Profughi a Milano Pizzino #6

PIZZINO DAL PARADISO

Rev.mo Mons. Jorge Mario Bergoglio,

nel corso della visita a Milano, Ella ha ripetutamente richiamato all’accoglienza, addirittura dei “profughi”, come ha voluto ripetutamente definire i milioni di sventurati deportati.

Come Ella ben sa, tali deportazioni sono esecrate dai legittimi vescovi dei deportati.

Non abbastanza esecrate tuttavia se Ella mancò di denunciare di fronte ai massimi rappresentanti dell’Impero, quanto è perfettamente noto: tali migrazioni epocali non s’ascrivono né al caso né solo alla necessità dei deportati, quanto piuttosto al disegno politico dominante, scandito col passo dell’oca, in Europa come pure in talune piazze finanziarie statunitensi e a Pechino.

D’altronde un disegno politico di per sé solo non basterebbe. Occorre infatti  un contributo finanziario e operativo, in effetti ambedue pervenuti, continui e fattuali, grazie a talune ricchissime centrali diocesane tedesche, di concerto col ben noto Georgy Soros, celeberrimo per la cura profusa verso la dottrina morale della Chiesa.

È appena il caso di chiedersi se la Chiesa non debba sentirsi alquanto sporcata da tali contiguità, vien proprio da chiedersi. Ella tuttavia non sembra curarsene, né avanzò obiezioni quando era tempo, pur sapendo bene quanto gli sventurati siano attirati costà dalle diaboliche blandizie di tali consorterie. E’ d’obbligo quindi domandare come e perché Ella non s’avveda quanto le omelie distribuite – fin da Pantelleria –  con la solennità dovuta all’Ostia consacrata, si svelino velenose per la coscienza di tanti, affogati nella menzogna, e letali per innumerevoli migliaia, affogati nel mare.

Nelle più recenti di tali omelie  s’intravvede la rassicurante percezione, da Ella untuosamente offerta alle supreme autorità germanico europee, di poter pienamente assicurare loro il consenso delle periferie dell’Impero, proprio quelle periferie e quelle genti fra le più martoriate dalle deportazioni di massa.

Ella, che rifuggì dalla Croce d’oro, potrebbe dunque a buon diritto gratificarsi dell’alta decorazione d’una Croce di ferro con foglie di quercia. A ciascuno la propria croce, dopo tutto.

Mi creda, devotamente impegnato a significare a Ella tutto il meritato rispetto

Sono il Suo

Aldo Moro

Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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8 risposte a Profughi a Milano Pizzino #6

  1. Calogero scrive:

    Caro Piero i tuoi articoli sono sempre ottimi.
    Ma quando metti, giustamente, nel mirino Bergoglio, diventano imperdibili. Comunque come avevo forse già detto, è solo una questione di danéè. Lo sterco del diavolo. Voglio vedere il “misericordioso” quanti immigrati clendestini accoglierebbe SENZA il contributo del governo venduto e traditore italiano. ZERO! Tra l’altro adesso che c’è la nuova legge sui minorenni “migranti”, il guadagno raddoppia, a parità di numeri. Il pd e Bergoglio sono culo e camicia, una macchina perfetta per fare soldi sui clandestini; finchè dura. Quando poi qualcuno a cui la Patria italiana sta a cuore, incomincerà a incavolarsi sul serio nessuno si lamenti delle conseguenze. Un segno positivo però è che sembra che gli italiani si siano stufati di farsi prendere in giro ed abbiano drasticamente ridotto l’8%° alla Curia.

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