Il Calvario di BXVI – Non Praevalebunt (7)

https://pierolaporta.it/?p=3376 I Cardinali hanno trovato un’intesa su chi sarà il prossimo segretario di Stato, mentre BXVI scala il suo calvario.Questo potrebbe agevolare un conclave breve, se Dio vorrà. Quali saranno le priorità del nuovo Papa? IOR; sicurezza; la sala stampa; problemi con gli episcopati italiano e tedesco; governo e curia vaticana; il contropotere omosessuale in Vaticano.

Le puntate precedenti: prima, seconda, terza, quarta, quinta, sesta

IOR. Il blitz sulla presidenza IOR non convince la grande maggioranza dei porporati e una consistente porzione della curia. Il tema è stato al centro delle Congregazioni preparatorie del Conclave. Tutti si aspettano che il prossimo pontefice riapra il dossier IOR. Nessuno tuttavia si illude che questo sia facile.

Bertone, dopo la sfiducia a Gotti Tedeschi, il 24 maggio 2012, ha insediato Ernst Von Freyberg nove mesi dopo e a pochi giorni dal Conclave, pertanto – ci dice Confutator  – non solo egli conta di mettere il nuovo pontefice di fronte al fatto compiuto ma è anche certo che vi saranno delle formidabili pressioni da Berlino affinché Von Freyberg rimanga al suo posto.

5Confutator ha una certezza: lo IOR (Istituto per Le Opere di Religione) sarà in cima all’agenda del prossimo pontefice. «Il blitz» così lo definisce, sulla presidenza dello IOR, ha inasprito gli animi di quanti si attendevano una decisione dopo l’elezione del nuovo pontefice. «Siamo in tanti ad essere certi» dice il giovane prelato «che il Consiglio dei cardinali, che avrebbe sanzionato la scelta di Ernst von Freyberg, non s’è mai riunito formalmente». Com’è possibile? «Ecco il comunicato ufficiale:”La Commissione Cardinalizia di Vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione (I.O.R.), ha provveduto alla nomina, a norma degli Statuti, del nuovo Presidente del Consiglio di Sovrintendenza nella persona dell’Avv. Ernst von Freyberg…”. Da queste parti le parole si lambiccano. La Commissione, presieduta da Bertone, “ha provveduto alla nomina”, ma non si dice che s’è riunita». Lo stesso comunicato certifica che il Papa “ha espresso il Suo pieno consenso”, osservo. «Qui è il punto. Come ha espresso tale consenso? Non c’è un atto sottoscritto dal Papa.  C’è un “rescritto ex audientia”, un atto autocratico col quale Bertone certifica che il Papa “ha espresso il Suo pieno consenso”. Come lei può comprendere, questa procedura è eccentrica rispetto alla straordinaria amministrazione – la nomina del presidente dello IOR – tanto più straordinaria se compiuta alla vigilia del conclave, dopo nove mesi di vacatio. E’ un fatto compiuto a vincolare il successore di Benedetto XVI, verso il quale tuttavia non mancheranno le sollecitazioni a riesaminare i fatti, nonostante l’allontanamento di monsignor Ettore Balestrero, nominato frettolosamente nunzio apostolico a Bogotà». Anzi, aggiunge un’altra fonte, la commissione cardinalizia si è riunita quattro volte, prima dell’insediamento di Von Freyberg, e per quattro volte non ha ratificato la defenestrazione di Ettore Gotti Tedeschi. [leggi qui “IOR Patata Bollente per il Nuovo Papa” di P.Laporta, su Il mondo]

Insomma intrighi, misteri e ricatti dove invece si dovrebbe respirare aria pulita. D’altro canto è avvertibile la nefasta influenza di forze esterne e il tanfo inconfondibile dei servizi segreti; non è tuttavia credibile che solo gli Usa si interessino al Vaticano, specie quando ai vertici dello IOR arriva un manager con un robusto link con l’industria tedesca degli armamenti, sulla quale la protezione dei servizi tedeschi è incessante.

Il prossimo Papa ha il compito di spezzare la manovra tesa a sottomettere la chiesa cattolica all’impero di Berlino con altrettanta e più fortunata energia di quanta sia stata posta per rintuzzare le mire egemoniche delle cerchie clintoniane, ostili alla Chiesa e sostenute dai circoli socialsionisti di Chicago.  Tre contro uno, quest’ultimo minuscolo e disarmato; una partita interessante e ricca di sorprese.

