Massoneria Vaticano e Bergoglio

Massoneria  Vaticano e BergoglioVaticano alla grande riunione di metà gennaio 2015 della Massoneria a Ginevra, con otto alti prelati di Curia, capeggiati da uno potentissimo.  #gesuitamassone

Costui, gabellato da avversario di Bergoglio, in realtà fu “collocato” fin dagli accordi del Conclave, a controllare un nodo del potere curiale e finanziario. Alla commedia del “nemico di Bergoglio” partecipa con zelo un quotidiano romano noto allo IOR. D’altronde, se il potentissimo cardinale fosse allontanato dalla Curia, la polizia del suo paese lo agguanterebbe per pedofilie di varia intensità; sicché la presunta inflessibilità di Bergoglio verso gli orchi porporati si svela per quello che è: il solito espediente gesuitico.

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Il fior fiore dei potentati statunitensi, russi e israeliani era a Ginevra. Massoneria? Di più e di peggio: il potere nella dimensione più assoluta. “Loggia” è concetto da tempo evolutosi in qualcos’altro, come spiega Gioele Magaldi nel suo libro “Massoni”. I tradizionali rituali sono per quanti s’illudono d’accedere a chissà quali cerchie. Il potere vero invece s’aggrega fra quanti lo possiedono davvero e la massoneria diventa un mero strumento. Come abbiamo quindi detto, è stata di certo una riunione di potentati, ben decisi a gettare fumo negli occhi dei comuni mortali, traendo il massimo profitto dai propri traffici: denaro, uomini, armi e materie prime.
A Ginevra è scaturita la forza dell’ultimo Benjamin Netanyahu, primo ministro israeliano, il cui attacco a Obama, durante la successiva visita negli USA ha sorpreso solo quanti non sapevano degli equilibri raggiunti in Svizzera. 
Nel discorso tenuto al Congresso statunitense il 3 marzo, Netanyahu demolisce Obama e la sua ricerca di accordo per il nucleare iraniano: «Meglio non avere un accordo piuttosto che avere un brutto accordo.» 
Obama, illusosi d’aggirare il problema ucraino passando per Teheran, per indebolire Mosca, ben presto ha constatato che il mondo gli si sta rivoltando contro. 
David Grossman, scrittore israeliano, pacifista e obamiano della prima ora, da sempre molto critico con Netanyahu, oggi affianca il premier di Gerusalemme:«Netanyahu ha ragione quando sostiene che dopo dieci anni in cui gli Usa hanno preteso di mettere alla prova l’Iran, non esiste nessuna sanzione che impedisca a quel paese di diventare una potenza nucleare. E su questo in Israele non ci sono differenza fra destra e sinistra, non ci può essere tolleranza».
Che cosa ha voluto Bergoglio in cambio del suo appoggio? Intanto vediamo che cosa ha dato. 
L’argentino consegnò un discorso per iscritto il 20 febbraio, ai vescovi ucraini in visita ad limina apostolorum,[1] invitandoli alla «ricerca della pace possibile». Il Papa esortò i vescovi ad «avere rapporti rispettosi e proficui con le pubbliche Autorità» e non tralasciò un accenno critico all’establishment di Kiev, mettendo in evidenza «le conseguenze di quel malinteso senso di libertà economica che ha permesso il formarsi di un ristretto gruppo di persone che si sono enormemente arricchite a discapito della grande maggioranza dei cittadini», fenomeno che «ha inquinato in varia misura, purtroppo, anche le istituzioni pubbliche».
I vescovi ucraini, arrivati in Vaticano speranzosi d’un avallo di Bergoglio al regime di Petro Oleksijovyč Porošenko, dovettero dunque ricredersi: a Ginevra le ragioni di Vladimir Putin avevano trovato udienza.
Tre giorni dopo Angela Merkel arriva in Italia. È il giorno del via libera dell’Eurotower al Quantitative Easing, il piano d’acquisto dei titoli di stato dei paesi UE, voluto da Mario Draghi che non piace a Berlino e altri paesi del nord e dell’est Europa. L’agenda di lavoro con Matteo Renzi aveva temi importanti ma senza possibilità di mutare nulla su terrorismo, Isis, stabilizzazione del Vicino Oriente e Ucraina. 
Ben diversi i colloqui della Merkel con Bergoglio e – fatto molto strano – Sant’Egidio, la cosiddetta “Onu di Trastevere”, apparentemente vocata al no profit, invece orientata a profittare di tutte le possibili occasioni per ampliare la sua sfera di influenza, anche a costo di offrire riconoscimenti ai terroristi islamici. Ne riferiamo con un articolo a parte.
[cryout-pullquote align=”right” textalign=”justify” width=”33%”]Fronteggiamo un’imbecillità globale, corredata magari da grembiulini, non per questo meno perniciosa. [/cryout-pullquote]Dopo la visita della Merkel, il capo della delegazione vaticana alla riunione massonica di Ginevra è stato ascoltato da Bergoglio. Incombevano le scadenze sul segreto bancario svizzero e, di lì a una settimana, le elezioni del presidente della Repubblica, poi conclusesi a favore di Sergio Mattarella con 665 voti, poco meno dei due terzi dell’assemblea elettiva.
Nell’imminenza dell’ultima votazione sorprese la dichiarazione del segretario generale della CEI, amico personale di Bergoglio, monsignor Nunzio Galantino: «Il fatto di aver appartenuto ad associazioni cattoliche non è una garanzia di per sé, spero che i criteri della scelta siano altri». Era un chiaro invito ai franchi tiratori, partito da Ginevra, si dice per favorire un candidato più ricattabile. Ricattabile da chi? Il dipartimento di Stato avrebbe preferito, si dice, uno con fama di intelligentissimo, ma altrettanto vile e fedele al padrone americano. La dichiarazione dell’ultimo minuto servì a fingere obbedienza al guardiano d’Oltreatlantico. 
La partita ora è aperta con Mario Draghi, deciso a mettere le mani su un gruzzoletto segreto, molto segreto e molto miliardario dello IOR, un fiume di denaro, un po’ alla volta migrante verso gli Stati Uniti e verso il nuovo costituendo paradiso fiscale, Cuba. Sul punto è tuttavia atteso il sostegno di congreghe importanti, a partire proprio dalla Angela Merkel. 
La chiesa povera di Bergoglio è una finzione: francescano con le tivvù e gesuita col popolo, sin da Lampedusa. Gli sbarchi quindi continueranno, anzi si moltiplicheranno perché sono un grosso affare economico e politico, per la Germania, per l’Europa settentrionale, per i trafficanti di carne umana e per le caritatevoli cooperative rosse, bianche e religiose. Con questa caritatevole compagnia andiamo allegramente verso la guerra.

[1] Ogni cinque anni, i vescovi di tutto il mondo incontrano il Papa in Vaticano, per illustrare i problemi della loro regione ecclesiastica dal punto di vista religioso, sociale e culturale, i nodi più problematici e le proposte per intervenire.

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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2 risposte a Massoneria Vaticano e Bergoglio

  1. oscar scrive:

    Lo scacchiere internazionale è sotto gli occhi di tutti. Tutti vedono come sono disposti i pezzi. Ma solo chi conosce il gioco comprende le mosse. Talvolta una mossa può sembrare priva di senso, invece è necessaria per vincere la partita.
    Noi siamo meno raffinati. Ci piacerebbe che tutti giocassero – più semplicemente – a “guardie e ladri”.

  2. sara scrive:

    «Solo i piccoli segreti vanno protetti. Per quelli grandi sarà sempre sufficiente l’ incredulità della gente» Marshall McLuhan 

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