La Vita e il Federalismo: l’America Ritrova i Suoi Valori

La Corte Suprema degli Stati Uniti l’equivalente della nostra Corte costituzionale, ma persino più solenne perché chi ne fa parte lo è fino alla tomba, ha stabilito che in base ai principi sulla cui base è nata la multiforme e multiculturale nazione americana non esiste il diritto di aborto, e chi lo ha introdotto in passato, ha sbagliato. Anzitutto perché viola un diritto che viene prima: quello alla vita dell’esserino che palpita nell’utero di una donna, e che non è una sua propaggine, anche se in tutto e per tutto dipende da lei. Quel “coso”, detto feto anche se nessuno quando tocca quella pancia lo chiama così, è “un altro” che sta in casa tua, mamma, e nessuno può autorizzarti a ucciderlo. [articolo di Renato Farina su Libero del 25 VI 2022]

Papa Francesco che non è certo un bigotto, e non perdona niente a chi non è capace di perdonare, definisce killer chi pratica l’aborto, come applicazione più tremenda di una cultura dello scarto. Non è una faccenda cattolica, ma un dato di scienza e coscienza. Di ragione e di cuore. E’ un dato di fatto che in Occidente, ma probabilmente anche in Oriente, ci sia stato una radicale mutazione antropologica, l’evidenza della realtà non è più tale. Non esiste più il primato dello sguardo ma dell’emozione. Per cui chi non ha voce non ha chance di suscitare commozione. Il grido del suo soccombere non attraversa le pareti del grembo, e non è in grado – ciò che vale del resto anche per i neonati – di esprimere il suo pensiero in argomento. Ma esiste una forza tremenda e documentata dentro quella creaturina non ancora nata. Quel grumo di carne e sangue, con le sue piccole dita, nuota nelle acque materne, e disperatamente cerca di salvarsi la vita davanti alla chimica che lo vuole dissolvere o alla pinza del dottore che lo vuole ridurre a brandelli. Ci sono immagini inconfutabili e che subiscono una censura assoluta. Ieri sera in nessun tigì sono state trasmesse. Nessun sito del web di proprietà dei grandi gruppi editoriali italiani e internazionali ha non dico approvato la sentenza ma riconosciuto la sua dignità. Neppure un piccolo, minimo “forse”, è sfuggito dalle bocche serrate nella protesta e dalle penne schierate a falange in una sorta di conformismo benpensante. La storia – dice il coro della nostra tragedia – non può fare un passo indietro di cinquant’anni. Qual è l’unità di misura del valore degli anni? Riaffermare solennemente il diritto alla vita, non in generale, ma proprio quella che eri tu in boccio, è andare avanti, che non si misura in anni ma in potenza di una luce che si era perduta chissà dove.

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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