La sicurezza. Domenico Giani, arruolato come sottufficiale nella Guardia di Finanza nel 1981, divenne capitano nel 2002. Per oltre tre anni è stato nei servizi segreti, Sisde, poi distaccato presso lo Stato della Città del Vaticano come Vice Ispettore Vicario del corpo di Vigilanza vaticana dal 10 agosto 1999 al 15 ottobre 2004, quando fu congedato e divenne capo della Gendarmeria. Il distacco sarebbe dovuto avvenire attraverso un accordo approvato dal Parlamento italiano. Si dice che sia stato Francesco Cossiga il grande architetto di questa penetrazione nella sicurezza vaticana, ben gradita, anzi sollecitata da Tarcisio Bertone. Gli effetti non appaiono lusinghieri, non solo per il Vatileaks. Il problema è in via di parziale soluzione visto che Giani ha chiesto – e sarà certamente accontentato – di essere trasferito negli Usa presso  quella Nunziatura. Chi gli succederà? “Mai più uno proveniente dagli inaffidabili servizi italiani” ci assicura Confutator.

Gli episcopati italiano e tedesco. Ambedue si reputano un gradino più in alto dei rimanenti, non tenendo conto che la massa d’urto del cattolicesimo è oltremare. Quello tedesco oramai appare un’emanazione della cancelliera Angela Merkel e delle sue ubbie tedescocentriche. Il ruolo giocato dai vescovi tedeschi per imporre Von Freyberg e lo strombazzamento della “pillola anti stupro” mentre Benedetto XVI lasciava la scena, suonano come un “qui comandiamo noi”, il cui unico e sicuro effetto tuttavia è, secondo Confutator, l’impossibilità di un nuovo papa tedesco. Resta tuttavia aperto il problema di ridimensionare la loro invadenza.

Un problema diverso si pone con l’episcopato italiano, la cui azione pastorale è da tempo subordinata a politiche di basso profilo, con un cardinale Angelo Bagnasco i cui stili di vita sono inconciliabili con la sobrietà che dovrebbe essere regola per un successore degli Apostoli.

Governo e curia vaticana. La gestione carente e poco autorevole della comunicazione è l’aspetto più appariscente, sebbene non sia il più grave. La sala stampa è apparsa inadeguata sin dal discorso papale di Petersburg e ancor più durante il viaggio in Africa con la polemica sui preservativi, che non è stata né prevista né rintuzzata a dovere. Ancora peggiore, se possibile, è stata la comunicazione durante il Vatileaks, la cui reale portata è stata sottovalutata e analizzata con scarsa professionalità.

In una situazione di crescente confusione, dalla Curia non sono mancate le note stonate, giunte sino alla pubblica opinione, dai pontifici consigli, dai sinodi, dalle commissioni, talvolta per bocca persino di esponenti di secondo e terzo livello, minando l’autorità del papa e, con essa, quella della Chiesa, procurando smarrimento e confusione fra i fedeli.

È richiesta un’azione di governo che concentri la responsabilità  nelle mani dei capi dei dicasteri,  i quali siano consapevoli che i loro margini di libertà sono entro e non oltre la delega papale di cui sono custodi.

Questa azione di governo si scontra tuttavia con un potere trasversale difficilmente controllabile: la diffusa e folta presenza di omosessuali a tutti i livelli della Curia, soprattutto e non a caso ai più alti.

Il contropotere omosessuale in Vaticano. Il tema è entrato anche nel  dossier RELATIONEM, compilato dai cardinali Julian Herranz Casado, Jozef Tomko e Salvatore De Giorgi, per volontà di Benedetto XVI. Visto oggi, è una sorta di passaggio di consegne che Benedetto XVI lascia al suo successore. Relationem  punta il dito su cerchie affaristiche e di varie tendenze sessuali, i cui interessi, di volta in volta intrecciati, contrapposti e composti, espongono il Vaticano a una penetrazione spionistica senza precedenti, grazie all’ampia possibilità di ricatti interni ed esterni. Fra le varie cerchie quella omosessuale è certamente la maggioritaria e ha conquistato anche i vertici della Congregazione del Clero.

