la vita distrutta.
Gli sbarchi ripresero. Quando alcuni ras albanesi scomparvero e non se ne seppe più nulla, mano a mano le traversate diminuirono, per poi cessare del tutto. Almeno un magistrato fece una bella carriera politica. I comandanti navali di oggi conoscono bene la vicenda di Fabrizio Laudadio; difficile che si facciano intortare a loro volta. www.pierolaporta.it

Informazioni su Piero Laporta
Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista.
Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile.
Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste.
Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango.
La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978,
A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici.
Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione.
Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione.
Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi.
Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano.
È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978.
Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia.
Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano.
È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
Caro Piero,
io andrei ben oltre. Dal 2011 lo stato libico, saldamente governato da Gheddafi, non c’è più. Da allora è ridiventato un territorio dove dominano incontrastate le antiche tribù e dove è stato ravvivato un floridissimo mercato di schiavi, in linea con una tradizione millenaria mai interrotta. Al-Serraj e Khalifa Haftar sono due commedianti utili solo a mascherare il disastro combinato dalla francia e dal Regno Unito nel 2011. Poiché l’Italia è il paese che subisce una invasione inaccettabile è inutile perdere tempo con una UE non interessata al problema e comunque impossibilitata a risolverlo né sperare nell’ONU il cui UNHCR è a guida italiana e tifa immigrazione incontrollata. Resta solo un’azione militare da farsi sbarcando in armi in Libia, smantellando i centri di raccolta degli immigrati (falsi prigionieri in attesa di diventare falsi naufraghi) e spedirli a calci in culo verso i paesi da cui sono arrivati. Contestualmente si dovrebbero spezzare le ossa ai mercanti di schiavi che da 9 anni ci stanno rompendo i coglioni. Se poi l’Italia non se la sente da fare da sola, questo è un caso in cui può chiedere l’intervento della NATO.
Ma per fare tutto questo ci vuole un Governo che governi e uno Stato che sia una stato, del che ora come ora dubiterei.
Laporta,
concordo parzialmente ma questa lettera la indirizzi alla signora Meloni, rinfrescandole la memoria. In quanto ad adottare il metodo della missione “Alba” avrei qualche perplessità se me lo consente. L’Africa è un continente ed i flussi migratori avvengono perchè qualcuno, sicuramente a livelli molto alti , li agevola. Le potenze che oggi fanno la parte degli agnostici sono le stesse che un tempo hanno colonizzato il Continente Nero. Altro che missione Italiana ci vorrebbe, e poi che dire dei cinesi che silenziosamente stanno allargandosi in Africa centrale e non solo dove sistemano i loro connazionali per far largo nelle loro superaffollate regioni e provincie del Drago. Si è mai chiesto perché i migranti senza soldi , all’arrivo in Italia, possiedono smart phone made in China, sono Loro che gli cedono a prezzi stracciati. Altro che Stati Uniti e Russia, ci vorrebbe anche l’India in concorso poiché è una delle Nazioni, Confederazioni, la quale investe più del 50% del PIL nelle Forze Armate ed ha all’attivo Unità monoreligiose e multirazziali. Alle uniformi affida i progetti d’infrastrutture e di qualunque d’utilità alla collettività, cercando di tamponare la corruzione . Buona vita