Ustica, Fatti, Fandonie

USTICA – Nei prossimi giorni andrà in onda sul canale 35 “Indagini ad alta quota” sulla strage di Ustica:
– 24 agosto alle ore 15.00
– 26 agosto alle ore 23.00
– 28 agosto alle ore 08.45
La verità viene a galla, da questo documentario e da controinchieste realizzate da veri specialisti e da veri storici, come Franco Bonazzi (pilota collaudatore) e Francesco Farinelli (dottore di ricerca in  Storia) nel volume “USTICA -I FATTI E LE FAKE NEWS” ed. LoGisma 2019, sta facendosi strada nella montagna disinformativa messa in piedi fin dal primo momento, dalle stesse cricche inquinanti la verità sulle stragi.

Il libro ha ricevuto il premio Firenze per la saggistica storica con la seguente motivazione: “… il testo costituisce una documentata e rigorosa demistificazione delle menzogne e delle interessate manipolazioni che hanno accompagnato le ricostruzioni della tragedia del DC-9 e le relative vicende processuali”.  
Quanti cercano davvero la verità su Ustica possono avvalersi di questo libro e di un altro grande risultato mediatico. L’Associazione per la Verità sul disastro di Ustica segnala infatti la trasmissione sul canale 35 Mediaset Focus “Ustica: una tragedia italiana”, episodio n.7 della stagione 13 della serie “Indagini ad alta quota” del National Geographic.
La trasmissione sarà replicata nei seguenti giorni:
– 24 agosto alle ore 15.00 
– 26 agosto alle ore 23.00
– 28 agosto alle ore 08.45
Il documentario di 45 minuti è prodotto da National Geographic Canada per la serie “Air Crash Investigation” col titolo originario “Massacre over the Mediterranean”, è andato in onda per la prima volta a gennaio 2014.
A marzo 2014 fu trasmessa la versione italiana nella serie “Indagini ad alta quota” col titolo “Ustica: una tragedia italiana”. Nella traduzione italiana è stata eliminata la frase pronunciata da David Learmont: “I’m sorry, but Italy is a dreadful place to have an aviation accident… if you want the truth you are less likely to find it there than just about anywhere else in the world” (Mi dispiace, ma l’Italia è un posto orribile per avere un incidente aereo … se vuoi la verità è meno probabile che la troverai lì che in qualsiasi altra parte del mondo). Un lusinghiero elogio per chi ha condotto in Italia le indagini  tecniche, giudiziarie e giornalistiche. È una frase molto dura che, tuttavia, trova piena conferma nelle inconcludenti inchieste ultradecennali sul disastro del DC9 Itavia.
Nel 1999 fu costituito un organismo, l’Agenzia Nazionale per la Sicurezza del Volo (ANSV), analogo a quello che in tutti i paesi civili occidentali è l’unico autorizzato a indagare sulle cause dei disastri aerei e quindi prevenire il loro ripetersi. E’ interessante chiedersi perché questo organismo, vocato ad accertare la verità sui disastri aerei secondo procedure internazionali standardizzate, non passi al microscopio le inchieste e le perizie che finora hanno annebbiato la verità. Il documentario che propongo segue esattamente le procedure internazionali standardizzate per tali indagini. D’altronde, i riscontri su quanto affermato nel documentario possono essere verificati nel libro “Ustica, i Fatti e le Fake News” di Bonazzi e Farinelli, ed. LoGisma, uscito l’anno scorso. Il libro ha ricevuto il premio Firenze per la saggistica storica con la seguente motivazione: “… il testo costituisce una documentata e rigorosa demistificazione delle menzogne e delle interessate manipolazioni che hanno accompagnato le ricostruzioni della tragedia del DC-9 e le relative vicende processuali”.  
Seguire il documentario e leggere il libro per diradare la nebbia disinformativa sparsa a piene mani, le cui ultime esalazioni da un canto dimenticano il paradosso che esiste una doppia verità giudiziaria – e quindi non è una verità – secondo la quale la magistratura penale ha assolto i vertici dell’Aeronautica Militare “perché il fatto non sussiste”, mentre secondo la magistratura civile, contro ogni logica fu un missile ad abbattere il DC-9.
I giornalisti “missilisti”, messi con le spalle al muro dalle contro evidenze, pur di tirare in ballo un “aereo fantasma” si inventano la “sfiammata di posbruciatore che fonde i finestrini e brucia i pannelli”. Chi afferma una tale balordaggine è stato sulle giostre ma di volo non capisce nulla. Occorrono decine e decine di secondi a un supersonico per posizionarsi in quel modo e, quando finalmente dà gas al postbruciatore, a pochi centimetri dal naso dei due piloti del DC-9, questi non se ne accorgono? I due piloti tacciono per tutto il tempo di tale spericolata manovra e infine pronunciano la mezza parola registrata dalla scatola nera:«Gua..» la mezza sillaba su cui è stato edificato un castello di carta metagiudiziario.
Seguire il documentario e leggere il libro per capire almeno che cosa “non è successo” e chi ha raccontato e racconta tuttora fandonie. Se mai rimanessero dubbi su coloro che manipolano la verità leggete qui,  e poi leggete anche qui.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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6 risposte a Ustica, Fatti, Fandonie