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Informazioni su Piero Laporta

Piero Laporta, 153° corso dell’Accademia militare di Modena, Generale di divisione in riserva dell’Arma del Genio, scrittore, saggista e memorialista. Piero Laporta ha speso parte significativa della propria vita professionale occupandosi di politica militare e interesse nazionale presso lo Stato Maggiore della Difesa, acquisendo il metodo: distinguere i fatti dalle narrazioni, i documenti dalle opinioni e, quando possibile, andare alla fonte, non accontentarsi mai di quanto appare verosimile. Scrive dal 1994. Col passare degli anni ha preso le distanze dal giornalismo tradizionale: troppi direttori confondono la verifica col servilismo, il dubbio con la propaganda, i fatti con le falsità. Ha collaborato con varie testate ma i libri sono oggi il terreno naturale delle sue inchieste. Ha raccontato la vita dell’imprenditore Luciano Vinella in Trasparente come il Vetro ed è coautore, con Vincenzo Mastronardi, di Mass Media e Fango. La parte centrale del suo lavoro è dedicata al caso Aldo Moro e alla strage di via Fani del 16 marzo 1978, A questa ricerca appartengono Raffiche di Bugie a Via Fani. Stato e BR sparano su Moro, Gli anagrammi di Aldo Moro e Omertà e Bugie su Aldo Moro: lavori nei quali Laporta rimette in discussione tutta l’inchiesta ufficiale, svelando falsi e omissioni di magistrati, investigatori e politici. Da questa prospettiva nasce anche il suo lavoro sulle reti di potere italiane e internazionali, sulla comunicazione politica, sull’intelligence e sui rapporti fra apparati, partiti, finanza, religione e informazione. Ha fondato OltreLaNotizia, sul sito pierolaporta.it, perché considera il web — nonostante censura, conformismo e manipolazione — uno degli ultimi spazi nei quali un autore possa ancora assumersi personalmente la responsabilità di ciò che scrive, senza chiedere il permesso a una redazione. Cattolico, apostolico, romano, senza altri aggettivi. Quanto alle lingue, dichiara una conoscenza quasi dimenticata del dialetto di Latiano, rudimenti di quello di Putignano, buona familiarità col palermitano, ottima col vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e — quando necessario — anche un po’ d’italiano. È sposatissimo, ha due figli e continua a ritenere che un documento valga più di cento opinioni, soprattutto quando quelle cento opinioni dicono tutte la stessa cosa.Il libro "Raffiche di Bugie a Via Fani, Stato e BR Sparano su Moro" ed. Amazon 2023 https://shorturl.at/ciK07 è l'inchiesta più approfondita e documentata sinora pubblicata sui fatti del 16 Marzo 1978. Oggi, definitivamente disgustato della codardia e della faziosità disinformante di tv e carta stampata, ha deciso di collaborare solo dove non trovi dei censori e fabbriche di odio. Il suo più spiccato interesse era e resta la comunicazione sul web, cioè il presente e il futuro della libertà di espressione. Ha fondato il sito http://pierolaporta.it per il blog OltreLaNotizia. Lingue conosciute: dialetto di Latiano (BR) quasi dimenticato,, scarsa conoscenza del dialetto di Putignano (BA), buona conoscenza del palermitano, ottima conoscenza del vernacolo di San Giovanni Rotondo, inglese e un po' di italiano. È cattolico; non apprezza Bergoglio e neppure quanti lo odiano, sposatissimo, ha due figli.Piero Laporta, a member of the 153rd Class of the Military Academy of Modena, is a retired Major General of the Corps of Engineers, as well as a writer, essayist, and memoirist.Piero Laporta spent a significant part of his professional life working on military policy and the national interest at the Italian Defence General Staff. There he developed a method that has remained with him ever since: distinguish facts from narratives, documents from opinions, and, whenever possible, go straight to the source—never settling for something merely because it sounds plausible.He has been writing since 1994. Over the years, he has increasingly distanced himself from traditional journalism: too many editors mistake verification for subservience, doubt for propaganda, and facts for falsehoods. He has contributed to a number of newspapers and magazines, but books are now the natural home of his investigative work.He told the story of entrepreneur Luciano Vinella in *Transparent as Glass* and is the co-author, with Vincenzo Mastronardi, of *Mass Media and Mud*.The central part of his work is devoted to the Aldo Moro case and the Via Fani massacre of March 16, 1978.This research includes *Volleys of Lies in Via Fani: The State and the Red Brigades Fire on Moro*, *The Anagrams of Aldo Moro*, and *Silence and Lies About Aldo Moro*: works in which Laporta challenges the official investigation as a whole, exposing falsehoods and omissions by magistrates, investigators, and politicians.This perspective also underlies his work on Italian and international networks of power, political communication, intelligence, and the relationships among state apparatuses, political parties, finance, religion, and the media.He founded *OltreLaNotizia* on pierolaporta.it because he considers the web—despite censorship, conformism, and manipulation—one of the last remaining spaces where an author can still take personal responsibility for what he writes without having to ask an editorial office for permission.Catholic, Apostolic, Roman—no other adjectives required.As for languages, he claims an almost forgotten knowledge of the Latiano dialect, a smattering of the Putignano dialect, a good command of the Palermo vernacular, excellent familiarity with that of San Giovanni Rotondo, English—and, when absolutely necessary, even a little Italian.He is very much married, has two children, and continues to believe that one document is worth more than a hundred opinions—especially when all one hundred opinions are saying exactly the same thing.
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8 risposte a Il Calvario di BXVI – Non Praevalebunt (7)

  1. Pingback: Francesco Cammina sulle Vipere - Piero Laporta Blog

  2. sara scrive:

    Che fine hanno fatto questi temi?
    Sepolti da tripudi e papolatrie mediatiche varie.
    Lombardi è stato persino premiato.
    Mamma mia che tristezza….
    Rimango in preghiera ai piedi del monte su cui è salito in candida veste Benedetto.

  3. Giorgio Fabbri scrive:

    Ho acquistato e letto (non tutto perchè per me come per
    tanti altri è un mattone) il libro del Papa “Jesus de Nazar
    et” dall’entrata a Gerusalemme alla Resurrezzione per cerca
    re di capire chi è Joeph Ratzinger. L’esperienza nazista l’ha
    certo aiutato, ma la sua natura non ne aveva bisogno, era
    nato teologo, insegnante, capisco bene perchè se ne va
    ed ha ragione, al suo posto c’è di che star male, molto
    ma molto male, la sua mente è altrove, l’altrove nel qual
    e lui crede profondamente, è certo un brav’uomo e per
    lui alla sua età stare dov’è è tempo perso, non ne puo
    più !!! Ha la mia stessa età, io del 26 marzo lui del 10 apr
    ile, vuoi che io non lo capisca ??!!?? Ciao, G.

  4. Roberto Buffagni scrive:

    Un sentito ringraziamento al nostro padron di casa e al suo interlocutore, al quale vanno anche tutti i miei auguri per l’opera alla quale si impegna.
    Quanto al quadro, certo non è sereno; ma come ricordava credo il Card. Oddi, l’unico momento in cui i discepoli del Cristo hanno agito come un sol uomo è stato quando sono fuggiti, abbandonandoLo. Poi, però, sulla strada di Emmaus…

  5. Giorgio Fabbri scrive:

    Caro Piero, ammiro la tua buona fede e la tua speranz
    a, ma “Grecia capta ferum victorem cepit”, e non c’è
    più niente da vincere, perchè ormai tutte le forme di
    potere sono state già vinte dalla corruzzione, a partire
    da forte Knoc in cui pare non vi siano più “veri” lingot
    ti d’oro, ormai quasi inutili da quando fu deciso di
    poter stampare danaro senza garantirlo con l’oro. Siam
    o – credo – all’anticamera della rottura, me ne convince
    anche l’abbandono del Papa. Un abbraccio, Giorgio

  6. rinus scrive:

    Un covo di cobra- un covo di omosessuali-un covo di spie.-un covo di pedofili
    Pensavo che fossero solo degli illusionisti.Come si fa ad essere ,in età cosi tarda, ad essere omosessuali,? Forse l’ho erano in età più giovanile…quindi ricattatati da anni.Magari qualcuno è arrivato al sogno pontificio?
    Se crolla il Papato a Roma,cosa rimane Gerusalemme?

    • Piero Laporta scrive:

      Vi sono peccatori come dappertutto. Il Vaticano non è il Paradiso; Male e Bene sono inseparabili sino alla fine del mondo. E’ più importante osservare invece che la Navicella nonostante tutto – considerando i periodi ben peggiori dell’attuale – ha attraversato i secoli. Una ragione di più per sperare. Il papato che crolla? Non drammatizziamo…

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