  1. Cristiano Novello scrive:

    Egregio dott. Laporta,
    ho letto il suo articolo dal quale ho tratto poi diversi spunti per approfondire l’argomento. Di fatto mi pare di poter concludere che ci sono delle certezze – per dirla con Frank Taylor, degli insegnamenti – che si possono raggiungere, ma non sono attinenti al fatto in se. La più sconvolgente per me neofita del caso e’ che esistono due diverse sentenze, una penale e una civile, che giungono a conclusioni contrastanti.
    Questa per me e’ una certezza, magari anche di tipo apofatico, ma almeno e’.
    Volevo chiederle una spiegazione sul suo articolo: Bonazzi e Farinelli sostengono la plausibilità della presenza di ordigno nell’aeromobile mentre poi Lei ci propone un video con il prof. Firrao, che dileggia quella tesi sostenendo invece quella del Mig libico nascosto sotto al DC9.
    Mi chiedo: cosa ci vuole dire, dottore? Paradigma delle infinite opinioni o forse sostiene anche Lei ambo le versioni? In tal caso, perché? E se no, perché questa contraddizione?
    Un recente ma fedele lettore ringrazia se vorrà rispondere.

    • Piero Laporta scrive:

      In questo momento non sostengo alcuna tesi. Proprio la coesistenza di due sentenze di Cassazione (penale l’una, civile l’altra) contrastanti del tutto, mi mette sul chi vive. A lume di logica “falso e falso = vero” mentre “falso e vero = falso”.

      • Cristiano Novello scrive:

        Sinceramente rimango un po’ interdetto dal suo commento. Diciamo che dopo la lettura del Suo articolo, la promozione del “grande risultato mediatico” consistente nella proiezione del documentario del National Geographic (che sostiene in ultima istanza la linea esplicativa di F. Taylor, ergo esplosione a bordo), dopo aver decisamente cassato la tesi dell’attacco “non convenzionale” – sostenuta per quanto ne so dal Cucchiarelli – rimaneva un’altra impressione. Mi permette di chiederLe di “elaborare” il Suo punto di vista sulla coesistenza di queste sentenze?

        • Piero Laporta scrive:

          Le due sentenze sono false ambedue, questa è la conclusione a lume di logica. Una risponde a un’esigenza politica in un momento politico. La seconda all’urgenza di tacitare i parenti dei morti e, soprattutto, consentire di riscuotere a chi aveva le azioni ITAVIA nel cassetto. Nel giudice Priore non ho alcuna fiducia, alcuna. Detto questo, non ho ancora tirato le conclusioni.

  2. sigmund scrive:

    Caro generale,
    Nicholas Butler (rettore della Columbia University di New York, membro del Council Foreign Relations, premio Nobel per la pace ) nel 1931 in un suo celebre discorso affermava: “There are the few who make things happen; the many more who watch things happen and the overwhelming majority who have no notion of what happens.”.
    Ci sono tre tipi di persone, pochi che producono gli eventi, un gruppo maggiore che controlla la loro esecuzione e la vasta maggioranza che non sa cosa sia successo.
    Poi dicono che gli USA sono una democrazia….
    Penso che abbia ragione da vendere, purtroppo se non intervengono quelli che hanno partecipato direttamente all’azione, o ne sono stati testimoni credibili, non resta altro da fare che domandarsi cosa sia accaduto con poche speranze di sapere la verità.

  3. Renzo Riva scrive:

    Altro giornalista rigoroso Giovanni Fasanella che insieme al magistrato Rosario Priore considerano anche il fatto di Ustica.
    .
    https://www.youtube.com/watch?v=tquP3Gg169s
    .

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